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quali sono i profili proffessionali del settore socio educativo e le loro attività?
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IL QUADRO GENERALE
A livello Ue in questi ultimi anni si riscontra una strategia europea per l’occupazione che
coinvolge direttamente tutti gli Stati membri nel comune sforzo di innalzare al 70% il tasso di
occupazione medio comunitario entro il 2010.
Dal lato dell’offerta di lavoro questo principio ispiratore spinge sostanzialmente, con
modalità e intensità diverse, alla diffusione di nuovi modelli occupazionali, basati su una
diversa divisione e una più ampia partecipazione al lavoro.
Sul fronte della domanda di lavoro, tali dinamiche auspicano un’accelerazione dei processi di
innovazione dei sistemi produttivi dei Paesi membri, in direzione della new economy ed in
funzione della competitività europea nella globalizzazione dei mercati.
Il punto di snodo viene individuato nelle strategie di integrazione – da promuoversi in ciascun
Paese aderente - tra le politiche attive per l’istruzione e la formazione, l’occupazione, la
coesione sociale. La finalità generale di tale strategia è infatti volta a favorire lo sviluppo
armonico e l’adeguamento qualitativo costante delle risorse umane protagoniste dei sistemi
socio -economici dell’Unione.
In tale contesto, un elemento forte per coordinare gli interventi sul versante lavoro ed
occupazione con quelli che interessano il versante istruzione e formazione è indubbiamente
l’analisi dei fabbisogni professionali e formativi che si configura come frontiera di raccordo tra i
due versanti. La corretta conoscenza di tali fabbisogni è infatti fondamentale per operare
consapevolmente scelte politiche valide.
L’analisi dei fabbisogni è dunque oggi cruciale, tanto a livello comunitario che
specificamente nazionale, per la finalizzazione degli interventi e la messa a punto di strategie
mirate al dialogo domanda-offerta di qualificazione professionale.
La rilevanza del tema spiega la priorità assegnata - nell’ambito dell’attuale Programmazione
Operativa Nazionale di FSE - all’analisi previsionale dei fabbisogni formativi, quale intervento
fondamentale per il rafforzamento dei sistemi di formazione, istruzione ed orientamento ed il
miglioramento delle loro performances.
A LI VELLO NAZIONALE NAZIONALE
Le modifiche introdotte al titolo V della Costituzione dalla Legge n.3/2001 toccano
profondamente il sistema dell'istruzione e della formazione professionale, le cui competenze
vengono assegnate alle Regioni.
Il decentramento delle politiche del lavoro rappresenta, infatti, una novità importante dal
momento che consente alle Regioni e alle Province di riorganizzare tutta la programmazione
delle politiche formative, del lavoro e dei servizi per l’impiego in un quadro programmatorio
unico e potenzialmente molto più ricco dal punto di vista delle informazioni disponibili. In
questo campo uno degli aspetti più delicati è il modo stesso con cui si rileva la domanda
formativa. Gli strumenti di rilevazione infatti non sono neutrali, presuppongono scelte di campo
che interagiscono con le politiche di formazione.
Lo strumento di rilevazione dei fabbisogni formativi deve quindi mediare, deve ricercare un
consenso negoziato tra gli attori del sistema produttivo. Il loro diretto coinvolgimento diventa
fondamentale per prefigurare gli equilibri e le tendenze dei sistemi professionali (quali figure
conviene formare) e le caratteristiche delle competenze richieste (come conviene formare le
diverse figure).
In passato il tema dell’analisi dei fabbisogni era stato declinato essenzialmente secondo due
direttrici: come bisogno di conoscenze nell’ambito del riconoscimento del diritto allo studio e
come fabbisogno di formazione in relazione ai processi di inserimento lavorativo. Oggi il
collegamento tra le due tematiche appare assai stretto poiché non è più possibile attribuire alla
conoscenza un
ruolo meramente strumentale di adattamento delle richieste emergenti del mercato del lavoro,
ma occorre rivalutare la sua centralità per combattere l’esclusione sociale e permettere a tutti i
cittadini condizioni di pari opportunità per poter governare e non subire gli effetti
dell’innovazione tecnologica, sociale ed economica. La complessità dell’analisi dei bisogni è
dunque riconducibile alla molteplicità dei punti di vista e delle relazioni tra i livelli in cui può
essere scomposta e, in buona parte, alle modalità con cui l’indagine viene impostata e richiede
l’utilizzo di approcci multipli di ricerca, al fine di evitare sia il rischio di banalizzazioni sia quello
della poco realistica ricerca di soluzioni universalmente valide. A partire dalle scelte
terminologiche si impone, inoltre, la necessità di chiarezza sugli obiettivi di utilizzo dei risultati del processo di analisi e sulle scelte di carattere metodologico. Tali questioni sono strettamente
connesse in quanto si influenzano reciprocamente: le metodologie adottate, ad esempio,
avranno un senso solo se commisurate alle individuate priorità di utilizzazione dei dati e se
rapportate a ben precise definizioni teoriche. In definitiva, l’analisi dei fabbisogni può
rispondere a logiche diverse, individuare oggetti diversi,
riferirsi a soggetti diversi, utilizzare metodologie e tecniche diverse.
L’ANALISI DEI FABBISOGNI
In Generale mira ad identificare gli strumenti necessari per lo sviluppo di professionalità
specifiche e/o ad identificare fattori di incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Essa si configura come uno strumento necessario per coordinare gli interventi sul versante
lavoro-occupazione con quelli che interessano il versante istruzione-formazione. In questo
filone,troviamo tutta l’ampia gamma di studi, elaborazione dati, interpretazioni e previsioni che
possiamo ricomprendere in due grandi filoni:
¾ L ‘Analisi dei fabbisogni formativi può essere definita come una attività di ricerca
finalizzata a esplicitare e identificare le richieste della domanda di lavoro, al fine di
programmare politiche formative coerenti con tali esigenze.
¾ L’Analisi dei fabbisogni professionali si distingue, dalla precedente sul piano
teorico in quanto è finalizzata a esplicitare esigenze, sempre da parte della domanda di
lavoro, in merito a figure professionali definite e/o loro particolari caratteristiche.
La presente analisi si configura a cavallo tra una analisi dei fabbisogni formativi e una dei
fabbisogni professionali e si concentra sul settore sociale perché intende comprendere gli
atteggiamenti, le aspettative e la richiesta di formazione da parte delle utenze potenziali.
IL SETTORE DI RIFERIMENTO
Da una percezione generale e dalle esperienze di corsi di formazione erogati nel settore (
operatore Casa Famiglia ) si leggeva una necessità diffusa sul territorio di formazione nel
settore socio educativo: da una parte perché nei momenti di crisi sociale ed economica come
quello che stiamo vivendo le necessità di interventi sociali ed educativi sul territorio aumentano
e dall’altro perché l’implementazione dei servizi nel settore dell’infanzia o dell’assistenza degli
anziani significano una maggiore emancipazione femminile e come ci ha insegnato la
Conferenza di Pechino è proprio il livello di occupazione femminile a definire lo sviluppo
economico e sociale di un territorio.
Inoltre si leggeva una maggiore comprensione della Life long Learning da parte degli operatori
sociali e quindi si voleva verificare se ciò si traducesse in una maggior disponibilità ed interesse
a frequentare corsi di formazione specifici.

Inoltre da particolari sondaggi estrapoliamo queste conclusioni:

Nel settore socio educativo ,nel territorio preso
in considerazione, ci sia un’effettiva domanda di maggiore professionalizzazione sia delle figure
già operanti nel settore che la necessità di formare nuove figure professionali da inserire ex
novo.
Il mercato del lavoro risulta effettivamente in espansione e di conseguenza anche la domanda
di formazione specifica. Si riscontra inoltre una effettiva disponibilità ed interessa verso la
formazione che viene vista come uno strumento di crescita e una necessità degli operatori per
potersi confrontare sulle pratiche operative e per diffondere le buone prassi.
Molto precisa emerge anche la richiesta di corsi di formazione altamente qualificata e
qualitativamente adatta a rispondere alle nuove sfide del settore.
Nell’ ultima domanda che prevedeva il suggerimento da parte degli intervistati di tematiche
che interessava approfondire tramite un ipotetico percorso formativo i suggerimenti sono stati
ricchi e fortemente mirati : dalla professionalizzazione degli educatori e degli operatori, alla
psicomotricità e alla musicoterapica per arrivare ai rapporti con i genitori e alla multiculturalità,
dalle dinamiche di gruppo al lavoro di equipe.

Fonte: Ouverture service
anny=)
anny=) - Moderatore - 30557 Punti
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Antonio, anche qui provvedi ad inserire la fonte o le fonti...grazie.
giuliettedda
giuliettedda - Ominide - 31 Punti
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grazie della risposta, ma quali sono le figure proffessionali che vi lavorano e le loro rispettive attività? ad esempio sono solo gli educatori? eseguono solo attività ludiche in questo settore?..non ho trovato risposta a queste domande su internet voi lo sapete?
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