• Biologia
  • lìidrosfer continentale aiutoooooo

yosselin
yosselin - Erectus - 54 Punti
Rispondi Cita Salva
ho un compito ma nn ci capisco nnt devo fare un riassunto sull'IDROPSFERA CONTINENTALE...MI SERVE UN AIUTO VI PREGOOOO
vale2
vale2 - Ominide - 30 Punti
Rispondi Cita Salva
Pur rappresentando una piccolissima percentuale dell'idrosfera terrestre (3%), le acque continentali costituiscono una componente indispensabile per la vita animale e vegetale in quanto presentano una percentuale bassissima di sale disciolto. E' costituita da ghiacciai situati ai poli (alte latitudini) o sulle vette di imponenti sistemi montuosi (catena alpina, himalayana, etc. ...). Nel sottosuolo di aree particolarmente fredde, quali Canada e Siberia, sono stati individuati veri e propri "fiumi ghiacciati".
I ghiacci costituiscono delle riserve di acqua dolce accumulatesi nel corso di centinaia di anni fino a formare immense distese dello spessore di alcuni chilometri (Antartide, Groenlandia). L'acqua presente sulla superficie terrestre sotto forma di ghiaccio è detta "criosfera". I fiumi, i laghi, le falde sotterranee costituiscono, invece, la fonte d'acqua attualmente disponibile ed utilizzabile: sono continuamente alimentate dalle precipitazioni atmosferiche, provocate dalla condensazione del vapore acqueo (ciclo dell'acqua). L'acqua è sempre presente anche nelle zone più aride della Terra. Essa, infatti, si infiltra nel sottosuolo e, anche se a grandi profondità, scorre persino sotto i deserti. Molto spesso risale in superficie dando luogo a sorgenti che costituiscono "punti di attrazione" nell'ambito dei territori.
webb97
webb97 - Eliminato - 10398 Punti
Rispondi Cita Salva
vale la fonte!!!

Aggiunto 3 minuti più tardi:

La parte di crosta terrestre occupata dall'acqua si chiama idrosfera. Fanno quindi parte dell'idrosfera gli oceani, i mari, i fiumi, i laghi, i ghiacciai e le acque sotterranee. Il 94% dell'idrosfera è costituito da acqua salata.
Il restante 6% è costituito da: acqua sotterranea, per circa il 4,3%; ghiaccio - sotto forma di calotte polari e ghiacciai, per circa l’ '1,7%; laghi, fiumi e acqua dispersa nell'atmosfera rappresentano soltanto lo 0,03%.
L'acqua circola continuamente: dal suolo, dagli oceani e dai mari evapora e sale nell'atmosfera. Qui dà origine a differenti formazioni di nubi e ricade a terra come pioggia o, se la temperatura lo consente, come neve. Anche in superficie circola continuamente, attraverso i fiumi e i laghi, o infiltrandosi sottoterra, dove fluisce e talora provoca curiosi fenomeni come la formazione di grotte o di geyser.



Possiamo dividere l’idrosfera in idrosfera marina e continentale.




IDROSFERA MARINA





I fondali oceanici sono rimasti sconosciuti fino agli anni ’70, e ancora adesso sappiamo tutto sommato poco,ma grazie all’uso degli ecoscandagli e al sempre più numerose ricerche oceanografiche si cominciò ad avere un’ idea abbastanza chiara di come è strutturato questo spettacolare ambiente,nel quale probabilmente è iniziata la vita e a capire meglio la complessità dei meccanismi che regolano la vita sottomarina,per la gran parte vietatissima all’uomo. Il fondo marino presenta caratteristiche diverse da luogo a luogo; è possibile però definirne alcune caratteristiche comuni. Innanzitutto la profondità media: essa si aggira intorno ai 3800 m e da questo dato si ricava la Curva ipsografica della superficie terrestre.Essa è una linea ondulata che evidenzia l’estensione delle terre emerse e quelle dei fondali marini alle varie quote. Dalla carta dei fondali e dalla curva ipsografica si evince che partendo dalla riva e procedendo verso il mare, non si passa immediatamente alla grandi profondità:attorno alle terre emerse vi è una piattaforma continentale a debole pendenza e con modesta profondità; la sua estenzione varia da luogo a luogo ed è maggiore in prossimità delle aree continentali piatte.La piattaforma fa parte del continente vicino, il cui”margine” si estende anche nella scarpata continentale; questa si incontra soltanto a una certa distanza dalla costa ed è più ripida. Oltre la scarpata si estendono i fondi oceanici che arrivano alla profondità di 6 mila metri: essi occupano circa l’83% dell intera superficie marina. La parte rimanente (circa l’1%) è occupata da fosse o abissi che comprendono depressioni fino a 6 mila metri, fino alle massime profondità.




SEDIMENTI OCEANICI

I sedimenti oceanici si dividono in base alla posizione, all’origine, alla genesi ed alla composizione chimica.

Secondo la posizione, i sedimenti si dividono in litoranei e pelagici. I primi sono costituiti da ciottoli appiattiti per l’azione del mare o dalle sabbie in prossimità delle coste. I secondi, invece, sono finissimi, ma sono di varia composizione a seconda delle zone.

Sedondo l’origine, essi si distinguono in terrigeni, biogeni, chimici e cosmici. I sedimenti terrigeni sono a loro volta divisibili in sedimenti portati dalle correnti, sedimenti eolici e vulcanici. Quelli biogeni sono costituiti da elementi di organismi marini, che si distinguono per il tipo di organismo o di conchiglia. Quelli chimici sono prodotti negli Oceani per azioni fisico – chimiche attuate su altri sedimenti o sugli stessi elementi presenti nell’acqua. Quelli cosmici, infine, di origine extraterrestre, consistono in ceneri e polveri meteoritiche.





FONDALI MARINI





I fondali oceanici non sono piatti. Essi sono movimentati, oltre le dorsali oceaniche ci sono una gran quantità di dossi e cupole di grandi dimensioni, formati da ammassi di rocce di tipo basaltico. Vi sono inoltre in gran numero fosse e fratture: sia parallele che trasversali rispetto alle coste ad esse adiacenti. Negli oceani sono molto frequenti edifici vulcanici: raggiungono altezza di 4000/5000 metri, sono ora sommersi ora emergenti con le loro cime. Azzorre le Canarie le Hawaii, sono alcuni esempi di rilievi dovuti all’attività vulcanica.

Sugli orli di crateri di vulcani estinti e posti a poca profondità, spesso i coralli impiantano le loro colonie. In questo modo si formano scogliere organogene di aspetto suggestivo e di notevole interesse scientifico: sono i famosi atolli. Il primo a studiarli fu Charles Darwin. Gli atolli hanno in genere forma circolare o a forma di ferro di cavallo. Il cerchio delle colonne coralline non si chiude mai da un lato a causa di venti che soffiano per lunghi periodi in direzione costante. La corona dell’atollo è spesso interrotta in più punti da canali che la attraversano e mettono in comunicazione la tranquilla laguna interna con l’oceano. Estese barriere coralline crescono su dorsali molto basse e prosperano in particolare a nord dell’ Australia. Se il supporto roccioso su cui vivono i coralli tende ad abbassarsi lentamente, le colonie crescono più in fretta verso l’alto, nel tentativo di non scendere sotto i 60 metri di profondità; se il fondo è stabile le colonie tendono ad allargarsi. Se vi è un lento innalzamento una parte emerge, formando isole bellissime (ne è un esempio la Polinesia). Sono stati scoperti inoltre numerosi coni vulcanici subacquei, con la cima spesso troncata e coperta da coralli che giungono fino a 500-800 metri di profondità. Essi sono noti come seamonunt (montagne marine) e di guyot (dal nome del loro scopritore). Questi sono interpretati come atolli sprofondati nel Mesozoico e forse da allora i fondali hanno subito vistosi abbassamenti.





CARATTERISTICHE FISICHE DELL’ACQUA

La densità delle acque marine dipende dalla salinità, dalla temperatura e dalla pressione corrispondente alla profondità cui si trova l'acqua,il suo valore segue le variazioni di questi tre parametri. Oscillazioni più ampie possono però aversi nei mari interni. La densità aumenta generalmente con l'aumentare della salinità e decresce all'aumentare della temperatura e corrispondentemente si abbassa il punto di congelamento. A parità di salinità e di temperatura aumenta con la profondità essendo l'acqua di mare comprimibile.La densità cambia anche al variare della temperatura delle acque.Questa in superficie è più costante rispetto a quella in profondità che varia anche da zona a zona: sul fondo dell’Atlantico si misurano 2-3 °C,mentre sul Mediterraneo si misurano valori intorno ai 13 °C.

La penetrazione della luce solare è in funzione della latitudine, della stagione e dell’ora del giorno e della trasparenza dell’acqua, che a sua volta dipende dalla sanità a dalla presenza di minuscoli organismi vegetali e animali.Il colore del mare dipende sia dalle caratteristiche proprie dell’acqua che dalla riflessione del colore del cielo.





CARATTERISTICHE CHIMICHE DELL’ACQUA

La costituzione chimica dell'acqua di mare è estremamente complessa dipendendo da molteplici fattori tra i quali predominano l'apporto delle acque continentali, gli scambi e l'interazione tra superficie mari e atmosfera, i processi chimico - fisici che avvengono tra gli ioni in soluzione, i minerali costituenti i sedimenti del fondo e in sospensione, i processi biochimici, quali la fotosintesi e il metabolismo dei vari organismi presenti nell’ambiente marino, e l'apporto degli scarichi di acqua e materiali dovuti alle attività umane.

La salinità dell’acqua marina subisce variazioni soprattutto nell'ambito superficiale in rapporto all'entità dell’evaporazione e degli apporti delle precipitazioni meteorologiche e delle acque continentali (fiumi e acque di fusione dei ghiacciai) e a volte delle comunicazioni e del mescolamento con altre acque.

In superficie e in prossimità delle coste la salinità presenta variazioni anche stagionali; negli oceani rimane praticamente costante in profondità. E’ in genere, leggermente inferiore ai valori di superficie e non subisce sensibili variazioni. I rapporti quantitativi tra i principali costituenti rimangono invariati al variare della salinità. Oltre ai costituenti fondamentali della salinità concorrono al chimismo delle acque marine altre numerose sostanze. I sali nutrienti sono essenziali alla vita dell'ambiente marino. Si formano in profondità a opera della demolizione biochimica degli organismi e risalgono in superficie per azione della turbolenza e delle correnti marine; qui, dove è attiva la fotosintesi, vengono consumati utilizzati nelle Sintesi organiche.

Essendo l'ossigeno più solubile in acqua dell'azoto, l'aria disciolta è più ricca di ossigeno rispetto quella atmosferica ne contiene infatti il 34% circa. L'ossigeno disciolto viene consumato dagli organismi marini, ma viene a sua volta prodotto negli strati superficiali dall'attività fotosintetica del fitoplankton si può registrare pertanto in alcune zone e in determinati periodi una saturazione dell'ossigeno che compare in quantità superiore a quella prevedibile dalle condizioni fisico - chimiche. Anche l'anidride carbonica ha un ruolo importante nella vita nel mare, dato che interviene nella fotosintesi il quantitativo disciolto è tanto più grande quanto più grande è la sua concentrazione nell'atmosfera soprastante.

Il grado di acidità dell'acqua di mare varia anch'esso con la zona, la profondità, la stagione, ecc. In genere, salvo forti inquinamenti locali, l'acqua marina presenta reazione debolmente alcalina. La composizione attuale dell'acqua di mare è il risultato di fenomeni fisico - chimici e biologici succedutisi nel corso delle ere geologiche. Le acque dei primitivi bacini oceanici dovevano essere, per la presenza nell'atmosfera di un'alta percentuale di anidride carbonica, notevolmente acide e aggressive.

Contemporaneamente la pressione parziale dell'ossigeno e quindi la sua concentrazione in acqua doveva essere minima.




ECOSISTEMA MARINO



INQUINAMENTO DELL’ACQUA



L’acqua è la sostanza più abbondante sul nostro pianeta (ricopre i sette decimi della superficie) ed è indispensabile a qualsiasi essere vivente.

Il quantitativo d’acqua nella biosfera rimane costante perché il calore del sole provoca il processo d’evaporazione dell’acqua da mari, laghi e fiumi, così come la traspirazione delle piante, mentre il vapore d’acqua si condensa e forma le nubi che restituiscono nuovamente acqua alla terra sotto forma di pioggia o neve. Parte dell’acqua che cade sulla terra viene assorbita dalle piante, il resto penetra invece nel terreno, scorre lentamente nel sottosuolo, per alimentare infine fiumi e torrenti che, a loro volta, si riversano nei laghi e nei mari richiudendo il ciclo. Poiché l’acqua è indispensabile ad ogni organismo vivente, si comprende la necessità assoluta che essa sia mantenuta pura. Fin dai tempi più antichi si è dovuto provvedere in questo senso. Già gli Assiri e i Babilonesi disponevano di sistemi per la raccolta e lo smaltimento dei liquami domestici; sono ben note le fognature dell’antica Roma che attraversavano tutta la città. Fu con la Rivoluzione Industriale che il problema dell’inquinamento divenne molto grave con i fenomeni dell’accrescimento e della concentrazione della popolazione e dello sviluppo industriale.

L’inquinamento dell’acqua non ha avuto le manifestazioni improvvise e terrificanti come quelle dell’aria, però esso costituisce un fenomeno molto più diffuso e praticamente irreversibile, spesso con conseguenze irrimediabili.

Scarichi fognari nei fiumi e nel mare sono causa del diffondersi di molte malattie infettive (colera, tifo, epatite virale ecc.), quando le capacità d’autodepurazione delle acque sono state superate dai rifiuti organici.

Nell’acqua, infatti, vivono migliaia d’organismi in poco spazio. Le sostanze immesse, come ad esempio il fosforo dei detersivi, vengono aggredite dai microrganismi decompositori, detti aerobici perché per la loro attività necessitano dell’ossigeno disciolto nell’acqua. Moltiplicandosi rapidamente essi mettono a disposizione dei vegetali acquatici delle sostanze assimilabili. Ne beneficiano le alghe che possono così trovare nutrimento da azoto, fosforo e zolfo che arrivano all’acqua dalla campagna, città, industria. Se tali sostanze sono molte, le alghe hanno rapida crescita, consumano a loro volta tutto l’ossigeno e quindi muoiono dando luogo al fenomeno dell’eutrofizzazione. Quando l’ossigeno finisce al posto dei microrganismi aerobici subentrano i microrganismi anaerobici che crescono in assenza d’ossigeno: questi sviluppano sostanze tossiche e maleodoranti.

Il meccanismo dell’inquinamento delle acque è molto complesso, tuttavia i più diversi casi di contaminazione si possono sempre ricondurre a tre schemi fondamentali: la mancanza do ossigeno; la presenza di sostanze tossiche o altrimenti nocive; la variazione della temperatura del corpo d’acqua. Eutrofizzazione

Un antico detto contadino afferma: “ Quando l’acqua ha fatto tre salti, è già pura “. In forma sintetica esso descrive il potere autodepurante dei corpi d’acqua naturali. Quando si scaricano in un corpo d’acqua liquami contenenti sostanze organiche, queste vengono aggredite dai microrganismi che le trasformano in sostanze a struttura via via più semplice. Se nell’acqua sono presenti sufficienti quantità d’ossigeno disciolto, si hanno fenomeni d’ossidazione con prodotti finali innocui e inodori; se, invece, l’ossigeno viene a mancare, intervengono altri microrganismi che agiscono secondo fenomeni che danno prodotti finali maleodoranti.

Oggi, purtroppo, l’uomo non lascia più all’acqua il tempo di fare i tre “ salti “, e tra un salto e l’altro la contamina nuovamente con l’immissione d’altri scarichi inquinanti: il corpo d’acqua subisce un inquinamento stabile.

L’inquinamento dell’acqua può essere d’origine domestica, agricola o industriale.

fonte: www.atuttascuola.it

spero di esserti stata d'aiuto, x qualsiasi cosa chiedi pure!!
eve
Come guadagno Punti nel Forum? Leggi la guida completa
In evidenza
Classifica Mensile
Vincitori di novembre
Vincitori di novembre

Come partecipare? | Classifica Community

Community Live

Partecipa alla Community e scala la classifica

Vai al Forum | Invia appunti | Vai alla classifica

mattbit

mattbit Geek 281 Punti

VIP
Registrati via email