PoTe99
PoTe99 - Ominide - 7 Punti
Rispondi Cita Salva
Mi potreste dare una tesina sulla Guerra del pacifico? Grazie in anticipo!!
righi.luciano
righi.luciano - Ominide - 9 Punti
Rispondi Cita Salva
Tra il '41 e il '42 il conflitto che si era sviluppato in Europa diventò veramente mondiale a causa di un avvenimento: Il lancio di missili erso gli Staati Uniti di America da parte del Giamppone, questo gesto ha segnato l'ingresso di due stati e la dichiarazione di guerra da parte degli Stati Uniti al Giappone, il giappone dalla parte dell'Italia e Germania Nazzista,invece l'America con Russia e Inghilterra.
Dopo questo primo attacco agli USA il Giappone ha iniziato ad espandersi intorno, iniziando a conquistare terre come la Cina o delle isole vicine.
Gli USA per contrattaccare iniziarono a mandare ondate di aerei a liberare i territori del Giappone e, di conseguenza, lo indebolisce.
Durante il 1941 la guerra in Cina registrò una stasi: dallo Shanxi, dove si erano stabiliti, i comunisti di Mao si erano notevolmente diffusi e rafforzati; nelle zone occidentali e meridionali si trovava il governo di Chiang Kai-Shek; sulla costa e nel nordest dominavano i giapponesi, che però non detevano un assoluto controllo sulle campagne, luoghi di imboscate, episodi di guerriglia e sabotaggi: le offensive lanciate per sconfiggere definitivamente i due ostici avversari furono ostacolate dall'ampiezza del teatro bellico (3.000 chilometri di fronte) e dall'ostinata difesa. I governi fantoccio nipponici, inoltre, non avevano ascendente sulla popolazione e la brutale occupazione contribuì a questo distacco, favorendo gli avversari. I giapponesi si rivolsero allora a violente azioni in risposta a questo groviglio politico-militare, quali massacri, fucilazioni di massa, sperimentazione di armi chimiche e biologiche ai danni della popolazione rurale, l'uso di civili per fini pseudomedici, nella speranza che il puro terrore potesse spezzare la volontà di resistenza cinese.
Tali depravazioni peggiorarono la posizione internazionale dell'Impero del Sol Levante, ma la situazione precipitò il 24 luglio 1941, quando l'Indocina fu occupata da 125.000 soldati con il consenso forzato di Vichy: gli Stati Uniti reagirono il 26 luglio congelando immediatamente i crediti nipponici e attuando un severo embargo sulle esportazioni di materiali strategici (petrolio e rottami metallici), subito imitati dai Paesi Bassi e dall'Inghilterra: il Giappone fu privato di più del 90% delle importazioni di carburante, lasciandolo con scorte sufficienti per tre anni e un'autonomia dimezzata in caso di guerra, circostanza che l'obbligava a cercare altrove dei giacimenti per continuare a soddisfare l'ingente fabbisogno interno. Dopo il congelamento dei crediti americani da parte nipponica, il Primo Ministro principe Fumimaro Konoe di tendenze moderate cercò di trovare un compromesso con gli Stati Uniti: l'ambasciatore Kichisaburō Nomura propose a Roosevelt l'8 agosto una conferenza con Konoe, ma il progetto venne respinto; ad aggravare la tensione tra i due paesi contribuì sia il traffico di navi mercantili statunitensi che portavano alimenti e altri aiuti all'Unione Sovietica, impegnata a resistere alla Germania di Hitler (una formale protesta inoltrata il 27 agosto non ebbe seguito), sia l'annuncio che Roosevelt fece il 12 agosto, dichiarando che ulteriori interventi nipponici nel Pacifico sudoccidentale avrebbero provocato un'immediata risposta statunitense, anche se ciò avesse causato un conflitto. L'inconcludenza del governo e la situazione tesa attirarono le aspre critiche dei militari e Konoe, incapace di gestire le sue responsabilità, si dimise: il 18 ottobre 1941 gli succedette l'aggressivo generale Hideki Tōjō, già Ministro della Guerra. Costui, mantenendo aperti i canali diplomatici con gli Stati Uniti, affrettò la stesura dei piani di conquista del Pacifico, abbozzati nel 1938 e già messi allo studio da settembre per regalare al Giappone il controllo di una vasta area detta "Sfera di co-prosperità della Grande Asia orientale". Per garantire al Giappone un certo margine di superiorità nei mari ed evitare il confronto diretto con la flotta statunitense, l'ammiraglio Isoroku Yamamoto ideò l'attacco a sorpresa alle navi a Pearl Harbor: fin dal 24 settembre il console nipponico a Pearl Harbor, Nagai Kita, divise in cinque settori la base e ogni giorno contò quante navi occupavano una data zona.
Nel frattempo i negoziati stavano languendo: il 21 novembre Nomura e l'inviato straordinario Saburo Kurusu consegnarono una nota al governo statunitense, nella quale dichiaravano che il Giappone avrebbe lasciato l'Indocina se gli Stati Uniti avessero annullato l'embargo e sospeso ogni aiuto a Chiang Kai-shek. Il 26 novembre il Segretario di Stato Cordell Hull consegnava una controproposta che concedeva molti privilegi economici all'Impero giapponese ma solo se rinunciava all'Indocina, a ulteriori conquiste sul continente e all'alleanza con l'Asse. Il generale Tōjō respinse la nota e dette ordine che la flotta preparata per l'attacco a Pearl Harbor partisse: riunita il 22 novembre nelle Isole Curili, essa era al comando del viceammiraglio Chūichi Nagumo e faceva affidamento sull'effetto sorpresa per massimizzare i risultati dell'attacco. La squadra giapponese salpò il 26 novembre alle 06:00 di mattina e il 2 dicembre Nagumo ricevette un messaggio già concordato con Tokyo: "Scalate il Monte Niitaka" (Niitakayama Nobore). Significava che le trattative erano fallite e che l'attacco doveva svolgersi come previsto.
Il 7 dicembre, alle ore 07:55 di mattina, oltre 350 aerei giapponesi condussero un massiccio attacco contro la flotta statunitense ormeggiata a Pearl Harbor, comunicando il successo della sorpresa con il celebre messaggio "Tora, tora, tora!". Dopo i primi giorni di smarrimento, si poté conoscere il bilancio delle perdite: 2.403 morti o dispersi, 1.778 feriti, 3 corazzate e il posamine Oglala affondati, 178 aerei dise ragioni unite a un forte orgoglio nazionale contribuirono alla pianificazione di una guerra dtrutti, 159 danneggiati e gravi danni su numerose navi che ancora galleggiavano; danni di varia entità si registrarono alle piste aeree, agli hangar e ai ricoveri.
Le portaerei però non furono mai avvistate perché in riparazione o in missione, inoltre né l'arsenale né i depositi carburante furono bombardati: il mancato conseguimento di questi obiettivi di fondamentale importanza strategica avrà un peso decisivo nella successiva sconfitta dell'Impero nipponico.
È interessante rilevare che il 27 agosto 1941 il governo giapponese aveva ricevuto un rapporto stilato da esperti di economia e da statisti con l'appoggio di personalità della marina imperiale, tra le quali lo stesso Ministro ammiraglio Shigetaro Shimada; vi era scritto che l'industria non avrebbe potuto sostenere la campagna militare in Cina per altri 5 o 10 anni, andando incontro a una grave crisi; veniva inoltre dichiarato che in caso di guerra con gli Stati Uniti il Giappone non avrebbe avuto speranze alcune di vittoria. Il Gran Quartier Generale e il Supremo Consiglio di Guerra non tennero in debito conto tale documento: le imprese fino ad allora tentate si erano svolte con relativa facilità; la marina giapponese disponeva della miglior componente aeronavale dell'epoca e vantava equipaggi bene addestrati dotati di mezzi eccellenti, quali il caccia Mitsubishi A6M "Zero"; il servizio di spionaggio era assai esteso e forniva informazioni di ogni genere sull'apparato militare statunitense. Queste ragioni unite a un forte orgoglio nazionale contribuirono alla pianificazione di una guerra dtrutti, 159 danneggiati e gravi danni su numerose navi che ancora galleggiavano; danni di varia entità si registrarono alle piste aeree, agli hangar e ai ricoveri.
!!br0ken!!i conquista che si preannunciava poco costosa, dai risultati certi e grandiosi, abbandonando ogni prudenza. Infine gli alti comandi nipponici erano dell'opinione che una massiccia e improvvisa sconfitta, unita alla rapida istituzione di un dominio forte e ben protetto nell'Oceano Pacifico, avrebbero indotto gli Stati Uniti a negoziare un accordo che permettesse all'Impero del Sol Levante di avere libertà di manovra in Cina: la velocità e la rapidità furono perciò alla base delle operazioni militari giapponesi.
L'8 dicembre il presidente Roosevelt tenne un breve discorso affermando che il 7 dicembre sarebbe stato ricordato come il Giorno dell'Infamia e dichiarando guerra all'Impero giapponese. Applicando le clausole del patto Tripartito la Germania e l'Italia fecero altrettanto nei confronti degli Stati Uniti l'11 dicembre, obbligandoli a uno scontro su due fronti. L'opposizione interna all'entrata in guerra degli Stati Uniti, fino al giorno prima molto radicata, svanì a seguito del violento attacco, sebbene si fornissero dal giugno 1940 aiuti militari al Regno Unito e dall'estate 1941 all'Unione Sovietica mediante il programma Affitti e prestiti.
Come guadagno Punti nel Forum? Leggi la guida completa
In evidenza
Classifica Mensile
Vincitori di novembre
Vincitori di novembre

Come partecipare? | Classifica Community

Community Live

Partecipa alla Community e scala la classifica

Vai al Forum | Invia appunti | Vai alla classifica

mc2

mc2 Genius 281 Punti

Comm. Leader
Registrati via email