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  • help me!nn ho capito 1 cosa di hegel

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starlet06
starlet06 - Sapiens - 580 Punti
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xkè in hegel nella fenomenologia dello spirito, nell'autocoscienza, in signoria e servitù, il servo acquisisce la propria indipendenza attraverso la paura della morte,il servizio e il lavoro??????
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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Quello che non hai capito se ho capito bene la tua domanda dovrebbe essere la figura del servo padrone che si rifà alla parte della filosofia hegeliana in cui l'uomo scopre l'altro uomo, tra i due per Hegel non si sviluppa un rapporto d'amore, ma di guerra infatti tra gli uomini c'è chi vince e c'è chi perde, nei conflitti colui che vince scopre che non trae nessun beneficio dall'uccidere l'avversario, ma il vntagio lo trova nel sottometterlo si ha così:
1. debole = servo è colui che ha perso ed ha più paura (chi perde ha infatti paura di morire)
2. forte = Padrone del debole
Ora Hegel osserve che il Servo lavorerà per il uso padrone e lavorando capirà sempre di più le sue qualità. Il padrone invece è abituato ad essere servito e quindi non mette mai alla prova le sue capacità, poichè non lavorando non le mette in pratica, in questo modo il padrone si allontana sempe di più dalla realtà e perde sempre di più la coscienza di sé. Il servo al contrario lavorando per il padrone acquiasta sempre magigore coscienza delle sue capacità e viene sempre più a contatot con la realrtà. Si ha così il rovesciamento delle parti: il servo diventa padrone del suo padrone e il padrone diventa servo del suo servo. Tuttavia Hegel non dice al servo di ribellarsi, ma vuole solo esaltare il valore del lavoro che fa acquisire coscienzadi sé.

Se hai altri dubbi postali :lol
Aleksos
Aleksos - Ominide - 2 Punti
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Ciao risponderti in poche righe non è semplicissimo.
Diciamo intanto dove ci troviamo visto che citi espressamente la Fenomenologia dello Spirito. Siamo nella fase in cui la coscienza ha acquisito il fatto che la verità non è dato dal rapporto con l'oggetto esterno, ma con se stessa. La verità va dunque ricercata in lei. La coscienza diventa così autocoscienza e il suo obiettivo non è più la verità, ma la felicità. Mentre la domanda iniziale era dunque cos'era la felicità, adesso alla coscienza viene posta la domanda "cos'è la felicità". La prima risposta che dà è quella che daremmo tutti: "ottenere tutto ciò che voglio!", ovvero poter soddisfare ogni desiderio. Bene che succede se ogni desiderio viene soddisfatto? Che succede se l'autocoscienza si appropria immediatamente dell'oggetto del desiderio? Semplice che lo consuma! Non appena prova ad appagare il suo desiderio, si impossessa dell'oggetto, l'oggetto sparisce. Il desiderio appagato immediatamente non produce dunque felicità, ma continua frustrazione e la necessità di rivolgersi continuamente a sempre nuovi oggetti. Bene allora, sperimentata la contraddizione la coscienza capisce che per essere felice non deve appropriarsi di un oggetto qualsiasi, ma dell'unico oggetto che esattamente come lei non può sparire dopo essersene appropriato. L'autocoscienza deve oggettualizzare, assoggettare un'altra autoscienza come le. Comincia così la dialettica delle due autocoscienze. Bada bene che l'autocoscienza sta cercando la felicità in questo momento, non la verità. Cosa succede quando le due autoscienze fameliche di desiderio si incontrano? Questa è la prima volta che succede nella Fenomenologia, succederà milioni di altre volte. Bene succede che si avvia una lotta per il riconoscimento. Ciascuna delle due autocoscienze pretende di oggettualizzare l'altra, di cosificarla. Al contrario di quello che si dice di solito, questa non è una lotta per la vita e per la morte. Nessuna delle due autocoscienze vuole infatti uccidere l'altra, altrimenti sarebbe di nuovo punto e a capo. Delle due autocoscienze infatti una sola acquisisce questa verità, capisce cioè che l'altra autocscienza non è intenzionata ad ucciderla. L'altra per così dire resta accecata dalla paura della morte e si sottomette alla prima per evitare la lotta (che dunque non avviene mai sul serio). Una è la coscienza serva, l'altra la coscienza signora. Hegel usa l'espressione medievale Signoria e servitù, proprio per riferirsi storicamente al momento nel quale i contadini spontaneamente concedevano in dono le proprie terre al signore, per essere protetti dall'invasione dei barbari, mentre i signori sfidavano la morte andando in guerra. Cos'è la morte? La morte è il primo contatto della coscienza con se stessa, con l'Assoluto non riconosciuto come tale. Siccome per così dire è la prima volta che si incontrano, sono assolutamente estranei l'uno all'altro e il paradosso che nasce dall'assoluta estraneità è proprio l'angoscia per la morte. Il servo allora lavora l'oggetto per il signore, mentre il signore gode soltanto dell'oggetto senza che ha avuto un rapporto con esso. In questo modo il signore inizialmente pare sciogliere la contraddizione iniziale, perché adesso è il servo che rapportandosi continuamente all'oggetto sperimenta la contraddizione di cui sopra nel rapportarsi all'oggetto. In realtà cosa succede? Che pian piano il servo impara a trattenere il desiderio e tramite lavoro (desiderio trattenuto) impara ad imprimere la propria essenza, vista ne rapporto con la morte, nell'oggetto e finalmente producendo l'oggetto (non consumandolo e basta), riconosce se stessa nell'oggetto prodotto. Come sempre succede nella fenomenologia è la coscienza "perdente" che porta avanti lo Spirito. La coscienza del servo, non capisce però di essere essa stessa l'essenza che impresso nell'oggetto (altrimenti sarebbe finita la Fenomenologia), ma che essa è libera non se si rivolge all'oggetto, ma se si rivolge a se stessa. Nel trono o in catene che sia essa è libera nel suo pensiero. Essa diventa così coscienza stoica. Gli elementi della dialettica sono quindi "paura della morte", "schiavitù" ed emancipazione attraverso il lavoro. Elementi su cui poi Marx costruirà le basi della sua teoria. Se può interessarti, qua c'è una panoramica generale dei concetti fondamentali della Fenomenologia dello Spirito: https://ilbarattolodelleidee.com/2016/12/24/chi-ha-veramente-capito-hegel-i-concetti-chiave-della-fenomenologia/

melody_gio
melody_gio - Tutor - 32375 Punti
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Ciao,

Direi che la risposta è stata ottenuta ben 9 anni fa! Detto questo chiudo il topic.

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