carmela martello
carmela martello - Ominide - 41 Punti
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Ciao a tutti! Mi potreste gentilmente spiegare l'alienazione per Feuerbach?

Grazie


**messaggio scritto in maniera un po' più decente**

Questa risposta è stata cambiata da paraskeuazo (26-02-10 20:54, 6 anni 9 mesi 18 giorni )
cichinella
cichinella - Genius - 5407 Punti
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FEUERBACH anche se era discepolo di hegel aveva idee che contrastavano il suo maestro.
lui sostenava che la religione poteva essere vera perchè rappresenta l'autocoscienza dell'uomo ma in realtà è falsa perchè porta all'alienazione.

Aggiunto 1 minuti più tardi:

infatti F. "divide" l'uomo in due:individuo(parte corporea) e essenza.F si aliena perchè si crea un dio tutto suo a cui affida tutte la qualità migliori dell'umanità.
lino17
lino17 - Eliminato - 24509 Punti
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Nell'accezione usata da Ludwig Feuerbach, appartenente al gruppo dei "giovani hegeliani", o della "sinistra hegeliana", il termine è usato per indicare la proiezione in un mitico al di là delle qualità positive dell'uomo, in particolare amore, ragione e volontà all'ennesima potenza, creando un essere superiore (identificato in Dio) ed elaborando, così, una teoria della religione vista come alienazione dell'uomo, poiché egli in questo processo si scinde: estranea da sé stesso caratteristiche proprie dell'uomo per creare una potenza che è superiore a lui, alla quale si sottomette. Il mistero della teologia per Feuerbach è, non a caso, l'antropologia.
paraskeuazo
paraskeuazo - Genius - 74901 Punti
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Sì, infatti per Feuerbach la religione non è altro che una bugia per la sopravvivenza. Dio non è altro che la proiezione trascendente di tutti i bisogni dell'uomo, o meglio, di tutto ciò che l'uomo non può essere. L'uomo è finito, Dio è infinito; l'uomo è mortale, Dio è immortale; l'uomo vive in un tempo e in uno spazio, Dio è onnisciente e in ogni luogo.
In questa proiezione all'esterno, l'uomo aliena tutta la sua essenza fuori da sé, se ne aliena, e ciò raggiunge l'apice nella pratiche ascetiche e nella mortificazione della carne: la negazione della vita terrena in prospettiva di quella celeste.
Il punto di arrivo per Feuerbach, in una filosofia votata all'"antropologia", sarebbe quindi l'ateismo, ma inteso non come negazione totale del divino, cioè del "soggetto" dei predicati religiosi, bensì piuttosto, come negazione dei predicati a lui attribuiti nella prospettiva di "restituirli" all'uomo.

La sua teoria fa il paio secondo me con il pensiero del greco Senofane:
"...se buoi, cavalli e leoni avessero le mani e sapessero disegnare...i cavalli disegnerebbero gli dei simili a cavalli e i buoi gli dei simili a buoi ...".
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