Rebecca Ferrini
Rebecca Ferrini - Ominide - 6 Punti
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Chi mi può dare dei brevi appunti sulla Sonata "Moonlight" di Beethoven (particolarmente interessata al 1 movimento)? Argomento di esame.
Grazie a tutti!
Antonio-P
Antonio-P - Blogger - 1954 Punti
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La sonata per pianoforte n. 14 in Do diesis minore, denominata dal compositore "Sonata Quasi una fantasia", più comunemente nota sotto il nome di "Chiaro di luna" (soprannome attribuitogli del critico tedesco Rellstab), è l'op. 27 n. 2 del catalogo di Ludwig van Beethoven, e venne completata nel 1801.[1] Beethoven dedicò quest'opera alla sua alunna prediletta, la diciassettenne[1] Contessa Giulietta Guicciardi[1], di cui egli era (o era stato) innamorato.[1]
È una delle più famose composizioni pianistiche di ogni tempo, sebbene Beethoven non la considerasse una delle sue migliori sonate. Il maestro aggiunse la scritta Quasi una Fantasia perché la struttura non rispecchia quella tradizionale di una sonata, che solitamente consta di quattro movimenti: un allegro (spesso in forma sonata), un adagio, un minuetto o uno scherzo e un altro allegro finale (frequentemente un rondò). La sonata si apre con un adagio, fatto inusuale per l'epoca, ed è probabilmente questo il motivo per cui Beethoven la denominò Quasi una Fantasia: per indicarne il suo carattere libero ed originale, tipico del periodo romantico.I movimenti che compongono quest'opera sono:
Adagio sostenuto
Allegretto (in Re bemolle maggiore)
Presto agitato
Pur non essendo indicato come tale, il secondo movimento è in forma di minuetto. Il "Presto agitato" invece è strutturato in forma sonata.
Il titolo "Chiaro di luna" non fu invenzione di Beethoven, che difficilmente dava titoli alle proprie opere, ma fu introdotto in età romantica dal compositore tedesco Ludwig Rellstab (probabilmente nel 1832 o 1836), perché vedeva nel primo movimento, - l'Adagio sostenuto - la descrizione di un idilliaco panorama notturno schiarito dalla luna (in particolare egli si riferiva ad un paesaggio reale, il lago dei Quattro Cantoni[1], anche se è discussa la veridicità delle sue affermazioni). Da allora la denominazione fu assunta come nome ufficiale della composizione. Tra alcuni schizzi, databili intorno ai primissimi anni dell'Ottocento, sono state trovate delle trascrizioni di alcune battute che compongono l'episodio della morte del Commendatore nel Don Giovanni di Mozart (Terzetto Don Giovanni-Leporello-Commendatore: «Ah, soccorso!... son tradito») che mostra una certa somiglianza con il movimento di terzine che percorre l'intero primo tempo.
In quest'opera, su un accompagnamento argentino quasi in filigrana, si leva un tema quieto ma deciso; poi incalza con un delicato andamento che s'innalza e ridiscende, per concludere con la stessa atmosfera meditativa nella quale era iniziato, rievocando forse l'atteggiamento di amara dolcezza con cui il compositore sembrava accettare il suo destino.

Fonti: http://it.wikipedia.org/wiki/Sonata_per_pianoforte_n._14_(Beethoven)
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