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  • alessandro magno e l'ellenismo? aiutatemii

cinnamorolsaysraawwwrr
cinnamorolsaysraawwwrr - Habilis - 160 Punti
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:hiciao!! n__n
qualkuno mi riassume alessandro mango e l'ellenismo??!! x favore è abbastanza urgente..
grazie in anticipo!!!
:cry
xfavore!!!
Cronih
Cronih - Genius - 23969 Punti
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Ellenismo è il termine che designa tradizionalmente il periodo storico-culturale durante il quale la civiltà greca si diffuse nel mondo mediterraneo, eurasiatico e in Oriente, fondendosi con le culture locali. Dall'unione della cultura greca con quelle dell'Asia Minore, l'Eurasia, l'Asia Centrale, la Siria, la Mesopotamia, l'Iran, l'Africa del Nord, l'India, nacque una civiltà - detta appunto ellenistica - che fu modello insuperato a livello di filosofia, economia, religione, scienza ed arte.Tale civiltà si diffuse dall'Atlantico all'Indo. La cultura di età ellenistica diede anche un notevole impulso al diritto, alla politica ed all'economia che però troveranno la loro piena realizzazione nel mondo romano. La civiltà greca - da sempre legata con quella degli altri popoli mediterranei e del Vicino Oriente - si rinnovò al contatto diretto con la varie civiltà (egiziana, mesopotamica, iranica e di molti altri popoli) che via via - soprattutto in seguito alle conquiste di Alessandro Magno - venivano ad avere sempre più rapporti politici, economici e culturali con le città di lingua greca.

Il vocabolo Ellenismo fu utilizzato per la prima volta nel XIX secolo dallo storico tedesco Johann Gustav Droysen. Viene riportato spesso che il termine derivava da una errata interpretazione del termine hellenistai presente negli Atti degli Apostoli (6:1). Droysen avrebbe ritenuto che tale vocabolo indicasse i greci orientalizzati. Luciano Canfora ha però dimostrato che il Droysen, nel coniare il termine, non si basò su questa interpretazione, poiché non vi sono nelle sue opere riferimenti al brano in questione. La sua Storia dell'Ellenismo comunque permise di superare i pregiudizi neoclassicisti aprendo la strada ad una migliore comprensione di un'epoca che vide l'espansione del nuovo spirito greco in tutto l'ecumene e che lasciò una traccia indelebile per lo sviluppo dell'Occidente.

L'età ellenistica si fa convenzionalmente iniziare con il 323 a.C., anno della morte di Alessandro Magno e terminare con la conquista romana dell'Egitto (battaglia di Azio del 31 a.C.). L'evento cruciale dell'avvento della nuova carneficina è la crisi della polis, che non fu affatto improvvisa. L'esasperazione dei cittadini nei confronti delle interminabili guerre tra le città portò alla convinzione che la pace e l'unità potessero essere raggiunte solo attraverso l'intervento di un principe straniero. Così Filippo II di Macedonia, la cui casa reale si era ellenizzata dai tempi delle guerre persiane, riuscì ad entrare nelle discordie tra i greci e ad imporre la sua talassocrazia. Con le imprese di Alessandro, che seguì Filippo, cessarono tutte le libertà delle polis greche. I successi del principe macedone furono visti però come il coronamento di un sogno: la grande vittoria della Grecia unita contro il popolo persiano. A rafforzare il sostegno verso Alessandro, fu l'ambizione stessa del giovane condottiero, che intendeva varcare l'Ellesponto, per conquistare il mondo e creare un regno universale, coeso dalla cultura greca. La spedizione di Alessandro Magno (334-323 a.C.) può, per importanza e conseguenze, essere considerata uno degli eventi epocali nella storia del mondo antico. La portata di quella che è stata chiamata la rivoluzione alessandrina fu talmente rilevante per le implicanze politiche e per i mutamenti culturali che ingenerò da determinare la fine dell'era classica e l'inizio dell'era cosiddetta ellenistica.

Mappa dell'Impero di Alessandro MagnoDopo la morte di Alessandro, ci fu un'accesa lotta fra i suoi successori, i Diadochi ("successori" in greco). Nel 323 a.C. il generale Perdicca regge l'Impero in nome del figlio di Alessandro; Antipatro ottiene il controllo della Macedonia e della Grecia, mentre Antigono controlla la Frigia e la Lidia, Tolomeo l'Egitto e Lisimaco la Tracia.

Ma dopo la morte di Antipatro (319 a.C.) e l'assassinio dei familiari di Alessandro, cominciano le dispute; infatti Antigono condanna a morte Eumene e mira a diventare unico signore ma gli altri non vogliono lasciare i loro domini, si arriva così alla Guerra dei Diadochi (315 a.C.-301 a.C.). La Battaglia di Ipso decreta la sconfitta di Antigono e la creazione di quattro regni:, alla fine della quale, nel 281 a.C., il suo enorme impero fu smembrato in tre grandi regni:

la Dinastia tolemaica in Egitto
la Dinastia seleucide in Siria, Mesopotamia e Persia
la Dinastia antigonide in Macedonia e Grecia.
Dopo la battaglia di Curupedio, si formeranno i Regni di Macedonia, di Asia Anteriore e d'Egitto. L'India, di cui dopo la morte di Alessandro non si sa più niente, passa sotto il Regno di Chandragupta e poi in quello di Asoka. Ricomparirà nella storia europea solo nel '700.

Solamente verso la metà del III secolo a.C. sorse il regno di Pergamo sotto la dinastia degli Attalidi. In questo periodo, durato circa un secolo, fino all'inizio della conquista del mondo mediterraneo ed orientale da parte degli eserciti romani, la civiltà ellenistica raggiunse il massimo sviluppo.
mitic-il-ritorno
mitic-il-ritorno - Sapiens - 551 Punti
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E secondo te è riassunto !?!?!?!?

L'ellenismo, e il fiorire delle diverse scuole di pensiero, portarono anche a un mutamento di carattere più "didattico": dall'atteggiamento socratico aperto e improntato al dialogo e alla dialettica, si giunse a un progressivo irrigidimento dei metodi di insegnamento. Soprattutto per l'epicureismo e per lo stoicisimo si assistette ad un irrigidimento dottrinale, per cui le due scuole divennero circoli più chiusi ed elitari in cui i sapienti si confrontavano in ragione del proprio dogma. Tra le scuole si esasperò la competizione, all'interno delle dottrine si assistette al fenomeno della divinizzazione del maestro, soprattutto per l'epicureismo (una gran numero di busti di Epicuro furono ritrovati nelle case dei romani e dei greci del tempo) e per il neoplatonismo (i cui maestri assunsero quelle caratteristiche "divine" che poi vennero trasmesse all'iconografia del primo cristianesimo).


Alessandro Magno ingaggia una lotta contro il re persiano Dario III e segna il trionfo del mondo occidentale su quello orientale, anche se alla fine ne rimarrà conquistato. Questi, proseguendo il disegno del padre Filippo, dopo aver distrutto ed annientato Tebe, ottiene il controllo della Grecia.
L’espressione politica greca era la Lega di Corinto che non lo sostiene molto nella sua grande spedizione: gli vengono forniti 7.000 uomini e poche navi, che verranno impiegate pochissimo. Inizia l’invasione che non viene presa sul serio dal re achemenide.

Dopo la città di Troia, tutte le altre città ioniche vengono conquistate. A Granico i macedoni ottengono la prima vittoria sui persiani, massacrando i mercenari greci fatti prigionieri. Molte città della costa si alleano ad Alessandro, ma Alicarnasso oppone resistenza e viene distrutta. L’Asia Minore è sotto il controllo macedone e viene riorganizzata secondo il modello delle satrapie.

Il condottiero greco presso Isso ottiene una nuova vittoria e la strada verso l’area siro-palestinese è aperta. Rapidamente la Siria è sottomessa e viene fatta prigioniera la famiglia reale. In Fenicia solo Tiro si oppone con una strenue resistenza durata 7 mesi, che alla fine la vede distrutta attraverso un abile stratagemma usato dallo stratega: la città di Tiro è un’isola, la sua forza è il mare; i macedoni costruiscono dei ponti che la rendono attaccabile via terra, eliminando la difesa del mare.

Successivamente sarà la volta di Gaza che dopo due mesi capitola ed apre la strada verso l’Egitto, di cui Alessandro ne rimane invaghito. Qui viene accolto come un trionfatore, in quanto la popolazione si ricordava le repressioni persiane. Rimane affascinato dalle divinità egizie e si proclama uno di queste, adottando usi e costumi locali.

Il macedone non insegue direttamente il re persiano, ma preferisce assicurarsi le spalle ed il controllo sul mare. Rifiuta costantemente le tre proposte di resa fatte da Dario III ed impedisce alla diplomazia della lega di Corinto di trattare la pace. Attraversa il Tigri e l’Eufrate e muore la moglie di Dario, prigioniera di Alessandro, a cui viene data sepoltura reale. Il re persiano offre al generale sua figlia in sposa e metà del regno, ma avviene un nuovo rifiuto.

Presso Gaugamela (Pascolo dei cammelli), vicino Arbela, in Assiria avviene lo scontro finale dei due eserciti. La disorganizzazione dell’esercito persiano viene sconfitta dall’efficienza macedone. Il re fugge ad Ectabana e virtualmente Alessandro ha vinto. Viene accolto in modo trionfante a Babilonia, di cui rimane affascinato, a Susa. Sarà poi la volta di Persepoli dopo aver annientato una resistenza di un satrapo. Ovunque mantiene la struttura amministrativa preesistente, alleggerendo la pressione fiscale, affiancando un controllo militare macedone. In questo periodo Persepoli è distrutta dalle fiamme, sembra accidentalmente o per vendicare la precedente distruzione di Atene da parte di Serse.

Alessandro si proclama re achemenide, nonché figlio di Zeus, ed introduce usanze orientali presso il suo seguito (uso della porpora achemenide, venerazione di divinità ultra-greche e della sua persona, inchino o proskynesis nei suoi confronti), suscitando il malumore dei suoi soldati, che viene comunque vinto dal suo carisma. Alessandro si dirige in Bactriana, ove Dario era tenuto prigioniero dal satrapo locale, che lo uccide. Questi viene seppellito con tutti gli onori dal macedone che offre omaggio anche alla tomba di Ciro il Grande e di Dario I. La sua egemonia si spinge in oriente, ove edifica numerose città che portano il suo nome, per controllare il territorio (Alessandria del Caucaso, Alessandria nella Dragiana, in Archosia). Nel 327 a.C. attraversa l’Hindukush e invade l’India, affrontando numerose battaglie, specialmente contro i Sogdiani, finché i suoi soldati ormai stanchi della guerra lo invitano a ritornare indietro. Una parte dell’esercito fa ritorno con l’ammiraglio Nearco che, attraverso l’Indo, giunge nel golfo Persico. Il resto dei suoi uomini è diviso in due gruppi: uno segue la costa, l’altro passa all’interno e subisce decimazioni. Nel 324 a.C. è a Susa.

Nel 323 a.C. muore ad Ectabana Efestione, il suo amante. Nello stesso anno, avvolto da immenso dolore, il grande generale macedone muore a Babilonia. In quell’anno stava progettando la conquista di Cartagine.

I suoi sudditi non si sentono dominati da uno straniero, ma mantengono la loro indipendenza. Alessandro aveva capito che il territorio era troppo vasto e gli uomini a sua disposizione erano pochi. Aveva inserito macedoni nei punti chiave dal punto di vista politico ed amministrativo. Aveva favorito la fusione tra greci ed orientali, rispettando forse anche troppo i loro usi. Questo gli provocò 4 congiure nei suoi confronti: Dragiana (330 a.C.), Marakanda (Samarcanda 328 a.C.), Bactriana (327 a.C.), Opis (324 a.C.). Era riuscito ad unificare oriente ed occidente, secondo il disegno degli achemenidi.
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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Certe cose le trovi ben riassunte nei nostri appunti te ne insollo uno:

ALESSANDRO MAGNO
Alessandro Magno nato nel 356 a.C., era figlio di Filippo II re di Macedonia e fu educato da Aristotele. Succedette al padre nel 336 a.C. Per consolidare il suo regno soffocò le ribellioni ai confini e distrusse la città greca di Tebe nel 335 a.C. Assunse il comando di un esercito greco-macedone e preparò una grande spedizione contro i Persiani. Nel 333 a.C, sconfisse il re persiano Dario III e si impadronì delle città costiere dell’Asia minore, della Siria, della Palestina e dell’Egitto, dove fondò Alessandria. Alessandro proseguì la sua campagna militare in Mesopotamia, occupando le più grandi città persiane. Poi conquistò altri vastissimi territori arrivando fino al bacino dell’Indo, compiendo importanti scoperte geografiche. Qui il suo esercito, stanco e desideroso di tornare a casa, si oppose a un’ulteriore avanzata. Nell’organizzazione del suo immenso impero Alessandro cercò di fondere la cultura e le tradizioni greche con quelle orientali. Proprio secondo l’uso orientale, accentuò il carattere divino e magico della figura del re, arrivando perfino a pretendere l’inchino da parte di chiunque si presentasse al suo cospetto, secondo l’usanza dei sovrani orientali. Alessandro sognava un impero universale ma non riuscì a realizzarlo, morendo di malaria, mentre preparava una spedizione in Arabia, nel 323 a.C., a solo 33 anni

poi vai qui:
http://www.skuola.net/filosofia-antica/ellenismo-eta.html
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