barbi-rulez
barbi-rulez - Erectus - 80 Punti
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Ho un tremendo bisogno di aiuto!!
Lunedì prossimo ho un esame di storia moderna e la storia non è mai stata il mio forte ma devo per forza farlo.
Mi servirebbe una mano per 3 argomenti:
1) L' economia e la demografia nell' età preindustriale
2)La società nel '600
3)Le conseguenze della crisi del '00
Mi fareste un enorme favore!!

barbi xx
lino17
lino17 - Eliminato - 24509 Punti
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http://www.skuola.net/storia-moderna/europa-preindustriale.html guarda questo appunto parla dell'argomernto che serve a te,non ho capito la 3a,ti serve la conseguenza di quale crisi??
barbi-rulez
barbi-rulez - Erectus - 80 Punti
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Non mi funziona bene il tasto XD le conseguenze della crisi del 600 XD
Grazie mille cmq!
lino17
lino17 - Eliminato - 24509 Punti
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Società ed economia nell'Europa preindustriale

Demografia e strutture familiari: con ancien regime (antico regime) si indica il sistema politico esistente in Francia prima della rivoluzione del 1789. Il termine fu coniato dagli stessi rivoluzionari ed è divenuto sinonimo di società pre industriale, tradizionale, anteriore alla modernizzazione economica e politica. Considerata tendenzialmente immobile o con andamenti ciclici la società dell'ancien regime subì nel corso del 700 alcune trasformazioni come l'avvio di una grande crescita demografica che non si interruppe più fino al XX sec, e che coinvolse tutti il mondo. Le cause di questa crescita fu la riduzione della mortalità, l'incremento della natalità e l'interruzione dell'andamento ciclico della demografia dell'ancien regime caratterizzata dalla dipendenza reciproca tra popolazione e risorse: l'aumento della popolazione si scontrava con la diminuzione delle risorse in quanto l'agricoltura non soddisfava la crescita della domanda; ciò portava a una maggiore vulnerabilità degli uomini agli elementi patogeni che riequilibravano popolazione e risorse. L'economista inglese Thomas Malthus nel Saggio sul principio di popolazione definì la legge secondo la quale la popolazione aumenta in modo geometrico (esponenziale) mentre le risorse in modo matematico. Malthus si preoccupò di porre dei freni all'incremento della popolazione, ma nel periodo in cui Malthus scriveva (1800) gli eccessi della popolazione furono superati dallo sviluppo economico e agricolo. Le popolazione dell' a. regime si erano abituate alle difficoltà alimentari autoregolandosi tramite il matrimonio tardivo che avveniva solo quando si aveva una concreta possibilità di lavoro: ciò limitava le nascite. Ciò non avvenne nell'Inghilterra del 700 dove, grazie ai registri parrocchiali, si può ricostruire un aumento della popolazione causato da matrimoni più precoci e numerosi derivati dalla possibilità di trovare occupazione. Queste variazioni demografiche sono difficilmente percepibili a causa dell'assenza di censimenti attendibili. Favorirono anche l'aumento della popolazione il miglioramento delle condizioni ambientali, igieniche, la scomparsa della peste nel 700 (anche se fecero molte vittime le malattie endemiche quali tifo, vaiolo). Lo sviluppo demografico fu più intenso nelle città che nelle campagne e soprattutto nelle capitali e nelle città portuali. Anche la famiglia ebbe un mutamento: se nell'età pre-industriale la famiglia era estesa o allargata, ovvero in essa convivevano almeno tre generazioni, ora era favorita una famiglia nucleare o coniugale. Un'importante fetta della popolazione era occupata dal clero.

Contraccezione e mentalità: La Francia come già detto, controtendenza a un progressivo aumento della popolazione, fu la prima a controllare le nascite (nel resto dell'Europa si avrà solo nella seconda metà dell'800). Questo fenomeno è frutto di una laicizzazione dei comportamenti indotta dalla rivoluzione francese distaccandosi dalla morale religiosa che si era sempre opposta al controllo delle nascite. Ci fu così un profondo ridimensionamento del ruolo della Chiesa e delle istituzioni religiose. Cambiò anche la mentalità: si diede maggiore attenzione alla salute della donna preservandola dall'eccessivo numero di gravidanze; si acquisì un nuovo atteggiamento nei confronti dell'infanzia, fatta di interesse all'educazione che contribuì a distanziare le nascite. Pur verificandosi una scristianizzazione caratterizzata dalla riduzione delle pratiche di culto, la Chiesa impose paradossalmente un sistema di sorveglianza mentale delle pulsioni sessuali. Emersero anche nuove forme più intime e intese di religiosità come il giansemismo.

Il mondo rurale, feudalità e rivolte contadine: La società di a. regime era prevalentemente agricola. L'agricoltura era la principale attività economica e la maggior parte dei cittadini erano contadini. Nell'Europa del 700 la proprietà terriera era ancora di tipo feudale: anche nel caso in cui il contadino potesse vendere o trasmettere la terra questa non era in realtà detenuta: dovevano essere versati al signore tributi ordinari (per l'uso) o straordinari (nei casi di vendita o successione). Si mantenevano anche alcuni diritti della comunità (usi civici) come quelli di pascolo, raccolta ecc.. Si accentuò una sfera di conflitto tra contadini, che miravano alla privatizzazione della terra, e signori, che volevano mantenere i tradizionali usi collettivi. Tutto ciò avveniva in Francia e in Germania. Pur avendo perso molti dei suoi caratteri originari il feudalesimo era sempre un duro peso sulla vita dei contadini e sulla possibilità di sviluppo delle attività agricole. In Francia si aggiunsero anche gli obblighi di lavoro gratuito (corvees) sulle terre signorili sostituite spesso però in tasse in denaro. I contadini dovevano anche rispettare il monopolio feudale della trasformazione delle risorse alimentari. I poteri di controllo feudali sui contadini furono accresciuti dalla bassa giustizia (relativa ai reati minori) detenuta ancora dai signori. Ai prelievi feudari, 10-20% dei redditi contadini, si aggiungevano le tasse Statali: tasse dirette, come la tassa sulla proprietà, e indirette come la gabella (tassa sul sale). Altre tasse, come la decima, erano destinate al clero. In Francia, seppur in numero ridotto, esistevano ancora i contadini servi mentre in Inghilterra il feudalesimo, e quindi la presenza di servi, era scomparso così come in Italia a parte Sicilia, Lazio, e alcune zone della Lombardia, del Friuli e del Piemonte. In Spagna, pur decadente, il feudalesimo era comunque duro. In Germania era in vigore un sistema simile a quello francese, dove però la servitù aveva dimensioni ampie e regole rigidissime: si dovevano concordare i permessi con il signore non solo per lo spostamento ma anche per il matrimonio. Ciò fu motivo di frequenti tensioni sociali e rivolte (Boemia 1775, Russia 73-74).

La nuova agricoltura: "enclosures" nuove tecniche e nuovi prodotti: Pur prevalentemente statica la società pre industriale subì alcuni cambiamenti. In Inghilterra, soprattutto, tra il 600 e il 700: si passò dal sistema dei campi aperti (open fields, costituito da terre non recintate individuali e collettive) alle enclosures (recinzioni), dove si privatizzarono tutte le terre, liberando la coltivazione dagli obblighi della comunità. Altro fattore di trasformazione fu il superamento della rotazione triennale sostituita con quella costituita da 6 anni di rotazione e 1 di maggese: aumentarono così le disponibilità alimentari per uomini e animali e l'allenamento divenne una componente fondamentale dell'azienda agricola. Questi nuovi sistemi si diffusero presto in Francia e in Germania. Nelle Fiandre e in Lombardia si era sviluppata una agricoltura capitalistica per la presenza di un imprenditore, proprietario o affittuario, che investiva capitali sulla terra: questo sistema rimase marginale pur se in lenta espansione. Si importarono anche dalle Americhe due nuove colture che si inserirono con difficoltà nel sistema millenario dei cereali: la patata (considerata dapprima dannosa, diventata poi nelle carestie di Inghilterra e Polonia indispensabile) e il mais (di difficile coltivazione in quanto necessita di clima temperato). Si diffusero anche colture minori quali il riso, il the, il caffè, il cacao, il tabacco e il cioccolato.

Industria rurale e manifattura: Le campagne del 700 erano anche sede di un'attività di produzione industriale eseguita a domicilio dai contadini nei periodi morti. Questa industria rurale domestica era dedita prevalentemente alle operazioni tessili. Essa ebbe inizio alla fine del Medioevo ma si accentuò tra il 500 e il 600 in rapporto all'irrigidirsi delle corporazioni (esse avevano norme severe, apprendistati lunghi e mantenevano elevati i costi di produzione; ciò sfavoriva il mutamento produttivo e rendeva impossibile la mobilità del lavoro in un mercato che necessitava sempre più di beni di qualità modesta con prezzi decrescenti) e all'affermarsi della figura del mercante imprenditore. Le campagne offrivano invece una manodopera a basso costo; il mercante imprenditore forniva la materia prima, ritirava il prodotto finito e provvedeva a smerciarlo: questo sistema ebbe un'ampia diffusione in tutta Europa. L'industria domestica rurale rispose con efficienza alla domanda interna e internazionale e offrì un reddito ai contadini poveri. Nell'Europa pre industriale si diffuse inoltre il sistema della manifattura: un organizzazione del lavoro in cui un imprenditore concentra in un unico laboratorio o officina più operai che svolgono tutte le fasi del processo produttivo. Essa fu favorita da Colbert e non fu mai l'organizzazione dominante.

Società per ceti e forme di governo: Se per la società industriale il concetto utilizzato è quello di classe, per la società di a. regime va adottato quello di ceto: ovvero un'appartenenza per nascita caratterizzata da una stratificazione sociale, da una staticità. Chi nasceva nobile lo rimaneva per tutta la vita e il contadino aveva pochissime possibilità di uscire dal suo stato. Solo al clero non si accedeva per nascita. Le rappresentanze per ceti erano utilizzate da molti Stati per creare un dualismo di poteri con la monarchia. L'esempio più noto è quello dei 3 ordini francesi: clero nobiltà e terzo stato. In tutta Europa dominava questo sistema in cui il ceto dominante era la nobiltà prevalentemente feudale. La presenza di assemblee dei ceti, con i loro privilegi e ostilità, era uno degli indicatori dell'incompiuto passaggio allo Stato moderno.

Povertà e controllo sociale: nella società pre industriale un percentuale elevata della popolazione era costituita da poveri (20-40%) costretti a fuggire dalla miseria e dalle carestie migrando in città o nei monasteri ove la carità era praticata. Cambiò la visione di povertà: se prima era vista come una virtù in ambito religioso, ora era vista come un possibile elemento di disordine sociale entrando nel quadro sociale economico: la presenza dei poveri era considerata un rischio. Questi elementi furono accompagnati da un'etica del lavoro che accettava sempre meno chi viveva di elemosina: non si negava la povertà ma si cercava di controllarla. Nelle Fiandre, in Germania, in Italia e in Francia furono attuate le prime riforme consistenti nella realizzazione di strutture destinate all'assistenza. I poveri e i mendicanti iniziarono ad essere reclusi in ospizi e ospedali e venne meno il principio di itineramento. Furono costruiti ospedali a Roma, ad Amsterdam, a Londra e a Parigi (Ospedale generale). Questa repressione del vagabondaggio e questa nuova mentalità fece emergere l'emarginazione. Questa realtà, grazie alla filantropia e all'analisi sociale, sarà superata solo nel XIX secolo con la trasformazione dei poveri in proletariato industriale.


Questo è il contenuto del link,ora t icerco qualcosa sulle conseguenze
barbi-rulez
barbi-rulez - Erectus - 80 Punti
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grazie mille mi faresti un enorme piacere, io non riesco a trovare nulla e ho il cervello fuso XD
lino17
lino17 - Eliminato - 24509 Punti
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http://www.federica.unina.it/scienze-politiche/storia-moderna/la-crisi-del-seicento/ guarda questo sito
barbi-rulez
barbi-rulez - Erectus - 80 Punti
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Grazie!!!
Se trovi qualcosa di più dettagliato anche magari.. ma davvero non so come ringraziarti, mi stai aiutando tantissimo!
lino17
lino17 - Eliminato - 24509 Punti
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http://www.atuttascuola.it/siti/laura/la_crisi_del_600.htm guarda qui
barbi-rulez
barbi-rulez - Erectus - 80 Punti
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mmm sulle conseguenze della crisi del 600 ancora mi manca qualcosa
cichinella
cichinella - Genius - 5407 Punti
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vedi qui...
http://www.scuolascacchi.com/storia_moderna/600_in_europa.htm
barbi-rulez
barbi-rulez - Erectus - 80 Punti
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GRazie mille davvero!!
Lo so che sto chiedendo tantissimo, ma mi servirebbe ancora una mano su L' austria nel 600 , l'ascesa degli asburgo e le guerre di religione.

Grazie davvero!
cichinella
cichinella - Genius - 5407 Punti
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l'austria nel 600
1576-1612 Regno di Rodolfo II: la sua intolleranza religiosa spinge i luterani a raccogliersi nell'Unione Evangelica (1608), a cui si contrappone la Lega Cattolica .
1612-1619 Regno di Mattia. Tenta un compromesso tra la Lega Cattolica e l'Unione Evangelica, ma le tensioni religiose provocano la rivolta della Boemia e la "defenestrazione di Praga" dei rappresentanti dell'imperatore (1618), che dà l'avvio alla guerra dei trent'anni.
1618-1648 Guerra dei trent'anni. Regni di Ferdinando II (1619-37) e di Ferdinando III (1637-57). Con la pace di Vestfalia (1648) gli Asburgo perdono definitivamente la possibilità di realizzare un'unità statuale in Germania. L'espansione dell'Austria è indirizzata verso sud e verso est.
1658-1705 Regno di Leopoldo I, che s'impegna a contenere l'avanzata degli ottomani. Lo scontro con gli ottomani (sostenuti dagli ungheresi) caratterizzerà un lungo periodo della storia austriaca.
1683 Le truppe del re polacco Giovanni Sobieski liberano Vienna dall'assedio turco.
1699 Pace di Carlowitz : l'Austria costringe gli ottomani a cederle l'Ungheria e la Transilvania

asburgo:
famiglia e dinastia di origine germanica (in tedesco Habsburg), che regnò sull'Austria dal 1278 al 1918. Derivò il proprio nome dal castello di Habichtsburg (castello dello sparviero) alla confluenza dei fiumi Aar e Reuss, nel cantone svizzero di Argovia.
Una potenza montanara
Conti con feudi in Argovia e Alsazia, per la loro fedeltà alla casa imperiale degli Hohenstaufen ottennero possedimenti in Svizzera e, con Alberto III (m. 1199), la contea di Zurigo, diventando i padroni incontrastati dei passi alpini. Con Rodolfo I ottennero per la prima volta la corona del Sacro Romano Impero (1273) e incrementarono ulteriormente i propri domini con i cantoni svizzeri di Lucerna, Zug, Unterwalden e Friburgo. La vittoria su Ottocaro II di Boemia (1278) portò alla conquista dell'Austria e della Stiria; da questo momento la potenza degli Asburgo ebbe il suo baricentro nella zona danubiana, assumendo il ruolo di salvaguardia delle frontiere orientali dell'Impero verso le regioni magiare e slave . Il figlio di Rodolfo, Alberto (imperatore dal 1291), riuscì a impadronirsi della Boemia alla morte di Venceslao III (1306), ma gli Asburgo persero tale dominio alla morte di Alberto e la Boemia tornò all'imperatore Enrico VII di Lussemburgo . Durante il periodo in cui non furono imperatori, gli Asburgo con Alberto II e suo figlio Rodolfo IV estesero i possedimenti con un'accorta politica matrimoniale, che portò al rafforzamento della posizione orientale del dominio e alla acquisizione del ducato di Carinzia (1335), della contea del Tirolo (1363), di Istria (1374), di San Gallo (1375), della Carniola e di Trieste (1382).
Il monopolio del titolo imperiale
Alla morte di Rodolfo IV (1365), i suoi fratelli Alberto III e Leopoldo III diedero vita a due rami: la linea "albertina" sui domini austriaci, la linea "leopoldina" su tutti gli altri, mantenendo indivisa solo l'Alsazia . La linea albertina proseguì con Alberto IV e Alberto V che, eletto imperatore (1437), si impadronì della Boemia e dell'Ungheria . Il figlio Ladislao il Postumo, morto senza eredi (1457), perse gli ultimi domini acquisiti, mentre i possedimenti austriaci e di famiglia passarono a Federico III , della linea leopoldina, eletto imperatore nel 1452. Durante il suo regno gli Asburgo persero definitivamente i domini svizzeri (pace perpetua con la Confederazione Elvetica, 1474). Dopo Federico III la corona del Sacro Romano Impero fu assegnata sempre a un Asburgo fino al 1806, quando l'impero venne proclamato decaduto.
Il tentativo di egemonia europea
Alla fine del sec. XV gli Asburgo, proseguendo in un'accorta e fortunata politica matrimoniale, posero le basi per diventare la dinastia più potente d'Europa. Il figlio di Federico III, Massimiliano I (imperatore dal 1493), sposò Maria di Borgogna (1477), accorpando il dominio dello Stato borgognone alla morte di Carlo il Temerario , e nel 1519 acquistò il Württemberg. Il matrimonio tra il figlio di Massimiliano, Filippo il Bello, e Giovanna la Pazza, figlia ed erede di Isabella di Castiglia e di Ferdinando d'Aragona , costituì le premesse alla concentrazione di domini nelle mani del figlio Carlo, il quale, erede dei re cattolici di Spagna, della Borgogna, dei domini austriaci, venne eletto imperatore nel 1519 col nome di Carlo V . Prendeva forma così il più formidabile assetto di supremazia europea della storia moderna, ma la diversità dei territori accorpati imponeva dei limiti a un governo unitario, e gli stessi Asburgo non avevano un piano di dominio a lungo termine. Nel 1526, Carlo V accorpò i domini di Boemia, Moravia e Slesia e dopo la battaglia di Mohács (1526), in cui morì re Luigi Jagellone, privo di eredi diretti, occupò l'Ungheria sino a Buda e l'assegnò come regno al fratello Ferdinando, che aveva sposato la sorella di Luigi Jagellone.
La divisione dei domini asburgici
Alla sua abdicazione Carlo V (1556) decise una nuova divisione nei domini degli Asburgo tra il figlio Filippo II e il fratello Ferdinando. A Filippo II spettò la direzione della politica internazionale della famiglia e furono assegnati i domini spagnoli, le colonie, lo Stato di Borgogna, i regni di Napoli e di Sicilia e lo Stato di Milano. La linea "spagnola" derivata da Filippo II proseguì il tentativo di contrapposizione alla potenza francese, ma si estinse nel 1700. La linea "austriaca" di Ferdinando I mantenne la corona imperiale del SRI e i domini austriaci e si concentrò sugli interessi tedeschi e sulla lotta contro i turchi nei Balcani. Alla morte senza eredi di Mattia (1619), i possedimenti austriaci passarono al cugino Ferdinando II di Stiria, già designato imperatore nel 1618. A causa della sua politica intransigente nei confronti dei riformati boemi, egli diede avvio alla guerra dei trent'anni (1618-48), alla fine della quale gli Asburgo d'Austria acquisirono definitivamente e a titolo ereditario il regno di Boemia e avviarono la progressiva riconquista dei territori balcanici in possesso degli ottomani (riconquista dell'Ungheria, 1699).
La monarchia austriaca
All'estinzione del ramo spagnolo degli Asburgo, fallito il tentativo di recuperare il regno di Spagna (guerra di successione spagnola, 1700-13), gli Asburgo d'Austria riuscirono ad acquisire la parte belga dei Paesi Bassi, i domini italiani (Napoli e Sardegna, ceduta ai Savoia nel 1720 in cambio della Sicilia, e Milano). Si inaugurò così l'egemonia degli Asburgo in Italia. Durante la prima metà del sec. XVIII gli Asburgo furono impegnati in tutti i conflitti continentali dapprima contro la Francia di Luigi XV, poi contro la Prussia di Federico II , mantenendo l'alleanza con la Russia per contrastare il dominio turco nella penisola balcanica. Carlo VI fece approvare dalla dieta dell'impero la Prammatica sanzione , che confermava il principio della indivisibilità dei possedimenti ereditari degli Asburgo e consentiva la successione al trono (1740) della figlia Maria Teresa . Il matrimonio di Maria Teresa con Francesco Stefano di Lorena (1737) e il non riconoscimento della successione da parte delle potenze europee portarono alla guerra di successione austriaca (1740-48) e alla guerra dei sette anni (1756-63), che costarono agli Asburgo la perdita della Slesia a favore di Federico II di Prussia, di Napoli e Sicilia alla Spagna, ma portarono all'acquisizione del ducato di Mantova e del granducato di Toscana in cambio della cessione (1738) della Lorena alla Francia. Con Maria Teresa iniziò un periodo di grandi riforme amministrative e fiscali che furono perfezionate da Giuseppe II e Leopoldo II . Con Francesco II si ebbe la proclamazione della fine del Sacro Romano Impero (1806) e l'impero divenne anche nominalmente solo austriaco. Dopo il congresso di Vienna (1814-15) gli Asburgo si posero accortamente alla guida della Restaurazione e, ceduti i Paesi Bassi belgi, ottennero il territorio della Repubblica di Venezia: si affermarono così definitivamente come dinastia danubiana, con una forte presenza in Germania e interessi e domini in Italia. I moti rivoluzionari del 1848 sconvolsero i domini degli Asburgo e provocarono l'abdicazione di Ferdinando I (1793-1875), che passò la corona al nipote Francesco Giuseppe (1830-1916), il quale vide lentamente sgretolarsi il dominio imperiale asburgico con la perdita dei domini italiani (Lombardia, 1859, e Veneto, 1866), dell'autorità asburgica nel mondo germanico e l'ascesa della Prussia che cercò in ogni modo di contrastare sino alla guerra austro-prussiana (1866) chiusa con la sconfitta austriaca a Sadowa.
Il declino della potenza asburgica
Per secondare le crescenti spinte autonomistiche, Francesco Giuseppe trasformò l'impero austriaco in impero austro-ungarico, accentuando l'interesse danubiano e balcanico della politica imperiale degli Asburgo, da questo momento alleati della Germania e in contrasto di interessi con la Russia. L'avanzata nella penisola balcanica provocò il risentimento delle popolazioni slave che portò all'assassinio dell'erede designato Francesco Ferdinando a Sarajevo (28.VI.1914), occasione dello scoppio della I guerra mondiale . Il successore di Francesco Giuseppe, Carlo I (1887-1922), vide la fine del conflitto, il crollo dell'impero e dovette abdicare nel 1918.

Guerre di religione in Francia
Da alcun tempo i calvinisti francesi (detti "i confederati": in tedesco Eidgenossen, da cui Ugonotti) avevano costituito autonome comunità riformate. Nonostante l'opposizione della fazione cattolica guidata dalla famiglia dei Guisa, Maria de' Medici mantenne un atteggiamento tollerante concedendo loro, con l'Editto di Saint Germain, una sostanziale libertà di culto, ma il massacro di alcune decine di Ugonotti da parte dei cattolici scatenò dei torbidi che, dal 1562 al 1598, insanguinarono la Francia dando luogo ad episodi di particolare brutalità. Nella notte tra il 23 e il 24 agosto 1572 (notte di San Bartolomeo) i cattolici scatenarono una carneficina di Ugonotti, giunti in pace a Parigi per il matrimonio di Enrico di Borbone, il quale fu addirittura costretto alla fuga. Solo diversi anni dopo Enrico, convertitosi al cattolicesimo (abiurò nella cattedrale di Saint Denis nel 1593) poté essere riconosciuto e poté imporsi come legittimo sovrano dei Francesi. Egli poté avviare l'opera di pacificazione della Francia, restaurare l'autorità monarchica e intraprendere una politica di tolleranza nei confronti degli Ugonotti che videro riconosciuta la loro libertà di culto (Editto di Nantes).

http://www.skuola.net/storia-moderna/crisi-600x.html

se ti serve ancora qualche altra cosa...basta scrivere
barbi-rulez
barbi-rulez - Erectus - 80 Punti
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non so davvero come ringraziarvi!! davvero mi state aiutando tantissimo!
Adesso vedo se mi manca ancora qualcosa poi in caso scrivo.
Grazie grazie grazie!
cichinella
cichinella - Genius - 5407 Punti
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di niente barbi-rulez...come gia ti ho detto altre volte se hai ancora bisogno di me basta scrivere e se posso sarò lieta di aiutarti...
neon97
neon97 - Eliminato - 2505 Punti
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E se vuoi c'è pure questo fatto dal sottoiscritto!

Pagine: 12

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