romano90
romano90 - Genius - 8755 Punti
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Ah ragazzi mi serve aiuto >.<
Mi servirebbe una spiegazione rapida e concettuale del pensiero di nietzsche, ho cercato un po' sul net ma ho trovato solo muri di testo e mi ci perdo dentro.. T_T
Sul libro idem ho letto tutto ma niente non riesco a farmi uno schema mentale per poi metterci tutti i concetti.
Qualcuno può farlo/trovarlo?

E' piuttosto urgente, domani ho int di filo ed è tardi ora >.<..

Grazie <.<
Dorothy
Dorothy - Genius - 18711 Punti
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Okkey,posso darti una mano.

Nietzsche è stato e sarà una delle figure più controverse della filosofia: il suo pensiero è stato sovente utilizzato per giustificare le violenze del nazi-fascismo (i suoi libri furono oggetto di scambio di doni tra Mussolini ed Hitler),la sua ostilità al cristianesimo e ad ogni forma di dogmatismo strutturato produssero uno strappo senza precedenti nella cultura occidentale,la sua prosa fortemente simbolica,quasi apocalittica,lo hanno reso una sorta di distruttore spietato e viscerale di ogni forma di verità acquisita.
Nietzsche stesso era consapevole della sua forza dirompente,anzi,essere dirompente era lo scopo principale del suo pensiero.
Una dirompenza necessaria ad accettare la fine del cristianesimo e di qualsiasi altra struttura in nome di una piena accettazione della vita per ciò che è: luogo misterioso e caotico,popolato da energie primordiali irriducibili.
Una frase di Nietzsche racchiude il nocciolo del suo pensiero: "Il rimedio è stato peggiore del male". Cosa significa?
In sostanza Nietzsche considera tutto il complesso della filosofia occidentale come un tentativo di trovare il rimedio alle paure degli uomini, alla paura della morte, del nulla, del caos, dell'ignoto.
Tuttavia Nietzsche nota come ogni tentativo di rimediare a questa paura fonda un mondo di realtà eterne e immutabili assolutamente fittizio (ogni metafisica è per Nietzsche un tentativo di rendere concreto il nulla).
Le realtà metafisiche non corrispondono ad alcuna verità, il mondo vero è per Nietzsche questo mondo, il mondo che abbiamo davanti, il mondo entro il quale si manifesta il vigore vitale, unica vera e possibile fonte di benessere. Per contro ogni tentativo di fondare un rimedio contro la paura dell'ignoto finisce per limitare e infiacchire il vigore vitale nell'uomo: ogni tentativo di rimedio è quindi peggiore del male, poiché per combattere la paura dell'ignoto (il male) finisce per allontanare l'uomo dalla vita.
La vita è per Nietzsche un originario e ignoto movimento di impulsi, in cui si alternano nel caos più totale momenti sublimi a momenti terribili.
Ma questo caos, al quale si tenta di dare un ordine per rendere gli eventi più prevedibili e quindi consolatori, è la fonte stessa della vita e del benessere, per cui se da un lato l'uomo tenta di ingabbiare questo caos entro leggi prevedibili, dall'altro Nietzsche avverte come questo progetto finisce per allontanare l'uomo dalla fonte della vita e irrigidirlo entro un razionalismo che uccide l'istinto e la passione.
Nietzsche critica quindi tutta la tradizione filosofica occidentale: ciò che la filosofia occidentale vuole negare a partire da Socrate è sostanzialmente il caos, e così facendo va contro la vita stessa: se la ragione pretende di trovare un ordine nel caos (e renderlo consolatorio), dall'altro questo ordine finisce per andare contro quell'istintività primordiale che è la fonte di ogni impulso vitale.
Il divenire, la vita stessa, si manifesta nella fisiologia umana, liberare la fisiologia dagli ostacoli che impediscono all'impulso vitale di fluire pieno e impetuoso nell'uomo è il compito supremo della nuova umanità.
Vi è quindi, una forma nuova di uomo che si deve auspicare e alla quale si deve giungere, Nietzsche lo chiama "superuomo" o "oltre-uomo”.
Di fronte alla scoperta che tutti i rimedi metafisici, ideologici e morali posti in essere per difendersi dall'imprevisto e dal timore dell'ignoto sono menzogne consolatorie, l'uomo si trova di fronte per la prima volta alla realtà di un mondo che è puro caos e puro divenire: il superuomo accetta questa evidenza.
Dunque il superuomo ha la forza di accettare l'ignoto e l'imprevedibilità senza ricorrere all'apporto dei rimedi consolatori, il superuomo "guarda in faccia" il proprio destino, ama il proprio destino, lo desidera ed è questa la concezione di "amor fati", ovvero amore per il destino.
Il mondo "nudo" e spogliato delle millenarie menzogne della morale e della metafisica si presenta come un flusso di forze e di energie caotiche, il superuomo vive sapendo di essere in balia di queste forze e tenta di volgerle a suo favore.
Detto questo, Nietzsche spiega come la morale si sia nel tempo configurata come lo strumento che gli uomini deboli utilizzano per dominare su quelli forti.
L'uomo debole è l'uomo che non ha il coraggio di accettare il divenire e il mutamento caotico come legge portante della sua vita, cosicché egli finisce per farsi scudo degli stratagemmi morali che gli permettono di piegare l'esistenza al suo volere, un volere che va contro la vita e che è una forma di risentimento verso tutto ciò che è istinto e passione. L'uomo forte, per contro, è il superuomo, colui il quale dice "sì" alla vita, colui che non si fa scudo di alcun rimedio morale e consolatorio e accetta il caos in cui consiste la vita, assumendo le sue stesse caratteristiche.
Nietzsche vede nel cristianesimo la forma più subdola e astuta di dominio dei deboli suo forti. Il cristianesimo accetta la divisione metafisica della realtà operata da Platone e pone il fondamento della vita al di là della vita. In nome di questa arbitraria decisione di porre un Dio oltre la vita degli uomini (che per Nietzsche è l'unica forma di realtà esistente) gli spiriti deboli, che temono gli istinti e le passioni, impongono la loro legge sui forti, predicando una vita di virtù e di penitenza, di umiltà e di rinuncia.
In sostanza,Nietzsche rifiuta la religione: infatti egli dice che il cristianesimo ha considerato peccato tutto ciò che è piacere e valore per l'uomo opponendo i valori del cielo a quelli della terra.
Così esso diventa la religione dei deboli,dei vinti.
Altro tema fondamentale del pensiero di Nietzsche è,infatti, la "morte di Dio".
Nello Zarathustra Nietzsche annuncia la "morte di Dio" intendendo che è giunta l'epoca in cui l'uomo si avvede del fatto che dietro alla morale non esiste alcun fondamento divino che la giustifichi.
Le strutture che pretendevano di dominare l'uomo in nome di principi divini non possono avere alcun peso una volta accettata l'idea che non esiste alcun mondo oltre il mondo, una volta compreso che la metafisica è solo una menzogna atta da un lato a lenire la sofferenza e il dolore prodotti dalla paura del destino mortale e dall'altra a giustificare il controllo delle classi religiose sui fedeli.
L'ateismo appare quindi a Nietzsche come l'unica alternativa per liberare l'uomo.
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