PRINCE FRANCESCO
PRINCE FRANCESCO - Erectus - 50 Punti
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Discorso Sul Metodo Cartesio: Seconda Parte, cosa si intende per razionalismo matematico?
Terza Parte: dopo una demolizione cosi radicale del sapere, Cartesio si accorge che non è possibile fondare l'esistenza senza un minimo di nozioni comuni e credenze che servano di fondamento alla vita pratica. Distinguendo la sfera pratica da quella teorico-conoscitiva, l'autore fonda una morale provvisoria: di che si tratta?
Quarta Parte: E' la sezione dell'opera nella quale si parla del dubbio metodico e si perviene alla definizione di res cogitans e res extensa. Di una sola cosa siamo certi: cogito ergo sum. Quali sono le premesse e le conseguenze filosofiche di tali analisi?
the.track
the.track - Genius - 12440 Punti
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lilla69 piantala di seminare posts inutili!!
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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Cosa si intende per razionalismo matematico?
Nel suo Discorso, Cartesio, vuole fondare tutto il sapere su l’intero sapere sul principio del cogito ergo sum, “penso, dunque esisto” e sul suo metodo che si basava sulle regole di:
1 evidenza,
2 analisi,
3 sintesi,
4 enumerazione,
Tali regole si rifanno ai principi della matematica

Distinguendo la sfera pratica da quella teorico-conoscitiva, l'autore fonda una morale provvisoria: di che si tratta?
Dopo il dubbio assoluto anche la morale non è più sicuro per questo sente la necessità provvisoria di creare una morale anch'essa provvisoria, che risente della sua educazione Gesuita:
1. rispettar ee obbedire agli usi e costumi del proprio paese, contano le azioni e non le parole.
2. sui problemi morali evitare di essere eccessivi e scegliere sempre"iol giusto mezzo"
3. Essere decisi e una volta che si è scelta una strada percorrerla fino in fondo
4. Quando le cose non vanno come noi vorremo non cambiare il mondo ma solo noi stessi

Di una sola cosa siamo certi: cogito ergo sum. Quali sono le premesse e le conseguenze filosofiche di tali analisi?
Il dubbio assoluto: Cartesio mette tutto in dubbio e quindi mina la conoscenza del sapere da cui procede con il dubbio iperbolico, ovvero il dubbio che si spinge all'infinito e nasce dall'osservazione che se la conoscenza si poggia su basi sensibili, esiste una conoscenza sensibile delle cose vicine, quella più immediata, che cmq posso mettere in dubbio perchè nel sogno io posso ancora sbagliarmi su questo tipo di conoscenza. Qui Cartesio introduce il Genio Maligno che inganna l'uomo e fa sembrare all'uomo vere cose che in realtà non lo sono, ma il genio maligno può ingannare su tutto tranne che sul fatto che io dubito che ci sia lui che mi inganna su tutto, e visto che il mio dubitare è un modo di pensare, vuol dire che se io dubito, penso e se penso è il mio corpo che pensa, sono io stesso a pensare quindi = cogito ergo sum. Ecco che Cartesio trova una prima realtà EVIDENTE, indubitabile su cui si baserà la prima regola del suo metodo: l'evidenza e che mette in gioco tutte le altre: se le regole escono dal dubbio iperbolico il metodo funziona! Il metodo quindi nn è valido solo per la mate ma anche per dimostrare l'esistenza. Cartesio dimostra che quando si ha un'idea evidente questa corrisponde anche alla sfera del reale: "Bisognava necessariamente che io, che lo pensavo, fossi qualcosa. E osservando che questa verità, penso dunque sono, era così salda e certa da non poter vacillare sotto l’urto di tutte le più stravaganti supposizioni degli scettici, giudicai di poterla accettare senza scrupolo come il primo principio della filosofia" (Discorso sul metodo). tuttavia esiste anche un "Garante" del suo metodo: «Se non sapessimo che quanto vi è in noi di reale e vero viene da un essere perfetto e infinito, per chiare e distinte che fossero le nostre idee, non avremmo nessuna ragione di essere certi che posseggono la perfezione di essere vere».(dalle "Meditazioni metafisiche";), il genio maligno potrebbe nn arrendersi e continuare il suo inganno nelle nostre idee per questo Cartesio introduce le idee e le distingue in tre categorie:
1. Innate = sono da sempre nell'uomo
2. Avventizie = quelle che ci vengono dall'eserno
3. Fittizie = quelle che noi stessi inventiamo
Il genio maligno potrebbe ingannare su tutte e 3 le idee, per questo Cartesio vuole dimostrare che nn esiste alcun genio maligno, ma un Dio Perfetto che garantisca la veridicità delle idee e qui Cartesio fa come altri autori passati le prove sull'Esitenza di Dio:
* Prima prova: L'uomo imperfetto ha un'idea perfetta che è quella di Dio e che può averci dato solo Dio stesso
* Seconda prova: l'uomo è finito e imperfetto se fosse causa di sé si sarebbe creato con gli stessi attributi con cui pensa Dio, quindi l'uomo nn è causa sui
* Terza prova: ricalca quella ontologica di Sant'Anselmo: Dio E' Perfetto e per EsserLo deve ESISTERE.
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