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Sabra4
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Per arte etrusca si intende la produzione artistica degli Etruschi, popolo inizialmente stanziato nel territorio chiamato Etruria, triangolo compreso tra l'Arno a Nord, il Tevere a Sud e il Mar Tirreno a Ovest. Essa si distingue tra l'VIII secolo a.C. e la metà del I secolo a.C. circa (l'epoca di Silla e Ottaviano) rispetto a quella delle civiltà italiche di epoca preromana.[1] Tale distinzione si affievolisce in modo progressivo a partire dal III secolo a.C. quando, insieme ai contributi provenienti da altre civiltà della penisola, la produzione etrusca confluisce nell'arte detta medio italica, fondamento sul quale andrà a costituirsi l'arte romana.[2]

Per arte romana si intende l'arte della civiltà di Roma, dalla fondazione alla caduta dell'Impero d'Occidente, sia nella città che nel resto d'Italia e nelle province orientali e occidentali. L'arte nella parte orientale dell'Impero, dopo la caduta dell'Occidente, sebbene sia in continuità con la Roma imperiale, viene indicata come arte bizantina.
Le forme artistiche autoctone, nella fase delle origini e della prima repubblica, sono piuttosto elementari e poco raffinate. Con il contatto con la civiltà greca Roma avrà un atteggiamento ambivalente nei confronti della "superiore" arte greca: progressivamente ne apprezzerà le forme, mentre proverà disprezzo per gli autori, artisti greci socialmente inferiori nei confronti dei conquistatori romani (lo stesso atteggiamento era tenuto verso filosofi e poeti ellenici). Con il passare dei secoli l'arte greca avrà un sempre maggiore apprezzamento, anche se non mancheranno tendenze autoctone "anticlassiche" che costituiranno un elemento di continuità con l'arte romanica.

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ermen 90
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La popolazione etrusca ha origini contraddittorie: secondo Erodoto essi venivano dalla Lidia, secondo Dionigi di Alicarnasso essi erano autoctoni del Lazio, dell'Umbria e della Toscana, mentre una terza tesi, essi sarebbero scesi in Italia attraverso le Alpi. Si espansero fini a Bologna e Marzabotto a Nord e fino in Campania a sud; dopo la battaglia di Sentino (295 a.C.) entrarono nella sfera d'influenza di Roma. Le loro città erano autonome, sorgevano in cima a dei colli ed erano fortificate. I TEMPLI erano costruiti in legno su un basamento di pietra, il tetto era costituito da due spioventi ed aveva degli ornamenti fittili; erano costituiti da tre celle (per tre divinità), o da una centrale con le ali aperte, precedute da un pronao con doppio colonnato; le colonne erano di stile tuscanico, con echino rigonfio, fusto liscio e plinto rotondo; somigliavano ai templi greci, ma questi sorgevano su un podio frontale gradinato. Le TOMBE erano sotterranee, non soggette a manomissioni, avevano grande importanza perché si credeva che il morto continuasse a vivere, perciò a volte sembravano case, con stanze comunicanti ed arredamento con sculture e dipinti (le più famose sono la Tomba degli scudi e delle sedie e quella dei rilievi di Cerveteri). Alcune tombe hanno forma di tholos, una pseudocupola formata da anelli concentrici di tufo, con al centro un pilastro rastremato con funzione strutturale. I due modi di sepoltura erano l'inumazione (sotterramento) e l'incinerazione. Per quanto riguarda la SCULTURA, sono state trovate delle urne in bronzo o in terracotta, dette canopi, che come coperchio avevano una testa umana, forse quella del defunto, ed i manici erano le braccia; esse non erano rappresentate con realismo, ma venivano accentuati solo alcuni caratteri essenziali, come gli occhi, la bocca e le sopracciglia; esse venivano messe su un sedile nella fossa sepolcrale. Sono stati trovati anche dei sarcofagi a forma di letto, sul quale sono sdraiate delle persone che prendono parte al proprio banchetto funebre. Queste sculture mostrano dei caratteri ionici (che testimoniano i contatti degli etruschi con l'Asia Minore), ovvero l'acconciatura dei capelli, la finezza dei volti ed il sorriso; ne abbiamo un esempio nell'Apollo di Veio, la cui veste aderisce al corpo e sembra quasi frenare la corsa del dio che, sforzandosi con la gamba sinistra, irrigidisce il polpaccio. Nessuna tra le sculture etrusche è in marmo, a differenza di quelle greche, non perché gli Etruschi non l'avevano a disposizione, ma solo perché volevano esprimersi con immediatezza, e quindi usando materiali poveri e fragili come le cose terrene come il legno, e non eterni come il marmo. Tra il VI ed il V secolo possiamo collocare la statua bronzea della Lupa Capitolina: essa è rappresentata in tuta la sua aggressività, ringhiante e con le zampe ben piantate al suolo, la carenza di pelo (duro e concentrato solo sul collo) lascia intravedere i muscoli, lo smagrimento del ventre e la potente struttura ossea. Sempre di bronzo è la Chimera di Arezzo, con il corpo di leone ed una testa di capra ferita che spunta dal dorso; anche questa è rabbiosa e rappresentata nella preparazione al salto verso la preda, quindi i muscoli sono tesi, le unghie sporgenti ed i peli dritti come aculei. Per quanto riguarda l'architettura, agli etruschi si fa risalire uno dei più antichi archi italiani, quello di Volterra: è un arco reale formato da conci cuneiformi ricurvi disposti radialmente, la cui chiave di volta riceve il peso sovrastante e lo scarica sui conci laterali e, poi, sui piedritti (base).
2- L'arte romanica
Tutte le manifestazioni artistiche europee sviluppatesi tra il mille e la fine del XII secolo vengono definite convenzionalmente romaniche, alludendo alla matrice romana che caratterizza ancora molti aspetti di quest'arte. Rispetto all'arte romana, più totalitaria, l'arte romanica sviluppa aspetti diversi a seconda delle regioni geografiche, rispecchiando le diverse situazioni economiche e diversa realtà culturale delle singole città. Dopo l'anno mille si assiste in Europa ad un sostanziale ripopolamento delle città dovuto alla minore pressione dei popoli barbarici, alla ripresa economica e all'intensificarsi degli scambi commerciali. Di conseguenza si ha, in questo periodo, un notevole fermento innovativo che coinvolge anche il campo artistico.
Il rinnovamento delle città si esprime sia attraverso la rivitalizzazione di preesistenti strutture romane sia attraverso la costruzione di centri urbani ex novo mediante l'elaborazione dello schema del castrum romano o dall'ampliamento di monasteri e di castelli feudali.
E' evidente in tutti i casi che la nuova città fu determinata da ragioni difensive, infatti si elaborarono i modelli della città cinta da mura e quelli della fortificazione isolata.
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grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee <3

Questa risposta è stata cambiata da laura bella (12-11-13 18:03, 3 anni 22 giorni )
ermen 90
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a me l'aiuto non serve, a me piace aiutare l'altro in cui ha bisogno
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bravo Ermen :P
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