(= Marty =)
(= Marty =) - Ominide - 46 Punti
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Ciao faccio la terza media e faccio la seguente tesina:
italiano: Manzoni - I Promessi Sposi
storia: L'Unità D'Italia
musica: Giuseppe Verdi
artistica: L'arte Romantica
geografia: Il Brasile
inglese: Civil War
francese: Parigi
scienze: l'atmosfera
tecnica: La Combustione
educazione fisica: la ginnastica artistica

Parlo di un pò di tutto del Manzoni, poi dico che come lui descrive la dominazione Spagnola, intende parlare della dominazione austriaca del 1800 e dp ci attacco l'unità d'italia. Poi ci attacco Verdi xkè è lui ke ha fatto la musika sull'Unità D'Italia e poi ci attacco l'arte romantica con il quadro famoso "La Libertà Guida Il Popolo" e poi vorrei fare un discorso in cui dico ke Garibaldi dp essere stato in Italia andò nel Brasile e dp x attaccare inglese kn geografia ci vorrei scrivere qlks sulla guerra civile nel Brasile ma nn trovo nulla! HELP MEE nn riesco a trovare nulla se trovate qlks ditemelo please!! Il resto del collegamento non esiste xkè le altre materie sn a parte. Baci, (= Marty =) (:

Aggiunto 11 minuti più tardi:

Aggiunto 47 secondi più tardi:

nn è quello ke cercavo, grz lo stesso. Continuate a rispondere please
coltina
coltina - Genius - 11957 Punti
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da: http://62.77.55.137/site/Scuola/nellascuola/area_storia/archivio/garibaldi/tobia.htm

L’America
Del resto Giuseppe Garibaldi era fuggito in Brasile sul finire del 1835, dopo un breve interludio mediterraneo, già preceduto dalla nomea di ribelle, esule e fuggiasco politico per la fallita insurrezione di Genova, ben accolto dalla colonia mazziniana della “Giovane Italia” di Rio de Janeiro. La sua partecipazione alla secessione della provincia del Rio Grande do Sul dall’Impero del Brasile, in qualità di comandante di una flottiglia dedita alla guerra di corsa per conto dei secessionisti e contro il commercio marittimo brasiliano, era un modo, colpendo le navi austriache o piemontesi, di favorire anche la causa italiana. L’America, per Garibaldi, richiamava ancora una volta l’Europa. A maggior ragione nel momento in cui, sconfitta la ribellione della provincia brasiliana, dopo un’epica lunga marcia durata cinque mesi, egli giunse in Uruguay nel giugno del 1841, paese fresco di indipendenza dall’Argentina, ma dilaniato dalla guerra civile e minacciato dal ritorno offensivo degli antichi dominatori. È qui che Garibaldi nel febbraio del 1846, come colonnello della legione italiana (i seicento uomini che portano la camicia rossa) compie il prodigio della vittoria di San Antonio del Salto, in difesa della giovanissima repubblica contro un esercito dieci volte superiore al suo, e getta le basi per l’esaltazione della sua figura di combattente indomito per la libertà dei popoli.
Da tempo, in verità, molti occhi sono puntati su lui. Rossetti, Cuneo, esuli mazziniani in America latina, hanno già contribuito a spargere la fama del condottiero anche in Europa. Lo stesso Mazzini era già intervenuto in esaltazione di Garibaldi, difendendolo dall’accusa di mercenarismo, e dando notizia del suo rifiuto d’ogni compenso per i servigi resi (una donazione di terra e bestiame) “poiché – ha detto il generale – è debito di tutti gli uomini liberi combattere le battaglie della libertà ovunque la tirannide sorge a minacciarne la causa”. Si vede bene che le strutture portanti del mito sono già gettate: valore e sapienza militare, disinteresse e rettitudine morale.

inoltre da: http://www.ambasciatadelbrasile.it/pages/bras_ital/imm_f_cap02.htm
Vi sono ancora altri esempi che rappresentano al tempo stesso una testimonianza sia del reale interesse per il Nuovo Mondo che del flusso umano, ancora discontinuo, tra l'Italia e il Brasile.
Nel secolo XIX il contesto storico del Brasile è cambiato ed è così anche per l'Italia. In Brasile, la Corona portoghese si era insediata a Rio de Janeiro già dal 1808 e pochi anni più tardi, nel 1822, Dom Pedro I dichiarava l'indipendenza del paese. L'Italia stava vivendo il contesto politico delle lotte che precedettero l'Unificazione. I contatti poco a poco diventarono più intensi, soprattutto per l'emigrazione forzata di un gruppo di detenuti provenienti dal Regno delle Due Sicilie nel 1820 e di prigionieri politici del Vaticano nel 1837.
Tra il 1820 e il 1848 altri italiani si imbarcarono per il Brasile per motivi politici. Questa volta si trattava di un flusso spontaneo, all'interno del quale troviamo un gruppo che merita di essere distinto. Facevano parte di questo gruppo, arrivato nel 1836, alcuni seguaci di Mazzini impegnati nelle lotte per l'Unificazione italiana. In Brasile essi mantennero acceso il loro interesse per la vita politica italiana, nonostante il loro coinvolgimento nelle lotte locali nel Sud del paese. Uno dei componenti di questo gruppo era Giuseppe Garibaldi.
L'anno precedente l'arrivo di Garibaldi in Brasile, nella provincia del Rio Grande do Sul esplodeva la <<Guerra dos Farrapos>>, la Guerra degli Stracci, alla quale fu dato anche il nome di <<Farroupilha>>. Questa rivoluzione partì inizialmente dagli allevatori di bestiame della regione, situati nell'area più vicina alla frontiera con l'Uruguay; essi erano sostenuti dai rappresentanti dei ceti medi urbani e da alcuni ufficiali dell'esercito. Le rivendicazioni fondamentali avanzate dagli allevatori erano soprattutto meno tasse e maggiore libertà per il commercio di bestiame con l'Uruguay. Nonostante il soprannome di Farrapos i rivoluzionari erano potenti membri dei più elevati ceti sociali locali e non erano vestiti di cenci o di stracci. Garibaldi e gli altri seguaci di Mazzini combatterono al fianco dei rivoltosi, specialmente a nord del Rio Grande do Sul e a Santa Catarina, provincia nella quale arrivarono a insediare la Repubblica Rio-Grandense, nella città di Laguna.
Il movimento durò 10 anni e il governo centrale concesse alcune delle principali rivendicazioni avanzate dai rivoltosi, poiché la regione aveva un'importanza non solo economica, ma anche strategica, essendo situata nella zona di confine rioplatense. Anche se non è stato accertato l'obiettivo separatista della Farroupilha, ciò che è certo è che essa aspirava almeno ad ottenere l'autonomia finanziaria del Rio Grande do Sul, mirando a liberare questo stato dalle ingerenze del potere centrale.
A Laguna, Garibaldi conobbe Anna Maria Ribeiro da Silva, Anita, e nel 1840 nacque il primo figlio della coppia. Due anni dopo, alla morte del primo marito di Anita, i due si sposarono. Anita accompagnava Giuseppe in tutte le sue campagne, sia in Brasile (1836-1845) che in Uruguay (1846-1848). Nel 1848, Garibaldi tornò in Italia, dove si ricongiunse alla moglie che lo aveva preceduto con i figli. Incinta per la quinta volta, Anita morì l'anno successivo.
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