cinci
cinci - Mito - 35782 Punti
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Ciao Francy...
senti, proprio da pochissime lezioni il mio professore si è messo a parlare dei giudizi di Aristotele. Però, francamente, non ho ben chiaro cosa significhi che "il giudizio è la chiave per la scoperta e la lettura della realtà". Me lo potresti spiegare per cortesia?
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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Nel suo De interpretatione A. parla appunto del rapporto vigente tra parole e pensieri a seconda del rapporto che il giudizio ha con la realtà esso è vero o falso: Socrate è un uomo = giudizio vero; Socrate è un tavolo è un giudizio falso....

Se non è chiaro o non ho centrato il problema rispondimi, che te lo spiego in altre parole o con delgi esempi....
cinci
cinci - Mito - 35782 Punti
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Sì esatto, soprattutto mi interessava sapere i criteri per giudicare la verità o la falsità di un giudizio, dal momento che sembra che A. voglia passare tutto al "setaccio" dalla ragione... E poi quel benedetto sillogismo! Che caspita è?
Grazie, gentilissima come al solito;)
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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Quando uniamo i termini fra loro e affermiamo o neghiamo qualcosa di qualcos'altro, allora abbiamo il "giudizio". Il giudizio è l'atto con cui affermiamo o neghiamo un concetto di un altro concetto e la sua espressione logica è l'enunciato o proposizione. Il giudizio è la forma più elementare di conoscenza, quella forma che ci fa conoscere il nesso fra un predicato e un soggetto. Vero e falso si hanno col giudizio: il vero si ha quando si congiunge qualcosa che è veramente congiunto (o si disgiunge ciò che è disgiunto), mentre il falso si ha nel caso contrario. Il giudizio è sempre quindi o un'affermazione o una negazione. Non tutte le frasi interessano la logica: invocazioni, preghiere, esclamazioni e simili riguardano il discorso retorico e poetico. Nella logica rientra solo il discorso apofantico o dichiarativo. Aristotele passa poi a definire il ragionamento: questo non consiste nel negare o affermare qualcosa di qualcos'altro (questi sono solo giudizi), ma si ha solo quando passiamo da giudizi ad altri giudizi, collegandoli con nessi causali per cui alcuni sono antecedenti e altri conseguenti. Il sillogismo è il ragionamento perfetto, in cui la conclusione cui si perviene è la conseguenza che scaturisce, di necessità, dall'antecedente. L'esempio più famoso di sillogismo perfetto è quello in cui abbiamo una premessa maggiore che dice "Se tutti gli uomini sono mortali", una premessa minore che afferma "e se Socrate è un uomo" e una conclusione che dice "allora Socrate è mortale".
Questa prima forma di sillogismo è chiamata sillogismo generale: la sua caratteristica principale è quella di prescindere dal contenuto di verità delle premesse. Diverso da questo è il sillogismo scientifico o dimostrativo, che riguarda anche il contenuto di verità delle premesse. Queste infatti devono essere vere e prime, cioè non bisognose a loro volta di ulteriori dimostrazioni. Tutto ciò pone naturalmente un problema fondamentale nel pensiero aristotelico, vale a dire l'origine di premesse vere e come possiamo conoscerle, dal momento che non possiamo ottenerle attraverso ulteriori sillogismi, chè altrimenti procederemmo all'infinito.

Sillogismo:
Il sillogismo è un processo deduttivo, in quanto ricava da verità universali verità particolari. Per quanto riguarda il modo in cui cogliere queste verità universali Aristotele indica due possibilità: l'induzione, attraverso la quale dal particolare si ricava l'universale (si tratta del processo astrattivo), e l'intuizione, che è il coglimento puro da parte dell'intelletto dei principi primi (in questo modo Aristotele ammette l'intuizione intellettiva come prima di lui aveva fatto Platone). Ogni scienza avrà poi dei principi suoi propri e dovrà occuparsi di quegli elementi che sono di sua competenza. Accanto a questi principi specifici ve ne sono però alcuni che sono comuni alle varie discipline, come il principio di non contraddizione (non si può affermare o negare dello stesso soggetto nello stesso tempo e nello stesso rapporto due predicati contraddittori) e quello del terzo escluso (non è possibile che ci sia un termine medio tra due contraddittori). Questi principi sono definiti trascendentali, nel senso che valgono per ogni forma di pensiero in quanto tale, e sono indimostrabili (si dimostrano da soli, in quanto chi volesse negarli nello stesso tempo li affermerebbe), in quanto ogni dimostrazione li presuppone.
Quando le premesse del sillogismo anziché essere vere sono soltanto probabili, cioè fondate sull'opinione, allora abbiamo il sillogismo dialettico (si tratta di un tipo di sillogismo che ci insegna a discutere con gli altri). Quando le premesse non sono fondate nemmeno sull'opinione abbiamo il sillogismo eristico. Quando il sillogismo è tale solo in apparenza abbiamo il paralogismo, che è un ragionamento errato.
([url=http://209.85.135.104/search?q=cache:aaL3PejPXYgJ:www.homolaicus.com/teorici/aristotele/aristotele.htm+aristotele+giudizio+vero+e+falso&hl=it&ct=clnk&cd=3&gl=it]tratto da qui[/url])
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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Il giudizio è la proposizione con il verbo essere tipo: Socrate è un uomo. Esso può essere veroo e falso, cioè può essere vero o falso che Socrate sia un uomo oppure no. Perciò secondo Ary la porposizione è l'unità di senso, cioè l'unità del discorso di cui si può indentificare la veriticità o falsità.
Nel Organon Ary parla di termini, categorie, come unità di significato invece nel De
Interpretazione Aristotele parla di proposizioni e di sillogismi.

Cos'èun sillogismo? E' un ragionamento. Il sillogismo è composto da due premesse, una maggiore, cioè più "estesa" e una minore, di minore "estensione" e una conclusione. Nella premessa maggiore e minore, compare un termine che poi non compare mai nella conclusione chiamato termine medio. Esso è "l'anello di congiunzione tra le premesse" e attraverso di esso arrivi alla conclusione, che essendo una proposizione può essere vera o falsa.

Ary identifica tre tipi di sillogismi:
- SILLOGISMO PERFETTO DETTO ANCHE SCIENTIFICO: cioè quel ragiomento che partendo da premesse vere arriva a UNA CONCLUSIONE VERA E NECESSARIA.
tipo:
ogni animale è mortale (premessa maggiore)
ogni uomo è animale (premessa minore)
ogni uomo è mortale (conclusione vera e necessaria o no??)

se a è b
e se b è c
allora a è c

b=termine medio

pere definzione il sillogismo perfetto è qul sillogismo in cui il termine medio è soggetto nella premessa maggiore e predicato nella premessa minore MA RICORDA NON COMPARE NELLA CONCLUSIONE

E' scientifico perchè è un ragionamento deduttivo che porta a verità certe (poi scoprirai cosa vuol dire per Ary deduttivo).

-SILLOGISMO DIALETTICO cioè quel ragionamento che partendo da premesse probabili e possibili, arriva a conclusioni altrettanto possibili e probabili e non certe!! Quindi non si arriva alla scienza e alla conoscenza certa.

Per definizione il sillogismo dialettico è quel sillogismo in cui il termine medio è predicato in entrambe le premesse

Per esempio:
nessuna a è c
ogni b è c
nessun a è b

c=termine medio

-SILLOGISMO ERESTICO cioè quel ragionamento in cui nelle premesse o nella conclusione compaiono dei termini ambigui con doppi significati, tipo pesca (nel senso di sport ma anche di frutto)
Il termine medio è soggetto in entrambe le premesse come per esempio

ogni a è b
nessun a è c
qualche b non è c

a=termine medio

SPERO DI ESSERE STATA CHIARA, IL FATTO è SONO ANDATA A BRACCIO... CHIEDI PURE ;););)
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