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la teoria della deriva dei continenti ma in particolare la felce glossopteris
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La teoria

H. Wegener Alfred Wegener deriva dei continenti (1880 - 1930), geofisico e meteorologo tedesco, sistemando in modo organico i dati acquisiti dagli studi precedenti, formulò la teoria della deriva dei continenti, che espose nel 1912 a Francoforte. I risultasti furono pubblicati nella forma completa nel 1915, nello scritto La formazione dei continenti e degli oceani, che ebbe revisioni successive fino al 1929.
Wegener supponeva che 200 milioni di anni fa esistesse un unico grande continente, la Pangèa, circondato dall'oceano Panthàlassa, che si sarebbe suddiviso in blocchi. Questi blocchi continentali avrebbero iniziato a migrare sulla superficie terrestre, comportandosi come delle zattere di sial (la crosta) che galleggiano sul sima (corrispondente al mantello) andando alla deriva.

Le prove

La combaciabilità tra le coste dei continenti

ai margini continenti Wegener, osservando la corrispondenza di forma fra le linee di costa dell'America meridionale e dell'Africa, ipotizzò che i continenti potessero un tempo essere stati uniti tra loro.
L'ipotesi venne da alcuni criticata perché si basava sulla forma attuale delle coste; poiché le coste sono continuamente modificate dall'erosione è poco probabile trovare oggi una valida corrispondenza.
All'inizio degli anni '60 Edward Bullard, costruì una carta di combaciabilità utilizzato come confine la scarpata continentale, invece della costa, ottenendo una corrispondenza molto maggiore. La sovrapposizione dei mari in alcuni punti è dovuta al fatto che in quelle zone, dopo la separazione dei continenti, i fiumi hanno depositato grandi quantità di sedimenti, facendo allargare la piattaforma continentale.

Prove geofisiche

prove geofisiche Secondo il principio dell'isostasia, il sima si comporta come un fluido denso in cui i blocchi continentali possono compiere movimenti verticali. Wegener fece osservare che se i blocchi possono muoversi verticalmente, non c'è alcuna ragione per non pensare che questi blocchi siano in grado di muoversi anche orizzontalmente se ci sono forze sufficienti a spostare lateralmente i continenti, per cui ipotizzò che i continenti si comportassero come zattere che si spostavano sul sima. Questo fenomeno poteva inoltre spiegare la presenza di pieghe compressive nelle Alpi, nell'Himalaya e nelle Ande.
Wegener cercò di documentare gli spostamenti laterali dei continenti tuttora in atto mediante ripetute osservazioni geodetiche. In pratica veniva registrata ogni piccola variazione di posizione, mediante continui controlli astronomici e trasmissioni radio. Nel 1929 i risultati di tali misure sembrarono indicare una deriva verso occidente della Groenlandia rispetto all'Europa.

Correlazioni strutturali e litologiche

correlazioni strutturali Nel far combaciare i bordi dei continenti, Wegener notò una correlazione tra le successioni stratigrafiche e anche tra le catene montuose, le quali sembravano proseguire dal Sudamerica all'Africa.
In particolare, la catena della Provincia del Capo, in Sud Africa, trovava la sua prosecuzione nelle catene della regione di Buenos Aires, in Argentina, e in quelle dell'Antartide. La «serie del Karroo», in Sud Africa, una successione di rocce sedimentarie formatesi in ambiente continentale oltre 200 milioni di anni fa, è praticamente uguale a quella che affiora nella regione di Santa Caterina, in Brasile. Le antiche catene montuose della Norvegia, della Groenlandia, della Scozia, assumevano uno sviluppo unitario se si accostavano le rispettive terre.

La testimonianza dei fossili

ALl'inizio del secolo,attraverso le distribuzioni fossili i paleontologi spiegavano la somiglianza tra le specie di animali e vegetali fossili rinvenute nei diversi continenti con la presenza di ponti continentali che dovevano collegare le diverse terre. Questi ponti sarebbero poi sprofondati in fondo agli oceani.
Wegener, basandosi sulle evidenze geofisiche e sul principio dell'isostasia, mostrò l'impossibilità dell'esistenza di questi ponti naturali, giustificando la distribuzione delle specie viventi con il contatto che doveva esserci stato in passato tra i continenti.

Argomenti paleoclimatici

Wegener, in quanto meteorologo, studiò gli antichi climi. Egli osservò che strati di tilliti (depositi rocciosi di origine glaciale), tra loro contemporanei (tra i 220 e i 300 milioni di anni fa) erano presenti sia in Africa meridionale che in Sudamerica, India e Australia, e sotto di essi si trova roccia in posto, striata e solcata. La maggior parte delle terre che presentano le tracce della glaciazione paleozoica si trovano oggi in una fascia, compresa entro 30° dall'equatore, dove il clima è semitropicale.
Poiché è difficile credere che ci sia stato un periodo così freddo da estendere la coltre glaciale fino ai tropici, dal momento che alle medie e alte latitudini dell'emisfero settentrionale nello stesso periodo c'erano foreste lussureggianti, Wegener sostenne che l'evento era più facilmente spiegabile ipotizzando che i continenti fossero stati uniti in un solo blocco posto vicino al Polo Sud. Questo giustificherebbe anche la presenza di foreste tropicali delle zone attualmente poste a settentrione.
Per capire meglio puoi guardare questo video su youtube
www.youtube.com/watch?v=USxGvncQg2w
Spero di averti aiutato :angel
remolina197
remolina197 - Ominide - 8 Punti
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grazie 1000 ;)
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