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leonardo da vinci,tutte le opere
ale92t
ale92t - Genius - 4788 Punti
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Ciao Clarissa, e benvenuta!


La Gioconda
Introduzione: Eseguita da Leonardo Da Vinci, è il ritratto di una tipica donna del '500. Questo è il quadro più conosciuto di Leonardo e rappresenta la moglie del mercante Francesco Giocondo (da lì il nome "Gioconda";). Leonardo è molto legato a quest'opera e quando si trasferì in Francia la portò con lui e poi la donò a Francesco I .
Analisi dell'opera: La Monna Lisa è vista a mezzo busto ma Leonardo aggiunge le mani. In primo piano è collocata la donna vista di scorcio, dietro c'è il paesaggio.Viene utilizzata la prospettiva aerea che consiste nel percepire i soggetti più vicini, chiari e nitidi, quelli più lontani ovattati.
C'è un fiume, si intravede un ponte e ci sono dei picchi rocciosi. La natura è fontamentale in quest'opera per Leonardo. Sembra che questa immagine sia inserita in un contesto che mette in rapporto lo spazio interno con quello esterno. Il capo è coperto da un velo, indossa una veste scura che non è sfarzosa. Leonardo utilizza giochi chiaro-scural. Il soggetto accenna un sorriso, quello della Gioconda è un sorriso enigmatico, cioè che cambia a seconda della posizione del fruitore, così come gli occhi che sembrano seguire il fruitore nei suoi spostamenti. La Gioconda è priva delle arcate sopracigliari; le mani sensibili, una appoggiata all'altra, la luce mette in risalto il viso il collo e le mani. Il vestito, anche se scuro, presenta tocchi di luce che creano un effetto che permette di cogliere la bellezza della preziosità della stoffa. Leonardo punta a mettere in risalto la sua interiorità. Piano piano questo è diventato un ritratto idealizzato.
fonte: http://www.skuola.net/storia-arte/moderna-contemporanea/leonardo-da-vinci-la-gioconda.html

Annunciazione
Fra il 1472 e il 1475 Leonardo dipinge l'annunciazione. La celebre tavola è divisa orizzontalmente in due parti da un sedile di pietra che delimita un giardino: al di quà si svolge l'evento miracoloso dell'annunciazione, al di là un ampio paesaggio marino rivela le lontane montagne. I due personaggi, l'angelo e la Vergine sembrano in posa teatrale, e il loro atteggiamenti studiati e le loro vesti perfettamente dispiegate. In questo dipinto emerge l'interesse di Leonardo verso le infinite varietà di erbe e di fiori e le diverse essenze degli alberi. Dal paesaggio in lontananza si può notare l'effetto dell'atmosfera sulla sfumatura degli oggetti distanti, come se l'aria ce li sottraesse alla vista. (immagine: http://www.skuola.net/storia-arte/rinascimento-romanticismo/annunciazione-leonardo.html )
fonte: http://www.skuola.net/storia-arte/leonardo-da-vinci-vite-e-opere.html

L'adorazione dei Magi
In quest'opera Leonardo affronta uno dei temi più ricorrenti della pittura fiorentina del Quattrocento, l'Epifania, interpretandola in chiave simbolica e discostandosi dall'iconografia tradizionale.
Le figure dei Magi sono disposte intorno alla sacra apparizione e non giungenti in corteo, poste in una ressa di persone agitate. Scompare l'elemento capanna e la Madonna viene posta al centro dell'opera, ma non troneggia: è un semplice insieme di linee curve che funge da fulcro alla massa di figure circostanti.
L'Epifania si trasforma da mero concetto a fenomeno che sorprende, turba, emoziona e in cui si manifesta il divino, si mette in moto tutta la realtà (a destra un giovane invita la gente a guardare volgendosi verso l'esterno, a sinistra un vecchi china il capo e riflette).
La natura e il mondo umano si legano nel fenomeno. Il furor si riflette tanto nelle figure più lontane, dove appare come lotta di guerrieri, sia in quelle più vicine, come incontenibile impeto di affetti e di moti.
Il movimento delle figure, però, è incompiuto perché nella realtà nulla è compiuto e tutto si risolve in un conflitto di infinite forze. E' come se tutti fossero pervasi dal furor e nei loro gesti dessero vita ad un'unità disarmante simile ad una figura con tante mani protese. (guarda anche l'immagine: http://www.skuola.net/storia-arte/rinascimento-romanticismo/adorazione-magi.html )

La Vergine delle Rocce
La tavola fu dipinta da Leonardo per i frati del convento della Concezione.
La "piramide magica" delle figure è inserita in un ambiente naturale, pieno di mistero. Nelle rocce, da cui i personaggi, legati da armoniosi rapporti affettivi e formali, sembrano emergere, palesa - oltre un richiamo al Mantenga - l'interesse del maestro per l'evento formativo dei monti.
Nell'erba in primo piano gioca il ricordo, rielaborato poi a diretto contatto con la natura, delle bellissime nature morte di Hugo van der Goes.
Le figure e il paesaggio roccioso si fondono in un trapassare leggero di ombre e di luci, sfumando senza contrasti in un'atmosfera di grande suggestione.
Le figure sono alla soglia di una grotta che riceve luce dall'alto e dalle aperture del fondo; sono disposte in croce, all'incontro di quattro direttrici di spazio: Gesù si inclina, in primo piano, verso lo spazio esterno; il Battista e l'Angelo suggeriscono l'espansione laterale dello spazio; la Madonna sovrasta il gruppo e sembra accennare a una cupola da cui scenda la luce.
L'angelo, probabilmente lo stesso che aveva portato l'annuncio a Maria, indica col dito il Battista. La sua missione mistica, infatti, è finita (Cristo è nato) e tocca all'uomo diffondere gli annunci tra gli uomini.
Le immagini non hanno movimenti ben precisi; sono immagini di spinte spirituali profonde ed ecco perché sono ancora nella spelonca sotterranea benché sulla soglia.
In quest'opera Leonardo si pone il problema del contrasto tra massimi (tra cui la grotta, vasta cavità in cui si concentra una densa atmosfera) e minimi (erbe e fiori descritti con la massima cura fin nei minimi particolari) al quale da una soluzione di impronta psicologica: la mente umana è, secondo l'artista, in grado di passare da una scala all'altra senza bisogno di ricorrere ad una media proporzionale.
L'opera è carica di significati ermetici, che l'autore vuole intenzionalmente conservare nascosti in modo tale che siano visibili solo le forme: come i fenomeni naturali che si vedono ma non hanno cause che si conoscano a priori.
La caverna affascina Leonardo sia dal punto di vista geologica e scientifico, sia dal punto di vista di "interiora" della Terre, natura sotterranea o subnatura.
I ghiacciai alludono ad un remoto passato del mondo che finisce con la nascita di Cristo, quando natura e storia si schiudono e il mistero imperscrutabile del reale diventa un segreto che l'uomo può svelare. (guarda anche qui l'immagine: http://www.skuola.net/storia-arte/rinascimento-romanticismo/vergine-rocce-leon.html )

"Il Cenacolo"
Il tema dell’opera è tratto fedelmente dai Vangeli ed è il momento in cui, durante l’Ultima Cena, Gesù rivela ai dodici apostoli che fra loro è presente un traditore. Leonardo, con grande maestria, ci presenta non solo la scena in quanto azione ma anche psicologicamente evidenziando i sentimenti di ogni personaggio davanti a questa notizia sconvolgente.
Lo spazio è prospettico e l’ambientazione della scena é costituita da elementi architettonici che riprendono la forma reale del refettorio: la profondità dello spazio é resa mediante lo sfondamento ideale della parete reale, ricostruita prospetticamente nel dipinto. Le linee prospettiche confluiscono nella figura del Cristo, elemento centrale della scena.
La scena è posta più in alto del punto di vista dell’osservatore e i personaggi sono in scala superiore al naturale, anche rispetto alla tavola sono imponenti e ciò aumenta maggiormente l’impatto emotivo e la monumentalità.
La composizione vede in primo piano una tavola imbandita posta trasversalmente, vista di scorcio e dietro a essa siede, al centro, Gesù circondato dai dodici apostoli. Gli elementi compositivi conferiscono alla composizione una impressione di solennità, e nello stesso tempo di pacata agitazione causata dalla rivelazione di Cristo che annuncia il tradimento.
La sala in cui la scena è ambientata è un’architettura estremamente essenziale, presenta tre aperture sul fondo in cui si intravede l’accenno ad un paesaggio di tipo fiammingo mentre sulle pareti laterali si scorgono quattro aperture da cui non proviene luce. Non ci sono altri elementi vistosi nella stanza: la decorazione è semplice e i colori usati sono neutri, per lo più marroni e toni caldi, in modo che non prevalgano sulla scena principale che, al contrario, è ricca di toni vivaci e maggiormente particolareggiata.
La fonte di luce della scena è naturale e proviene dalle le tre aperture sul fondo della sala. Questa leggera illuminazione determina la disposizione delle luci e delle ombre, morbidamente in contrasto tra loro. Questi contrasti, seppur quieti, danno vita ad un avanzare di piani che termina con la staticità della tavola. La linea percorre la superficie pittorica con una sottile vibrazione, anzi, essa è quasi impercettibile perché Leonardo nelle sue pitture predilige lo sfumato.
In primo piano c’è la tavola, al centro della quale domina la figura del Cristo, simmetrica,quasi piramidale, mentre gli apostoli sono suddivisi in quattro gruppi da tre. Da sinistra la prima triade (a sinistra di Gesù) è composta da Bartolomeo, Giacomo minore e Andrea, la seconda da Pietro, Giovanni e Giuda Iscariota, la terza (a destra di Gesù) è formata da Giacomo maggiore, Filippo e Tommaso e la quarta da Matteo, Giuda Taddeo e Simone.
Leonardo raffigura gli apostoli con una precisione anatomica e mimica formidabile, dovuta soprattutto alla sua passione per l’anatomia, come rivelano i suoi numerosi studi. Attraverso i moti espressivi e corporei egli rappresenta il loro turbamento, il loro stupore, il loro sconvolgimento mantenendo però la concatenazione ritmica radunandoli a tre a tre.
L’elemento nuovo nella lettura dell’evento da parte di Leonardo sta fondamentalmente nell’analisi psicologica che egli fa dei personaggi. Attraverso l’anatomia curata, la perfezione ricercata nel delineamento dei moti, nelle espressioni, nei gesti egli ci comunica qualcosa che va oltre l’evento in quanto tale; ci mostra l’atteggiamento, il sentimento di ognuno come se volesse richiamare lo spettatore ad una presa di posizione personale davanti al fatto rivelato da Cristo.
Gesù nella composizione è l’unica figura pacata, quasi isolata, assorta mentre gli apostoli intorno a lui sono visibilmente, seppur compostamente, agitati, il loro animo è mosso, davanti alla notizia sconvolgente non possono rimanere impassibili e così anche noi siamo chiamati a muoverci a un giudizio, non possiamo voltare le spalle ad un fatto accaduto e presente.
Oltre all’annuncio del tradimento è inoltre possibile intuire il secondo significato dell’opera, cioè la rappresentazione dell’offerta di Gesù all’uomo attraverso l’Eucarestia e anche di fronte a questo siamo chiamati a una risposta. (immagine: http://www.skuola.net/storia-arte/rinascimento-romanticismo/da-vinci-cenacolo.html )

Ti ho inserito ovviamente le più rilevanti.

:hi
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