deamedea
deamedea - Ominide - 4 Punti
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ciao! qualcuno può aiutarmi con queste domande su Kant? sono solo 4:
1)In cosa consiste il criticismo kantiano?e in che senso mette in luce la finitezza dell'uomo e della sua possibilità?
2)quale è il rapporto di Kant con l'empirismo scettico di Hume? e con il dogmatismo razionalista?
3)Quale è la visione kantiana della scienza moderna? in che modo Kant ne leggittima la certezza e la validità?
4) in cosa consiste la rivoluzione copernicana? e in che senso da essa deriva una posizione di idealismo?
iniziamo bene quest'anno-.-"
HailieMalfoy
HailieMalfoy - Sapiens - 312 Punti
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Ciao,
ti rispondo punto per punto :P

1) Il criticismo è fondamentale in Kant. Non significa criticare nel senso di "spettegolare su" come lo intendiamo normalmente nel quotidiano, ma in questo caso significa 'pensare', 'giudicare'. Il criticismo kantiano consiste nel 'giudicare' un qualcosa. Ma se io lo giudico, è come se lo limitassi e dato che come avrai fatto in precedenza in autori come Locke, limitare l'uomo significa capire le effettive possibilità del suo intelletto. Kant, riprende questo senso e limita tramite la sua critica le potenzialità dell'intelletto umano. Cosa può essere scientificamente pensato dall'intelletto umano? Quali sono le sue potenzialità? (E da qui le 3 celeberrime domande: La fisica è una scienza? La matematica è una scienza? La metafisica è una scienza?).

2) Kant ringrazia Hume per averlo svegliato "dal sonno dogmatico". In sintesi, Hume sostiene che il rapporto causa-effetto non esista, e che non ci sia certezza nel mondo (ovvero: il sole che sorge oggi non è detto che sorga domani). Questo fa si che Kant esamini tutto lo scibile (tutto ciò che si conosce)attraverso le sue critiche. Per quanto invece riguarda il dogmatismo razionalista Kant lo salva in parte. In questo è un mediatore a mio avviso. Salva il razionalismo dogmatico (attraverso gli schemi che esistono a priori come le idee innate) dall'altra salva gli empiristi che sostengono che tutto ciò che conosciamo venga dell'esperienza facendo sì che in parte ci siano schemi e in parte la conoscenza si formi attraverso l'esperienza.

3) kant legittima la scienza moderna attravero la critica della ragion pura dimostrandolo attraverso la risposta a quelle tre domande che ti avevo indicato prima.

4) http://www.skuola.net/filosofia-moderna/kant-immanuel-la-rivoluzione-copernicana.html questo per quanto riguarda la prima parte. Quanto alla seconda parte, se è più importante il soggetto rispetto all'oggetto, tanto che l'io penso in Kant riordina tutte le varie impressioni giunte dall'esterno, avendo l'io (leggasi anche soggetto) tale importanza fa sì che sorga una posizione di idealismo. Tale idealismo si avrà poi con Fichte, Schelling ed Hegel. Fichte infatti toglie l'oggetto e sostiene che l'unica cosa che importi sia il soggetto che in sè crea la propria realtà. Kant mantiene una posizione molto più cauta sostenendo come categorie filosofiche tradizionali sia il soggetto che l'oggetto, ovvero sia il fenomeno che la cosa in sè. (fenomeno ovvero ciò che si mostra che io apprendo dall'esterno tramite i miei schemi mentali, da qui importanza del soggetto. Cosa in sè, non lo posso valutare perchè non lo conosco è come una x sconosciuta).

Sembra un po' astratto ma spero di averti fatto capire qualcosa, purtroppo kant è molto astratto e complesso e questo fa si che lo si capisca solo tramite molto studio, molto tempo e molta riflessione.
deamedea
deamedea - Ominide - 4 Punti
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grazie
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