rory911
rory911 - Sapiens - 370 Punti
Rispondi Cita Salva
il testo si intitola "dimostrare l'esistenza di Dio"
1- Elabora, per ognuna delle "vie", un testo che ricostruisca l'argomentazione cn cui Tommaso dimostra l'esistenza di Dio.

2- La prima via è di derivazione aristotelica,perchè...

3- sei in grado di riconoscere a quale filosofia si ispira la quarta via, motivando la tua risposta?
...le altre già le ho fatte...
grazie mille in anticipo..thank
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
Rispondi Cita Salva
DOMANDA PRIMA:
1. Ex Motu: o anche via Cosmologica secondo cui tutto ciò che si muove è mosso da altro, per questo di movimento in movimento si deve arrivare ad un Motore Immobile (= Aristotele): Dio.
"La prima e la piú evidente è quella che si desume dal moto". I sensi infatti ci fanno capire che il movimento esiste, ma Egli osserva che tutto ciò che si muove è mosso da altro, anche il mutamento è inteso come movimento, come cambiamento, muovere significa muoversi in senso aristotelico dalla potenza all'atto; Una cosa che è mossa nno puo al tempo stesso essere cuo che muove, nel senso niente puo muovere se stesso, ma cioò che si muove p smepre mosso da altro, di movimento in movimento si arriva ad un Primo Motore nn Mosso
2. Ex Causa: o anche via causale secondo cui di causa in causa si arriva ad una causa incausata, Dio. Nel mondo c'è un ordine tra le cause efficienti, ma tale ordine nel mondo nn lo riusciamo a trovare e non puo essere una causa efficente. "Ora, un processo all’infinito nelle cause efficienti è assurdo. Perché in tutte le cause efficienti concatenate la prima è causa dell’intermedia, e l’intermedia è causa dell’ultima, siano molte le intermedie o una sola; ora, eliminata la causa e tolto anche l’effetto: se dunque nell’ordine delle cause efficienti non vi fosse una prima causa, non vi sarebbe neppure l’ultima, né l’intermedia. Ma procedere all’infinito nelle cause efficienti equivale ad eliminare la prima causa efficiente; e cosí non avremo neppure l’effetto ultimo, né le cause intermedie: ciò che evidentemente è falso. Dunque bisogna ammettere una prima causa efficiente, che tutti chiamano Dio".
3. Ex Possibili Et Necessario: secondo cui il mondo terreno è il mondo della contingenza, ovvero che è così, ma che potrebbe anche essere diverso e questo presuppone l’esistenza di un mondo del Necessario, per cui Dio c’è. "La terza via è presa dal possibile [o contingente] e dal necessario, ed è questa. Tra le cose noi ne troviamo di quelle che possono essere e non essere. Ora, è impossibile che tutte le cose di tal natura siano sempre state, perché ciò che può non essere, un tempo non esisteva. Se dunque tutte le cose [esistenti in natura sono tali che] possono non esistere, in un dato momento niente ci fu nella realtà. Ma se questo è vero, anche ora non esisterebbe niente, perché ciò che non esiste, non comincia ad esistere se non per qualche cosa che è. Dunque, se non c’era ente alcuno, è impossibile che qualche cosa cominciasse ad esistere, e cosí anche ora non ci sarebbe niente, il che è evidentemente falso. Dunque non tutti gli esseri sono contingenti, ma bisogna che nella realtà vi sia qualche cosa di necessario. Ora, tutto ciò che è necessario, o ha la causa della sua necessità in un altro essere oppure no. D’altra parte, negli enti necessari che hanno altrove la causa della loro necessità, non si può procedere all’infinito, come neppure nelle cause efficienti secondo che si è dimostrato. Dunque bisogna concludere all’esistenza di un essere che sia di per sé necessario, e non tragga da altri la propria necessità, ma sia causa di necessità agli altri. E questo tutti dicono Dio".
4. Ex Gradu: Nel mondo esiste la gradualità dell’essere: si parte dall'essere inorganico, organico…, ciò presuppone l’idea di un Bene Completo, Dio: " La quarta via si prende dai gradi che si riscontrano nelle cose. È un fatto che nelle cose si trova il bene, il vero, il nobile e altre simili perfezioni in un grado maggiore o minore. Ma il grado maggiore o minore si attribuiscono alle diverse cose secondo che si accostano di piú o di meno ad alcunché di sommo e di assoluto; cosí piú caldo è ciò che maggiormente si accosta al sommamente caldo. Vi è dunque un qualche cosa che è vero al sommo, ottimo e nobilissimo, e di conseguenza qualche cosa che è il supremo ente; perché, come dice Aristotele, ciò che è massimo in quanto vero, è tale anche in quanto ente. Ora, ciò che è massimo in un dato genere, è causa di tutti gli appartenenti a quel genere, come il fuoco, caldo al massimo, è cagione di ogni calore, come dice il medesimo Aristotele. Dunque vi è qualche cosa che per tutti gli enti è causa dell’essere, della bontà e di qualsiasi perfezione. E questo chiamiamo Dio"
5. Ex Fine: Le cose tendono tutte necessariamente ad un fine, Dio E' il Fine di tutte le cose: "La quinta via si desume dal governo delle cose. Noi vediamo che alcune cose, le quali sono prive di conoscenza, cioè i corpi fisici, operano per un fine, come apparisce dal fatto che esse operano sempre o quasi sempre allo stesso modo per conseguire la perfezione: donde appare che non a caso, ma per una predisposizione raggiungono il loro fine. Ora, ciò che è privo d’intelligenza non tende al fine se non perché è diretto da un essere conoscitivo e intelligente, come la freccia dall’arciere. Vi è dunque un qualche essere intelligente, dal quale tutte le cose naturali sono ordinate a un fine: e quest’essere chiamiamo Dio".

DOMANDA SECONDA:

Perchè ricalca l'idea Aristotelica di Dio = Motore Immobile, ovvero che di moto in moto si arrivi ad un Motore Primo che a Sua volta non E' Mosso ma che è origine di tutti i movimenti, e perchè il movimento inteso come mutamento riprende i concetti di atto e potenza aristotelici

DOMANDA TERZA:
ti cito quello che dice S.Tommaso sulla quarta via:
"La quarta via si prende dai gradi che si riscontrano nelle cose. È un fatto che nelle cose si trova il bene, il vero, il nobile e altre simili perfezioni in un grado maggiore o minore. Ma il grado maggiore o minore si attribuiscono alle diverse cose secondo che si accostano di piú o di meno ad alcunché di sommo e di assoluto; cosí piú caldo è ciò che maggiormente si accosta al sommamente caldo. Vi è dunque un qualche cosa che è vero al sommo, ottimo e nobilissimo, e di conseguenza qualche cosa che è il supremo ente; perché, come dice Aristotele, ciò che è massimo in quanto vero, è tale anche in quanto ente. Ora, ciò che è massimo in un dato genere, è causa di tutti gli appartenenti a quel genere, come il fuoco, caldo al massimo, è cagione di ogni calore, come dice il medesimo Aristotele. Dunque vi è qualche cosa che per tutti gli enti è causa dell’essere, della bontà e di qualsiasi perfezione. E questo chiamiamo Dio".


(Tutte le citazioni, ovvero tutto il virgolettato è tratto dall'opera di Tommaso d’Aquino, La somma teologica, Salani, Firenze, 1964, vol. I)
rory911
rory911 - Sapiens - 370 Punti
Rispondi Cita Salva
okok
grazie mille..
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
Rispondi Cita Salva
prego ciao :)
Come guadagno Punti nel Forum? Leggi la guida completa
In evidenza
Classifica Mensile
Vincitori di novembre
Vincitori di novembre

Come partecipare? | Classifica Community

Community Live

Partecipa alla Community e scala la classifica

Vai al Forum | Invia appunti | Vai alla classifica

mattbit

mattbit Geek 281 Punti

VIP
Registrati via email