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  • tesina sulla 2 guerra mondiale!?!?! Aiuto!!!!

Valerio1998
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2 guerra mondiale
ciusy
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Seconda guerra mondiale
La seconda guerra mondiale fu originata dall’azione aggressiva della Germania in Europa e del Giappone in Asia. Mentre in Germania l’ascesa al potere di Hitler aveva segnato la rinascita del nazionalismo, in Giappone si vedeva nella creazione di un grande impero la soluzione dei gravi problemi interni. Incoraggiato dal potere conquistato da Hitler, Mussolini assunse un atteggiamento colonialista e nel 1936 proclamò l’Impero d’Etiopia. In seguito, assieme alla Germania offrì il proprio appoggio alla guerra di Franco contro il fronte popolare spagnolo. A questi primi atti di violenza, gli stati democratici non reagirono, mentre l’Italia e la Germania erano sempre più unite dall’asse Roma – Berlino.

Il 1° settembre 1939 Hitler invase la Polonia, a causa della rivendicazione della città di Danzica. Lo stato maggiore tedesco applicò con successo la guerra lampo, una tecnica di invasione che aveva come obbiettivo il rapido annientamento del nemico. Alla notizia dell’attacco Francia e Gran Bretagna dichiararono guerra alla Germania, sostenendo la Polonia, mentre l’Italia, sorpresa dalla mossa di Hitler, si dichiarò non belligerante.
La Russia, dopo aver occupato la Polonia orientale come concordato con Hitler, si impadronì delle repubbliche baltiche, e strappo con un breve conflitto alcuni territori di confine alla Finlandia.
Hitler,intanto, proseguiva la guerra lampo, passando di successo in successo. Nella primavera del 1940, la Germania invase e occupò la Danimarca e la Norvegia.
Sul fronte occidentale Hitler si mosso travolgendo in pochi giorni il Belgio e l’Olanda, le truppe francesi furono aggirate e così i corazzati tedeschi sfondarono lo schieramento francese, conquistando in breve tempo la Francia settentrionale.
L’avanzata tedesca proseguì verso sud e il grosso dell’esercito francese, che si sentiva al sicuro dietro le fortificazioni della linea Maginot, fu raggiunto e travolto da nove divisioni di carri armati d’assalto.
Il 14 giugno le truppe tedesche entrarono trionfalmente a Parigi. Il territorio francese fu diviso in due zone: l’una che comprendeva Parigi e il nord-ovest del paese, fu direttamente occupata dai tedeschi; l’altra con capitale nella cittadina termale di Vichy, venne affidata al governo del maresciallo francese Petain. Molti francesi ostili al nazismo si rifugiarono a Londra dove organizzarono, sotto la guida del generale Cherles de Gaulle, un movimento di resistenza e di lotta contro l’occupazione germanica.
La travolgente offensiva tedesca in Francia spinse l’Italia a entrare in guerra. Mussolini, colpito dalla rapidità dei successi di Hitler, dichiarò guerra alla Francia e all’Inghilterra il 10 giugno 1940.

Germania e Italia contro l’Inghilterra.

Umiliata la Francia, Hitler si volse contro la Gran Bretagna, che era allora guidata da Wiston Churchill.
Per preparare lo sbarco in Inghilterra, il 10 giugno 1940 Hitler scatenò aviazione tedesca con una serie di terribili bombardamenti su Londra. L’Inghilterra si difese con il coraggio dei piloti dei suoi caccia che seppero fronteggiare i continui attacchi dei bombardamenti tedeschi.
Questo lungo scontro nei cieli, la famosa battaglia d’Inghilterra, si concluse con un insuccesso per la Germania: dopo aver perso centinaia di aerei, Hitler dovette sospendere gli attacchi e rinunciare allo sbarco.
La lotta proseguì sul mare. Poiché la Gran Bretagna riceveva aiuti di ogni genere dalle sue colonie e dagli Stati uniti, la Germania cercò di bloccare i rifornimenti lanciando sottomarini all’attacco delle navi mercantili. Inizialmente con notevoli risultati: oltre quattro milioni di tonnellate di affondamenti l’anno.
Intanto, nel settembre del 1940, le forze dell’asse firmarono con il Giappone un patto con in quale ogni paese si sarebbe assicurato il controllo di un’area.
Mussolini intanto, che non volle essere da meno del poteno alleato nella lotta contro l’Inghilterra. Il duce aspirava a un piano di conquiste autonome rispetto a quello tedesco, per poter sottolineare la sua indipendenza da Hitler.
Nel settembre 1940 sferrò un deciso attacco contro l’Egitto partendo dalla Libia, ma le truppe italiane furono presto respinte da una controffensiva britannica. Un mese dopo Mussolini decise di attaccare anche la Grecia. L’offensiva partì dall’Albania, ma la povertà dell’equipaggiamento e le difficoltà della guerra in zone montagnose, logorarono le truppe italiane, che dovettero arrendersi ad una pericolosa controffensiva greca. Nel 1941 la Germania invade l’URSS (“operazione Barbarossa”), pensa a un rapido annientamento della potenza nemica, ma con l’inverno russo la guerra lampo si trasforma in guerra di logoramento.
Il Giappone attacca improvvisamente la flotta statunitense di Pearl Harbour, per ottenere il controllo sul Pacifico.
(poco prima, i presidenti Churchill e Roosevelt sottoscrissero la Carta atlantica, che stabiliva alcuni principi da seguire una volta arrestata la tirannia nazista: libertà di commercio, diritto all’autodeterminazione dei popoli, rifiuto della forza nelle controversie)
Intanto gli Stati Uniti e Gran Bretagna dichiarano guerra al Giappone.
1942-1945: la resistenza e le liberazioni
La strategia tedesca di guerra lampo era fallita e la Germania doveva ora sostenere su diversi fronti una guerra di logoramento. L’Italia aveva dimostrato la sua impreparazione militare ed economica. Nei paesi occupati dai nazisti si diffondono movimenti di resistenza, molto diversi in ogni stato per la composizione e l’efficacia, ma con in comune l’idea di combattere contro i nazisti, e spesso vi era anche un programma di trasformazione politica dopo la liberazione.
Durante il ’42 le sorti del conflitto volsero a favore degli anglo-americani e dei sovietici, alleati nella lotta per la “resa senza condizioni” della Germania.
Il fallimento della conquista in Russia a Stalingrado e la ritirata italo-tedesca furono le avvisaglie dell’indebolimento dell’Asse.
Nel 1943 il Gran Consiglio del Fascismo vota la sfiducia a Mussolini e il nuovo governo di Badoglio firma l’armistizio con gli anglo-americani. Mussolini, liberato dai tedeschi, fonda la Repubblica Sociale Italiana di Salò, di fatto sottomessa alla Germania.
Nel 1944 l’ apertura in Europa di un secondo fronte: esercito alleato sbarca in Normandia. L’anno 1944 fu per gli Alleati l’anno dell’apertura di un “secondo fronte” dopo quello italiano.

La decisione, infatti, fu presa nella Conferenza di Teheran, in cui si incontrarono Stalin, Roosvelt e Churchill. Questo “secondo fronte” era appoggiato in particolar modo da Stalin e Roosvelt, mentre Churchill preferiva rafforzare l’impegno degli Alleati nel Mediterraneo e nei Balcani.
In ogni caso, i tre alleati attuarono uno sbarco in Normandia nel 1944; questa operazione venne chiamata “operazione Overlord. Tra il 5 e il 6 giugno, infatti, sotto il comando del generale Eisenhower, un esercito formato da 3 milioni di uomini, con navi da guerra, anfibi, iniziò ad invadere la Normandia.
I Tedeschi si aspettavano uno sbarco a Calais, e pertanto si trovarono a disagio e resistettero accanitamente. Nel 1945 in Europa la guerra era ormai terminata, ma proseguiva nell’Oceano Pacifico.
I Giapponesi, infatti, continuavano a resistere, affidandosi ai kamikaze, i quali erano piloti suicidi che si lanciavano sulle navi nemiche con aerei carichi di esplosivo.
Nonostante ciò, nemmeno i sacrifici dei kamikaze potevano ribaltare le sorti del conflitto nel quale gli Stati Uniti stavano impiegando grandi potenziali come le navi portaerei. Il Giappone, quindi, era sconfitto militarmente ma continuava a combattere.
Il 12 aprile 1945 il presidente americano Roosvelt morì e gli succedette Harry Truman. Egli decise di piegare definitivamente il Giappone usando la bomba atomica, un’arma devastante realizzata nei laboratori americani.
Lo scopo principale di questa bomba era di dimostrare al mondo la superiorità militare degli Stati Uniti.
Il 6 agosto 1945 quindi, una bomba atomica rase quasi completamente al suolo la città di Hiroshima, causando la morte di 100 mila persone.
Il 9 agosto, invece, fu la volta di Nagasaki.
Il giorni prima, l’Unione Sovietica aveva dichiarato guerra al Giappone, pertanto a quest’ultima non restava altro che chiedere la resa senza condizioni, firmata il 2 settembre 1945.
La seconda guerra mondiale, quindi, terminò e contò la morte di circa 50 milioni di persone.

Gli anni difficili del dopoguerra

L' Europa uscì dalla Seconda Guerra Mondiale in condizioni disastrose:
- la guerra aveva causato 30 milioni di morti;
- le industrie erano distrutte, l’agricoltura in ginocchio. Mancavano le materia prime e il denaro per la ripresa e la ricostruzione;
- molte città erano state distrutte dai bombardamenti: i senzatetto erano milioni.

Stati Uniti e Unione Sovietica, le due nuove superpotenze, erano in contrasto ideologico: occorreva evitare altri conflitti mondiali. Per questo nel 1945 nacque l’ONU, un organismo garante della pace e dell’ordine internazionale , erede della Società delle Nazioni.
Lo Statuto dell’ONU è ispirato a diversi principi:
- l’Assemblea Generale, che può adottare delle risoluzioni non vincolanti, è espressione dei principi utopistici di Wilson: libertà dei popoli e uguaglianza tra le nazioni;
- il Consiglio di Sicurezza nasce dalla visione realistica di Roosvelt, secondo il quale le potenze vincitrici dovevano governare il mondo. E’ costituito da 5 membri permanenti e con diritto di veto e 10 eletti a turno. Adotta decisioni vincolanti per gli Stati e può decidere l’intervento armato dei Caschi blu;
- alcune agenzie dell’ONU, come la FAO e l’UNESCO sono il frutto del principio di solidarietà.

I nuovi confini del mondo non furono decisi dalle trattative della Conferenza di pace di Parigi (1946), ma dai carri armati. In tutti i territori occupati dagli Anglo-Americano nacquero Stati democratici, alleati degli Stati Uniti.
I paesi dell’Europa occidentale ricevettero molti aiuti dagli statunitensi, secondo un piano chiamato “Piano Marshall” che aveva tre obiettivi:
1. aiutare le popolazioni dell’Europa Occidentale stremate dalla guerra;
2.aiutare i grandi capitalisti europei a ricostruire le loro fabbriche distrutte;
3. aiutare i partiti anticomunisti;
Il Piano Marshall contribuì a far risorgere i paesi occidentali ed ottenne importanti risultati politici: furono sconfitti i due maggiori partiti comunisti europei.
Crebbe così la tensione tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica fino a sfociare nella guerra fredda.

La guerra fredda (1948-1956)
È detto periodo della guerra fredda perché indica il periodo di guerra non combattuta sui campi di battaglia, ma fatta di contrasti e d’odi d’ogni genere.
Dopo la guerra, con la sconfitta della Germania, i contrasti e le intolleranze crebbero molto. Sulla carta geografica fu tracciata una linea ideale che andava dal mar baltico all’adriatico e che fu chiamata da Churchill cortina di ferro, per dividere i due blocchi, quell’orientale e quell’occidentale.
Ad ovest gli Stati Uniti predominavano attraverso il Piano Marshall e grazie alla creazione di vari patti difensivi, tra cui il Patto Atlantico del 1949, che legava gli Stati Uniti alla maggior parte degli Stati dei Paese Europei occidentali. All’interno del Patto Atlantico nel 1950 fu creata la NATO (Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico).
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