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Muaradec
Muaradec - Ominide - 4 Punti
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ho bisogno della sintesi degli organi di senso per favore lunedi ho un interrogazione per recuperare il 5 perche poi ho i colloqui il pomerigio
anny=)
anny=) - Moderatore - 30557 Punti
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Leggi qui
http://www.pforster.ch/FTC/CSA/Anatomia/Sensi/OrganiDiSenso.html

http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_PUBBLICAZIONI&nextPage=PUBBLICAZIONI/Tutti_i_titoli/Medicina/Manuale_per_gli_incaricati_di_primo_soccorso/Manuale_per_incaricati_di_primo_soccorso_-_Indice/info-752826194.jsp
ciao :hi :hi
Mary92*
Mary92* - Sapiens - 671 Punti
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Gli organi di senso sono strutture fisiche presenti nei corpi degli esseri viventi e del regno animale che servono essenzialmente a permetterci di interagire con il mondo circostante.

Essi sono composti da strutture più o meno complesse specializzate nella ricezione di stimoli provenienti dall’esterno o dall’interno, di trasformarli in impulsi nervosi e infine di trasmetterli al sistema nervoso centrale.
Questi recettori si classificano in base alla provenienza dello stimolo:
Telecettori: sensibili a stimoli provenienti da lontano.
Esterocettori: sensibili a stimoli provenienti da fonti esterne vicine al corpo.
Interocettori: sensibili a fenomeni provenienti dall’interno dell’organismo.
Propriocettori: sensibili a stimoli provenienti dalle articolazioni, dai muscoli e dai tendini. Servono a sentire dove si trova il nostro corpo nello spazio.

Dal tipo di stimolo:
Chemiorecettori: ricevono stimoli chimici come, ad esempio, il gusto e l'olfatto.
Meccanocettori: ricevono stimoli come pressione, tocco e dolore. Il tatto e l'udito fanno parte di questa classe.
Termocettori: ricevono stimoli termici.
Fotocettori: capaci di captare la energia luminosa come, ad esempio, la vista.

E in base al loro adattamento sensoriale cioè alla possibilità di far diminuire la frequenza di uno stimolo prolungato nel tempo.
Fasici o Dinamici: Si adattano facilmente. Ad esempio l'olfatto.
Tonici o Statici: Si adattano poco o per niente. Per esempio i termocettori.
Gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua, la pelle sono organi di senso.
Essi ci consentono di cogliere i vari stimoli e di inviarli al cervello permettendoci, così, la conoscenza del mondo che ci circonda.

Sulla volta della cavità nasale, i 10 milioni di neuroni dell'epitelio si distribuiscono su un'area di circa 5 cm2 e, tramite un prolungamento cellulare dotato di una decina di ciglia, raggiungono direttamente la superficie della mucosa. Si tratta dunque di veri e propri neuroni che ricevono stimoli e possono produrre potenziali d'azione (cellule sensoriali primarie).
La prima fase del processo olfattivo avviene sulla superficie del ciglio olfattivo, ma come le sostanze chimiche interagiscano con la superficie recettoriale rimane un mistero. Vi sono due ipotesi a riguardo:
Tutti i tentativi di classificare le qualità olfattive sono finora falliti.
In passato si era pensato che ogni odore potesse essere descritto con appena sette caratteristiche distintive; attualmente si sa che esistono almeno 50 differenti "odori primari", ma il nostro linguaggio non ci permette di descrivere correttamente le sensazioni provate.
E' certo che la capacità olfattiva dell'uomo è assolutamente insignificante in rapporto a quella degli animali, i quali sono in grado di distinguere migliaia di odori.

La mucosa olfattiva è situata nel tetto delle cavità nasali, anteriormente e superiormente ai cornetti nasali superiori.
Gli assoni delle cellule sensoriali primarie della mucosa olfattiva penetrano nella lamina cribrosa tramite fori e prendono contatto con i grossi neuroni del bulbo olfattivo.
Molte centinaia di cellule sensoriali prendono contatto con una sola cellula nervosa. Un odore viene riconosciuto solo quando tutte le cellule sensoriali contigue scaricano contemporaneamente.
Partendo dal bulbo olfattivo gli stimoli raggiungono, tramite il nervo (1°nervo cranico) le regioni encefaliche poste più in profondità, in particolare l'ippocampo e l'ipotalamo, ma anche le restanti porzioni del sistema limbico.

La faccia inferiore della lingua è liscia, quella superiore (dorso), invece, è resa ruvida dalla presenza di numerosi rilievi che prendono il nome di papille.
Le più numerose sono le papille filiformi che si proiettano nella cavità orale. Esse consentono il movimento dei cibi solidi sulla superficie della lingua, costituendo quindi un presupposto necessario alla masticazione e alla compressione degli alimenti contro il palato duro.
In corrispondenza della radice della lingua si trovano alcune (10-20) grosse (2-3 mm di diametro) papille foliate e vallate nelle quali sono situati i calici gustativi. Inoltre fra le papille filiformi, sul dorso della lingua, si trovano le papille fungiformi, anch'esse contenenti calici gustativi.

A confronto con la straordinaria sensibilità e motilità della lingua, il senso del gusto sembra quasi poco sviluppato. In effetti esso non fa altro che distinguere tra dolce (sull'apice), acido, salato e amaro (sui margini o sulla radice della lingua).
Alla base di tale sensibilità vi sono 2000-6000 calici gustativi che sono localizzati nell'epitelio delle papille. Si tratta di raccolte di cellule sottili, ma estremamente allungate che attraversano tutto l'epitelio, dalla membrana basale fino alla superficie linguale. Lo sbocco di un calice gustativo si trova in un piccolo poro gustativo, la cui superficie accoglie numerosi microvilli.
La pelle è particolarmente sensibile a ogni forma di contatto. L'uomo può distinguere empiricamente sensazioni tattili di diversa natura, come il caldo, il freddo, la pressione e il dolore grazie a varie specie di organi terminali, attraverso i quali i diversi stimoli si ricollegano per formare le sensazioni
Una serie di sensori specializzati (recettori) traduce i diversi tipi di pressione e contatto in potenziali d'azione afferenti.
Su ogni centimetro quadrato di pelle si trovano mediamente circa 130 recettori tattili:
i recettori per il freddo, per il caldo, per il dolore e le cellule di Merkel, di Meissner, di Ruffini e di Vater-Pacini.

I recettori per il caldo e per il freddo sono terminazioni nervose libere nella cute che microscopicamente non si distinguono dai recettori per il dolore. Infatti la maggior parte delle terminazioni nervose libere agisce da sensori per il dolore e, solo in alcuni casi, come termorecettori


Le cellule di Merkel sono i più semplici sensori di tatto localizzati nello strato basale dell'epidermide.
Queste grosse cellule, molto ricche di mitocondri, trasmettono gli impulsi che ricevono alle sinapsi con una singola fibra nervosa, in modo che solamente l'eccitazione contemporanea di più cellule di Merkel adiacenti venga trasmessa come segnale al midollo spinale (convergenza di segnali).
Le cellule di Merkel sono definite anche sensori proporzionali (sensori P), vale a dire che essi trasformano una pressione doppia sulla cute in circa un numero doppio di potenziali d'azione al secondo.
In poche parole esse registrano semplicemente la pressione esercitata sulla cute (sensori P).

Corpuscoli di Meissner
Proprio al confine fra epidermide e derma sono situati i corpuscoli tattili di Meissner.
E' possibile immaginare un corpuscolo di Meissner come una colonna di circa una decina di cellule cuneiformi, la cui base allargata è volta verso l'esterno.
In poche parole i corpuscoli di Meissner rispondono in modo particolarmente intenso alle variazioni di pressione sulla cute, ma reagiscono poco se questa rimane costante.

Corpuscoli di Ruffini
I corpuscoli di Ruffini sono situati nella profondità del derma.
Essi sono ammassi cellulari appiattiti, circondati da un rivestimento connettivale, e contengono un fitto groviglio di fibre nervose afferenti, dotate di numerose giunzioni. Essi somigliano in questo agli organi muscolo-tendinei di Golgi, con i quali hanno anche in comune la funzione principale: la misurazione della tensione nel tessuto.
In poche parole i corpuscoli di Ruffini misurano la tensione del derma e sono ancora più sensibili alle variazioni di tensione.

Corpuscoli di Vater-Pacini
Ancora più in profondità rispetto ai corpuscoli di Ruffini, precisamente nel tessuto adiposo ipodermico, è possibile notare, già a occhio nudo, i corpuscoli di Vater-Pacini (corpuscoli lamellari), delle dimensioni di 1- 4 mm.
Ciascun corpuscolo è composto è composto da un guscio contenente fino a 60 strati di cellule appiattite che circondano una grossa terminazione nervosa centrale.
Per tale ragione i corpuscoli sono particolarmente sensibili alle vibrazioni, in cui direzione e velocità dello stimolo variano continuamente.
Le lamelle, quindi, trasformano in modo meccanico la pressione in accelerazione.
In poche parole i corpuscoli di Vater-Pacini sono sensori puri per le vibrazioni: rispondono solo a stimoli tattili che variano rapidamente, ma non a una pressione costante.


Gli organi di senso quali l'occhio e l'orecchio sono il vero e propri punto di contatto fra l'organismo e l'ambiente. Oltre il 90% delle informazioni arriva all'encefalo tramite uno di questi canali.
L'occhio è una struttura complessa composta da un globo oculare del diametro di circa 25 mm, che si trova ben protetto all'interno della cavità orbitaria, formato da tre strati concentrici di tessuto.

La parte esterna, comunemente detta bianco dell'occhio, è la sclera. La sua superficie, esposta all'aria, possiede un rivestimento trasparente, la congiuntiva, che riveste la superficie interna delle palpebre, che servono a proteggero l'occhio e ad impedirne la disidratazione.
Nella parte anteriore centrale la sclera e la congiuntiva lasciano spazio alla cornea, una struttura trasparente a forma di cupola.
Dietro la sclera c'è la coroide, un tessuto ricco di vasi sanguigni che riforniscono la retina di ossigeno e sostanze nutritizie. Nella parte anteriore la coroide si ispessisce formando il corpo ciliare. Nella sezione anteriore del corpo ciliare si diparte un'area circolare di fibre muscolari: l'iride.
Nel centro dell'iride c'è un foro, la pupilla attraverso cui la luce entra nell'occhio. La quantità di luce che entra è controllata dalla dilatazione o dalla contrazione della pupilla. Dietro la pupilla si trova una lente elastica, il cristallino, trasparente, le cui contrazioni muscolari ne permettono l'ispessimento o il restringimento in modo che l'occhio possa mettere a fuoco oggetti posti a distanze diverse. Lo spazio tra la lente e la cornea è riempito di umore acqueo. Dietro la lente si trova una massa di sostanza gelatinosa chiamata umore vitreo.
La coroide contiene un pigmento scuro che cattura i raggi luminosi, la cui riflessione all'interno del bulbo oculare interferirebbe con una visione chiara. La retina contiene uno strato di cellule nervose sensibili alla luce, coni e bastoncelli, che trasformano le sensazioni di colore, forme e intensità luminosa in impulsi nervosi. Questi impulsi sono trasmessi tramite le fibre nervose retiniche al nervo ottico, un fascio di fibre nervose che collega la parte posteriore del globo oculare con il cervello. Il cervello elabora e interpreta gli impulsi nervosi ricevuti.

Il bulbo oculare

Il bulbo oculare si trova ben protetto all'interno della cavità orbitaria la quale si estende all'indietro a forma di imbuto.
Il bulbo oculare è in grado di spostarsi nei tre assi di movimento: all'esterno e all'interno (abduzione - adduzione), in alto e in basso (alzare - abbassare lo sguardo), rotazione all'interno e all'esterno.

Le ghiandole lacrimali

Se le palpebre sono i tergicristalli dell'occhio, la ghiandola lacrimale ne rappresenta il dispositivo di lavaggio. Essa è situata in rapporto con il muscolo elevatore della palpebra sulla parete laterale della cavità orbitaria e produce un secreto fluido povero di proteine, che raggiunge la faccia interna della palpebra superiore per mezzo di 5-10 dotti escretori di breve lunghezza. Quando l'occhio è aperto, sul margine della palpebra inferiore si forma un piccolo lago lacrimale. Lo scarico di questo lago lacrimale è situato sul margine interno della palpebra superiore e inferiore ed è costituito dai punti lacrimali.
L'orecchio è situato nella regione auricolare del capo, in parte all'esterno e in parte nello spessore dell'osso temporale con l'orecchio medio e quello interno.

Le onde sonore esterne vengono percepite e raccolte dal padiglione auricolare (orecchio esterno), entrano nel condotto uditivo esterno dove vengono amplificate e colpiscono la membrana timpanica, che vibra. Le vibrazioni vengono convogliate agli ossicini dell'orecchio medio, i quali trasmettono gli impulsi alla chiocciola che è costituta da una delicata struttura a spirale ripiena di un fluido. Nell'orecchio interno oltre alle cellule sensoriali (organo del Corti) situate nella chiocciola (o coclea), si trovano le strutture che costituiscono l'organo dell'equilibrio, formato dai canali semicircolari.
Gli impulsi giunti all'orecchio interno, viaggiando lungo terminazioni nervose, raggiungono il nervo acustico che li trasporta al cervello, dove vengono riconosciuti come suoni.
L' orecchio si divide in orecchio esterno, orecchio medio, orecchio interno.
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andrea1085

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