gabrieladam572
gabrieladam572 - Ominide - 23 Punti
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Mi servirebbero alcune informazioni sul fenomeno del melting pot in america nel 19 e 20 secolo :beatin
martina.buonapace
martina.buonapace - Ominide - 16 Punti
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muri dell’infamia e dell’intolleranza.
Nell’ultimo quarto del XX secolo, quello delle guerre mondiali e dei genocidi, il Muro di Berlino ha rappresentato l’orrore e la volontà di sottomettere i popoli dividendo nazioni e famiglie in nome dell’ideologia. L’Occidente subì quel muro per decenni e solo un Papa polacco e un presidente americano di nome Reagan ripresero la battaglia per abbatterlo.

Era il 1979 quando i Pink Floyd composero The Wall dove si raccontava di un muro immaginario ma pur sempre percepibile, creato dall’alienazione ma condito anche di schizofrenia e The Wall fu colonna sonora di un epico concerto di Roger Waters sulle macerie di quel Muro preso a picconate nel novembre 1989. Muri, barriere.

Nell’antichità il Vallo di Adriano e la Grande Muraglia cinese erano baluardo a difesa delle civiltà insidiate dai barbari che premevano sui confini degli imperi.

Oggi dopo aver abbattuto il Muro di Berlino, gli stessi portabandiera della libertà e della democrazia innalzano Muri in giro per il mondo. Muri di difesa. Muri di chi è incapace di risolvere la sofferenza dei popoli così la occultano dietre le barriere perchè non fanno nulla e non sanno come combatterla. Resta un «canto del gallo per contrade oscure» il grido di Giovanni Paolo II contro la barriera che divide la Cisgiordania. «Non di muri ha bisogno la Terra Santa, ma di ponti», disse nel 2002 il Papa polacco che con le sue pressioni e le sue preghiere diede la decisiva picconata al Muro di Berlino. Ma la «barriera di difesa» voluta da Sharon avanza. Una megaopera di 650 km, tre volte più alto e due volte più largo del Muro di Berlino.
Gli israeliani lo chiamano «gader hahafrada» (recinto di separazione), i palestinesi «al Jidar al Fasel al unsuri» (muro di separazione razzista) e la comunitá internazionale «barriera di separazione». Paura e incapacità di dialogare. Da una parte e dall’altra. Così si cerca di esorcizzare quella distesa di cemento con graffiti e foto per rendere meno opprimente per l’anima quella barriera. Alcuni poster giganti campeggiano da qualche tempo su questo cosiddetto muro di separazione. Fanno parte di un progetto chiamato «Face2Face», ideato e realizzato da due francesi, Jr. e Marco. Volti di ebrei e palestinesi simili nella gioia e nella sofferenza. Eppure lì, in Terra Santa, c’è un muro millenario che è simbolo di pace e riconciliazione con Dio. Dove si va in pellegrinaggio per parlare con l’unico Dio.
spero di esserti stata utile.
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