Agra92
Agra92 - Genius - 6704 Punti
Rispondi Cita Salva
ho comprato 4 libri x l'estate ma nn sn riuscita a leggerli....sarei molto grata se m aiutaste a cercare la recensione o almeno la trama!!! grazie!!! v prego v prego v prego....

i libri sn:
le sorelle materassi - aldo palazzeschi
il sergente nella neve - mario stern rigoni
ivanhoe - walter scott
la parola ebreo - rosetta loy
pukketta
pukketta - Mito - 72506 Punti
Rispondi Cita Salva
x il 1°:
http://www.girodivite.it/antenati/xx2sec/_palazze.htm ci sono sia notizie dell'autore sia qualcosina sul libro!
Sorelle Materassi è il romanzo più noto di Aldo Palazzeschi, scrittore fiorentino crepuscolare, futurista, provocatore, esponente di quel clima di sperimentazione culturale che ha caratterizzato gli inizi del ‘900.
Da sempre abituate a governare con rigore e serietà tanto la loro attività di “ricamatrici di bianco” quanto la loro stessa esistenza, Carolina e Teresa Materassi hanno un debole: il nipote Remo, cui non riescono a negare nulla. La giovinezza, la bellezza, la disinvoltura del ragazzo spingono le zie - trascinate da un affetto che sconfina sottilmente nell’attrazione - a piegarsi ai suoi comandi, bruciando in poco tempo i risparmi accumulati in anni di duro lavoro, per coprirne i debiti. Solo Giselda, la terza delle sorelle Materassi, sembra realizzare che Remo finirà col rovinarle, ma ogni suo monito cade nel vuoto davanti all’abilità con cui egli seduce e manovra.
Punto di equilibrio fra i quattro personaggi è Niobe, fedele cameriera di casa, che non si schiera con nessuno cercando sempre di far regnare la pace in famiglia.
Sorelle Materassi è solo apparentemente un romanzo tradizionale, incentrato su una trama semplice ed elegante, quasi umoristica. La bellissima storia d’amore, malinconica e gioiosa insieme, si muove tra situazioni che alternano il riso alla lacrima, e dove lo spirito beffardo di Palazzeschi diventa a tratti un gioco festoso, nel suo incedere tra canzoni salaci e travestimenti buffoneschi, sempre di solida e carnosa ironia. Il finale, grottescamente radioso e di grande modernità, porta il racconto alla conquista di una autonomia vitale delle due donne, che non abbasseranno la testa di fronte ai problemi ma, testardamente, riscatteranno la loro arte lavorativa di “ricamatrici in bianco”.


Le zitelle più amate della letteratura italiana vengono riproposte nella loro versione originaria, nella prima stesura del romanzo palazzeschiano, datata 1934. La vita delle due sorelle Materassi, cinquantenni ricamatrici pazienti e ligie al lavoro, viene sconvolta dall'arrivo del nipote Remo, il bellissimo adolescente che a poco a poco scialacqua il bel gruzzolo che le due formiche avevano accumulato sudando assiduamente su sangalli, merletti e rifiniture. Il capolavoro di una tra le figure più vivaci del Novecento italiano, il romanzo in cui Palazzeschi riversa tutta la sua vena di grande interprete, in chiave grottesca, della piccola Italia.

x il 2°:

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_sergente_nella_neve
http://www.atuttascuola.it/scuola/relazioni/rigoni.htm

x il 3°:
http://it.wikipedia.org/wiki/Ivanhoe_%28romanzo%29
http://www.volpin.it/helpstudenti/letteratura/ivanhoe.htm
TITOLO: Ivanhoe

AUTORE: Walter Scott nacque a Edimburgo il 15 agosto 1771. A quindici anni il padre lo accolse nel suo ufficio legale. Nel 1792, trascorsi cinque anni di tirocinio, fu ammesso in tribunale, facendo poi una brillante carriera:_ nel 1799 fu infatti nominato sceriffo di Selkirk e quindi cancelliere di corte giudiziaria. Il suo amore per la poesia e per la storia della sua terra si manifestò quando egli era ancora in giovanissima età. La raccolta di canti popolari di Allan Ramsay e quella di Percy costituirono per lo Scott una grande rivelazione. Cominciò allora a tradurre ballate tedesche, che da quelle di Percy traevano ispirazione. La sua notorietà ebbe inizio con la pubblicazione di Minstrelsy of the Scottish Border (Poesia giullaresca del confine scozzese) avvenuta nel 1802- 03. Vasta popolarità ebbe successivamente il romanzo in versi The Laiy of the Last Minstrel

( Il canto dell’ultimo menestrello) del 1805, al quale fecero seguito La Signora del Lago e Il Signore delle Isole. Il suo primo romanzo Waverley, apparve nel1814 e gli assicurò anche in questo campo, grandissima fama. Il successo riportato lo indusse ad abbandonare ogni altra attività e a dedicarsi esclusivamente al romanzo. Ricordiamo qui, fra racconti lunghi e romanzi, Guy Mannering, L’Antiquario, Il Nano nero, La Sposa di Lammermoor, La Leggenda di Montrose, Ivanhoe, che è del 1820, Il Pirata, La Fortuna di Nigel, Quentin Durward, La Promessa Sposa, Il Talismano, Woodstock. Dopo aver guadagnato somme ingenti fu coinvolto nel fallimento del suo editore (1825-1826) e per pagare i debiti conseguenti a tale fallimento continuò a scrivere infaticabilmente, finché nel 1830 ebbe un colpo apoplettico. Riavutosi a stento, venne in Italia, dove soggiornò per un paio d’anni, tornando poi in Inghilterra. Morì ad Abbotsford, il 21 settembre 1832.



RIASSUNTO: Wamba e Gurth, rispettivamente giullare e guardiano di porci di Cedric il Sassone, incontrano per strada un gruppo di normanni a cavallo. Essi gli danno indicazioni sbagliate per far sì che non arrivino al torneo indetto dal principe Giovanni fratello di Riccardo che approfittando della prigionia di questi in Austria, sta tentando di usurpare il trono. Gironzolando i normanni trovano Ivanhoe travestito da eremita e li porta a casa del padre Cedric da cui è stato diseredato. Cedric non è molto contento di ospitarli poiché considera con astio tutti i normanni e chi li frequenta. Ma li accoglie comunque con un banchetto. Durante questo banchetto Brian è colpito dalla bellezza di Lady Rowena, pupilla di Cedric che ama Ivanhoe, che è molto ansiosa di conoscere gli ultimi avvenimenti in Terrasanta. Mentre i cavalieri discutono alla porta bussa un ebreo di nome Isaac di York. La notte stessa l’eremita salva la vita all’ebreo avvertendolo di un complotto ordito da Brian per assassinarlo, e l’accompagna fuori dal castello; l’ebreo lo ricompensa rifornendolo di un cavallo e d’armatura con cui potrà partecipare al torneo. In questo torneo un paladino sfida un avversario da lui scelto, il giorno seguente i cavalieri si sfidano in uno scontro diretto mentre l’ultimo giorno ci sarà una gara di tiro con l’arco. Al torneo sono presenti i nomi più prestigiosi della cavalleria e le donne più belle, da Rowena a Rebecca, figlia di Isaac: nei primi giorni del torneo si fa notare un misterioso cavaliere abile nel disarcionare tutti i suoi avversari, vincendo così il torneo. Il principe Giovanni anticipa la gara di tiro con l’arco e il banchetto finale durante la seconda giornata. Robin Hood batte i suoi avversari vincendo la gara. Nel banchetto dopo la gara ci sono alcuni contrasti tra i sassoni, sostenuti da Cedric e Althesone (fidanzato di Lady Rowena), e i normanni, favorevoli al principe Giovanni, sostenuta dal templare Brian, il priore di Jorvalux, e i cavalieri Reginal Front de Boeuf e Maurice de Bracy, perché i sassoni hanno vinto tutte e tre competizioni. Rebecca, Lady Rowena, Cedric, Altesone ed Isaac vengono rapiti da Boeuf e de Bracy mentre viaggiavano con le due donne. Essi i rivolgono a Locsley per liberare gli ostaggi che intanto Boeuf li sta portando nel suo castello. Cedric riesce ad uscire dal castello grazie ad un trucco ideato da Locsley. Wamba riuscì ad ingannare Boeuf e Bracy entrando nel castello vestito da prete e scambiando i suoi abiti con Cedric. Robin Hood, la sua banda di fuori leggi de un misterioso cavaliere nero organizzano un attacco al castello. Questo attacco si conclude con la liberazione di tutti i rapiti, tranne Rebecca che viene presa da De Bois Guilbert, con la morte di Boeuf e il ferimento di Althesane. Credendolo morto Cedric organizza un banchetto per ricordarlo a cui partecipa anche Re Riccardo travestito da cavaliere nero (chiamato del Lucchetto a causa del suo scudo), prima della conclusione del banchetto, Althesane si riprende. Dopo il suo risveglio lascia Rowena perché durante il periodo di convalescenza a pensato alla loro storia e ha deciso di finirla. Mentre il gran maestro dell’ordine dei cavalieri Templari di Templestone accusa Rebecca di stragoneria, l’unico modo per salvarla è far combattere un cavaliere del padre entro tre giorni contro Front de Boeuf e sconfiggerlo. Ivanhoe sarà il cavaliere che salverà Rebecca sconfiggendo de Boeuf. Ivanhoe e Lady Rowena si sposano, mentre Rebecca decide di andarsene dall’Inghilterra perché ama ancora Ivanhoe.



PERSONAGGI:

I personaggi principali sono:

Wilfredo di Ivanhoe: è il protagonista del romanzo, a lui si deve infatti il titolo. E’ un giovane uomo sui venticinque anni. Ha capelli corti biondi. Indossa quasi sempre l’armatura. E’ il figlio di Cedric; con suo padre ha avuto un diverbio in seguito alla partenza del ragazzo per la Terrasanta col re. Inizialmente non viene svelata la sua identità e viene chiamato col nome di Cavaliere Diseredato. E’un prode cavaliere sassone e lotta a favore del re Riccardo, è quindi un buono. E’ innamorato di Lady Rowena e ne è ricambiato infatti si sposano. Ivanhoe proviene da una famiglia nobile, tanto è vero che è potuto diventare cavaliere.

Cedric di Rotherwood: è un nobile sassone, per questo soprannominato Cedric il Sassone. E’ un uomo dalle spalle larghe, le braccia lunghe, corporatura solida. Ha lunghi capelli biondi divisi sul capo e sulla fronte, che scendono da ogni lato fino alle spalle. Ha circa sessant’anni. Veste un abito costituito da una tunica verde, orlata al collo e ai polsi di pelliccia, che copre una giacca scarlatta chiusa ed attillata; i calzoni sono della stessa stoffa, ma lunghi solo fino a metà coscia. Porta un paio di sandali. Ha le braccia adorne di bracciali d’oro e porta una collana dello stesso metallo. La vita è cinta da una grande cintura decorata da borchie e alla quale è appesa una spada. Ha un carattere franco, ma impetuoso e collerico, infatti si spazientisce solo per il ritardo della cena; è impulsivo e vivace e buono. Nel suo castello ospita tutti coloro che si presentano, anche se magari non è molto convinto di offrire loro un alloggio.

Lady Rowena: è una ragazza alta, dal colorito chiaro, dai lineamenti fini. Ha gli occhi azzurri. Ha capelli lunghi colore bruno chiaro, che scendono sulle spalle con boccoli riccamente decorati di gemme preziose. Viene descritta come una giovane bellissima. Veste una tunica di seta verde pallido che cade su una lunga sopravveste aperta che giunge fino a terra. Porta bracciali e una collana d’oro con un piccolo reliquiario. Ha un carattere altero e non si lascia convincere facilmente. Sa quello che vuole e fa di tutto per ottenerlo. Inoltre è stata educata all’indipendenza anche quando le donne sono costrette all’obbedienza. E’ una lontana parente di Cedric, che però vive con lui come se fosse sua figlia.

Gurth: è un servo di Cedric, è un guardiano di maiali. E’ un uomo abbastanza anziano, dall’aspetto cupo, rude e selvaggio. Veste un abito molto semplice, una giacca di pelle conciata, con maniche, in origine lasciata col pelo, ma ormai diventata logora, che ricopre il corpo dal collo alle ginocchia. E’ stretta alla vita da una cintura. Ai piedi porta sandali legati con lacci di pelle di cinghiale. Al collo porta un anello saldato abbastanza stretto. Non è colto, è fedele al suo padrone e fa di tutto per lui. E’ un personaggio dinamico, infatti nel corso del romanzo, grazie alla fedeltà per il suo padrone, diviene libero

Wamba: è il buffone di corte, è anch’egli servo di Cedric. Indossa una giacca colore porpora, con alcuni ornamenti dipinti, un mantello che gli giunge a metà coscia, di una stoffa piena di macchie. Alle braccia porta sottili braccialetti d’argento e un collare. Porta i sandali. In testa ha un berretto ornato da campanellini, mai silenziosi dato che egli non sta mai fermo. E’ un tipo molto curioso e incapace di star tranquillo. Ha un rapporto positivo con l’ambiente in cui opera, è soddisfatto del suo stato e del suo aspetto. E’ molto fedele al suo padrone, infatti quando Cedric è prigioniero nel castello, Wamba è disposto a sacrificare la propria vita per la liberazione del suo padrone.

Athlestane di Conninsburg: è un cavaliere, partecipante al torneo di Ashby; è schierato dalla parte dei sassoni con Cedric. Di aspetto si presenta come una persona dalla corporatura massiccia e forte; la sua espressione è senza vita, occhi spenti, pigri i suoi movimenti e le sue decisioni vengono prese con tanta lentezza da essere chiamato Athlestane il Pigro. E’ promesso sposo di lady Rowena poiché è di origine sassone e per questo Cedric ne è fiero. Durante il combattimento tenutosi al castello viene colpito alla testa e, scambiato per morto, viene preso da alcuni frati che non vogliono più lasciarlo andare a causa del suo patrimonio.

Isaac di York: è un ebreo anziano, alto e magro. Ha lineamenti sottili e regolari, con il naso aquilino e gli occhi neri e penetranti, la fronte alta e rugosa, lunghi capelli grigi e una folta barba. Essendo ebreo non è accettato dal popolo e dai nobili, in quanto questi sono pieni di pregiudizi verso la sua razza. Veste un mantello bruno e una tunica rosso cupo. Porta stivali foderati di pelliccia e una cintura alla quale era appeso un coltellino e il materiale per scrivere. In testa porta un cappello giallo di forma quadrata, impostogli per distinguere la sua razza dai cristiani. Ha un atteggiamento di umiltà e di sottomissione, accentuato dai continui inchini. E’ molto ricco, ma la maggior parte del patrimonio appartiene a tutta la sua razza, come una sorta di patrimonio comune. Al termine del romanzo egli con sua figlia Rebecca lascia l’Inghilterra, alla ricerca di una terra in cui il suo popolo viene rispettato, si dirige verso la Spagna.

Rebecca: è la figlia di Isaac. Viene definita una delle più superbe bellezze d’Inghilterra. Indossa un costume orientale, secondo la moda delle ragazze della sua nazione, e la testa è avvolta in un prezioso turbante di seta gialla. Ha un colorito bruno, gli occhi brillanti, il naso aquilino finemente disegnato, denti bianchi e lunghi capelli neri. Ha gioielli, brillanti e diamanti su tutto il suo vestito e al collo ha una collana di diamanti coordinata a un paio di orecchini di inestimabile valore. Sa curare i mali con pozioni e tisane, che le sono state tramandate da un’anziana donna della sua tribù e, per questo, viene considerata una strega. Cura Ivanhoe dopo la grave ferita del torneo di Ashby. E’ intelligente ed è determinata, pur di ottenere quello che vuole minaccia di uccidersi. Questi la rapisce, pur di scappare con lei, ma ella non si lascia convincere e preferisce essere bruciata viva sul rogo.

Locksley: è un bravissimo arciere che viene messo alla prova dal Principe Giovanni dopo un diverbio scoppiato tra i due. Alla fine si rivela Robin Hood. Oltre ad essere un arciere, Locksley è un fuorilegge che aiuta chi è in difficoltà.

Cavaliere Nero: è il nome di Riccardo Cuor di Leone, Re d’Inghilterra, normanno. Egli è prigioniero del Duca D’Austria, ma riesce a ritornare in Inghilterra e, aiutato dai “buoni” a riprendersi il trono. Durante la sua assenza, suo fratello Giovanni, alleato con Filippo di Francia, mortale nemico di Cuor di Leone, era salito al trono e cercava di influire sul Duca D’Austria per prolungare la prigionia.

Giovanni d’Angiò: è il fratello di Re Riccardo. E’ salito al trono mentre suo fratello maggiore è stato assente per andare a combattere nelle crociate. E’ di carattere frivolo, malvagio, ha legato facilmente la sua persona e al proprio partito tutti coloro che avevano motivo di temere il risentimento di Riccardo per i loro atti criminali e la numerosa classe di disperati che sono ritornati dalle crociate. E’ un normanno schierato e capo dei “cattivi”.

Il Templare Brian De Bois-Guilbert : è un cavaliere normanno molto prode, ma anche molto arrogante, orgoglioso di sé, crudele e dissoluto. Ha il cuore molto duro e non ha timori. Fa parte dell’ordine dei guardiani del Tempio, ovvero un ordine di cavalieri che erano impegnati nelle crociate in Terrasanta, ma è un miscredente. Fa parte dei “cattivi”. Vuole Rebecca.

Front-De-Beuf: è un cavaliere normanno, amico di De Bracy, uomo alto e massiccio, ha il volto segnato da cicatrici. Veste un corsetto di cuoio aderente e una corazza. Ha trascorso la vita in guerre pubbliche, in zuffe e in guerriglie. E’ un uomo maligno, feroce, duro, rapace, incute terrore in chi gli è vicino. E’ considerato un “cattivo”.

Maurizio De Bracy: è un normanno, anch’egli “cattivo”. Innamorato di Lady Rowena, la vuole sposare e per questo la chiude con sé in una stanza del castello dopo il rapimento.

Valdemaro Fitzurse: è l’agente del principe Giovanni, accorto e abile, complotta in segreto per la congiura contro Riccardo Plantageneto. E’ amico di De Bracy ed è un “cattivo”.



SPAZIO: La vicenda si svolge in Inghilterra. Gli spazi presenti sono sia interni come case e castelli, sia esterni come grandi foreste.



TEMPO: Il racconto è ambientato al tempo di re Riccardo Cuor di Leone e delle Crociate intorno all’anno 1194, coprendo un arco di circa dieci giorni. Durante la narrazione sono presenti alcuni ellissi come “ dopo tre ore”, “il mattino seguente”; molte pause con le quali l’autore introduca la descrizione di un luogo o di un personaggio; scene dialogate e analisi dettagliate come quella del torneo di Ashby che, durato due giorni viene analizzato in molte pagine.



STILE: Lo stile è quello paratattico, il registro formale.



TECNICHE DI PRESENTAZIONE DELLE PAROLE E DEI PENSIERI DEI PERSONAGGI: Il discorso utilizzato maggiormente è quello diretto.



NARRATORE: Nel romanzo prevale il cosiddetto narratore onnisciente, che spiega e chiarisce i diversi avvenimenti e interviene molto nella narrazione anche in prima persona.



TEMATICHE: Le tematiche più importanti proposte dall’autore sono il coraggio, l’eroismo e l’onestà del buon cavaliere, ma il tema dominante e la rievocazione della lotta tra sassoni e normanni.



COMMENTO: Il libro è stato interessante e utile per la comprensione della vita dell’epoca. Ma in alcuni punti le lunghe descrizioni ambientali rendevano il libro troppo lungo e molta pesante.

x il 4°:
http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880615973&ed=87
Autore: Rosetta Loy

Titolo: La parola ebreo

Casa editrice: Einaudi, Farigliano(CN)

Anno di pubblicazione: maggio 1997



Trama

E’ il racconto autobiografico di Rosetta, una bambina abitante a Roma in via Flaminia, nell’arco di tempo che va dal 1936 al 1945.

In realtà ripercorre gli anni della guerra nella mente, provando a trasmetterci un’informazione sugli avvenimenti storici e le proprie sensazioni sui riflessi di quegli avvenimenti nel piccolo mondo che circonda lei bambina. Il libro si apre con la presentazione di alcune famiglie abitanti nel suo stesso palazzo: i Della Seta e i Levi, entrambe ebree. La storia aveva cambiato decisamente direzione da quando, nel 1933, Hitler era salito al potere in Germania. Il suo primo passo era stato quello di dividere la popolazione tedesca in ariani e non ariani .

Inizialmente le restrizioni riguardavano solo gli ebrei a pieno titolo mentre dal 1940 in poi interessarono anche i misti (cioè figli con un solo genitore ebreo).

Nel 1937 cominciarono a sorgere i primi campi di concentramento, ma cominciò anche la resistenza del Papa Pio XI contro le persecuzioni naziste. Il 10 aprile di quell’anno l’Austria diventò provincia del Reich anche perché Hitler era riuscito a convincere il cardinale austriaco Theodor Innitzer a fare propaganda per l’Anschluss (annessione) .

Sempre nel 1937 Rosetta iniziò la prima elementare e contemporaneamente, lo Stato fascista iniziò una campagna di stampa antisemita. Uno dei primi attacchi agli ebrei fu quello di estrometterli dai settori della finanza, della borsa, dell’agricoltura, del commercio, del teatro, del cinema, della musica e dello sport. In seguito all’emanazione delle leggi razziali dell’autunno del 1938, anche in Italia si delineò lo scontro tra Mussolini e Pio XI sulla norma che riguardava i matrimoni tra cattolici ed ebrei convertiti che, se considerati nulli, entravano in contraddizione con il Concordato firmato nel 1929.Infatti , Pio XI , già qualche mese prima nel suo più famoso discorso, pronunciato il 28 luglio 1938, all’indomani della pubblicazione del Manifesto sulla razza, si era chiesto come mai l’Italia avesse voluto imitare la Germania e avesse affermato che esiste una sola razza umana, sottolineando come il razzismo fosse contrario alla tradizione italiana.

Quando vennero emanati, in fasi successive, i decreti contro la razza ebraica, la vita degli ebrei si fece sempre più difficile anche in Italia: fu loro vietato l’insegnamento in qualsiasi scuola, iscriversi o frequentare scuole frequentate da alunni italiani, essere iscritti al partito nazionalfascista, prestare servizio militare nell’esercito italiano, avere alle proprie dipendenze personale ariano e tante altre cose. Nel libro sono citati testualmente molti dei decreti-legge riguardanti la razza, approvati dal 6-7 ottobre al 17 novembre 1938. Quando, nel 1939, Hitler entrò con le sue truppe in Polonia, scoppiò la guerra ma non ancora per l’Italia. Rosetta si trasferì con la sua famiglia nella casa di Mirabello, nel Monferrato, e, durante una sosta a Brescia, sentì da un altoparlante la notizia dell’inizio della guerra. Per l’Italia la guerra iniziò il 10 giugno 1940 e da quel momento tutti gli ebrei "stranieri" (profughi) vennero arrestati e portati nei campi di internamento.

Comunque agli ebrei italiani venne vietato di esercitare qualsiasi professione e di fare qualunque normale attività: era l’emarginazione totale dalla società, ben più pesante dell’isolamento all’indomani della promulgazione delle leggi razziali.

Intanto, a Pio XI, morto nel 1939, era subentrato Pio XII, che si era congratulato con l’ambasciatore Von Bergen per le conquiste ottenute da Hitler e non aveva protestato ufficialmente alla notizia dell’uccisione nei campi di concentramento di 700 preti polacchi.

Dal gennaio 1942 i nazisti procedettero all’eliminazione totale della razza ebrea, dopo la decisione, presa segretamente nella conferenza di Wannsec, di attuare la cosiddetta "soluzione finale".

Prima di concludere il suo racconto, Rosetta Loy racconta l’avventura del "ragazzo dei Levi" che le viene raccontata da una cugina di Giorgio che era con lui la mattina in cui vennero i tedeschi a casa loro. Anche i Levi e i Della Seta vennero portati via e morirono tutti nei campi di concentramento.

La bambina vede così nella sorte delle persone intorno a sé un esempio della tragedia collettiva del popolo ebraico.



Stile

E’ un racconto autobiografico, quindi narrato in prima persona da Rosetta Loy e mira a rendere l’idea di ciò che succedeva durante la guerra. Si svolge nell’arco di nove anni, a Roma per quanto riguarda la vicenda di Rosetta, mentre in tutta Europa per quanto riguarda il conflitto.

E’ scritto in un linguaggio semplice, ma la quantità di avvenimenti storici lo rende difficile da comprendere in tutte le sue parti.

Non è diviso in capitoli, quindi anche per questo può presentare qualche difficoltà nella comprensione. E’ basato sul continuo passaggio dalla narrazione di ciò che avviene a Roma, intorno a Rosetta, alla ricostruzione di quello che contemporaneamente succede in Europa.

Tra gli eventi storici che il libro affronta, in modo persino più ampio e approfondito della vicenda privata che fa da filo conduttore, spiccano l’analisi della questione ebraica e del comportamento del Vaticano rispetto ad essa.

L’autrice appartiene ad una famiglia cattolica e, nel contempo, ha avuto modo di conoscere degli ebrei stabilendo con essi normali rapporti; forse questi motivi l’hanno spinta a documentarsi sui fatti in modo così minuzioso.

Per un lettore come me il libro è stato una fonte di informazioni che non conoscevo: non sapevo, per esempio, quali conseguenze concrete avessero avuto le leggi razziali del 1938 e, soprattutto, non immaginavo che il Papa dichiarasse la sua simpatia per la Germania, nonostante le atrocità compiute dal regime nazista ai danni di milioni di esseri umani e, in particolare, di ebrei.

Conoscevo invece gli eventi della seconda guerra mondiale, che, citati dalla Loy in ordine cronologico, mi hanno aiutato ad orientarmi nella lettura.

In conclusione, posso dire che, dovendo classificare il libro all’interno di un genere letterario, sarei tentato di consideralo allo stesso tempo un’autobiografia e un saggio storico.



Pagina esemplare

Le pagine che mi hanno colpito di più sono state certamente quelle seguenti:

"A Monaco est il convoglio fece, per la prima volta, una sosta abbastanza lunga. Eravamo stati in viaggio circa 12-16 ore ininterrotte … gli occupanti dei vagoni vennero fatti scendere a turno, vagone per vagone, per fare i loro bisogni. Erano costretti a farli sui binari che, alla fine, erano tutti insozzati … A Monaco est furono distribuiti anche, per la prima volta, i viveri … Dopo Monaco, tale distribuzione ebbe luogo ancora un paio di volte …

Inoltre, più tardi, alle Frontleitstellen, procurammo della minestra calda distribuendola poi nei vagoni. I loro bisogni, però, potevano farli solo durante le fermate e questo accadeva sovente, almeno una volta al giorno. Da Monaco proseguimmo il viaggio solo la mattina seguente, passando per Landshut, Marienbad-Aussig e Breslavia. Le soste più lunghe durante le quali potemmo far uscire gli ebrei furono presso Breslavia e Auschwitz. Fino allo scarico ad Auscwitz il viaggio era durato almeno quattro giorni [ in realtà ne durò cinque ] … Quando arrivammo nei pressi di Auscwitz, il tratto era pieno di convogli. Rimanemmo tutta la notte davanti alla rampa di scarico del lager prima di potervi accedere. Il treno rimase sulla rampa tutto in giorno e una notte prima di venire scaricato. Noi, vale a dire il Begleitkommando, avemmo tutto il tempo di vedere scaricare gli altri treni e di osservare tutti gli ulteriori procedimenti dopo lo scarico. Erano treni di ebrei che venivano dall’Ungheria e dall’Olanda. Le aperture dei carri merci erano sbarrate da fil di ferro. Gli occupanti dovevano avere una sete spaventosa, perché vidi come protendevano le mani attraverso i fili per cogliere le gocce di pioggia – c’era un tempo orribile – che spiovevano dai tetti.

Il nostro Transportfuhrer richiamò la nostra attenzione sui procedimenti usati dopo lo scarico dagli altri treni: egli era letteralmente inorridito e diceva che era una grossa porcheria.

Dopo che mi ebbe avvertito, vidi poi come gli occupanti di un convoglio proveniente dall’Ungheria venivano tirati giù dai vagoni da internati del lager armati di randelli, e come questi ultimi, in parte, buttavano letteralmente fuori vecchi e bambini. Vidi poi che li facevano andare in gruppi in un posto lì vicino, dove parecchi ufficiali SS con lunghi mantelli dividevano con un bastone gli ebrei in due gruppi e, come risultava chiaramente, accantonavano da un lato gli uomini e le donne dall’aspetto giovane e robusto e, dall’altro lato, quelli più anziani e i bambini. Era evidente che, nel primo gruppo, si trattava di persone dalla piena capacità lavorativa, mentre nell’altro c’era gente non pienamente sufficiente. Mentre il gruppo delle persone atte al lavoro veniva trasferito nelle baracche gli altri venivano avviati a gruppi verso una sala enorme che aveva delle grandi porte di ferro che si aprivano e si chiudevano automaticamente. Internati del lager sospingevano a forza gli ebrei in quella sala e li colpivano a randellate. Gli ebrei levavano alte grida e lamenti. A quella vista mi diressi verso quella grande porta che era spalancata e così ebbi modo di osservare che nella sala venivano compressi sempre più ebrei, e che gli ebrei che erano già dentro si stavano spogliando o erano già nudi … Seppi poi da internati del lager i quali stavano al Corpo di Guardia che la grande sala era una camera a gas nella quale gli ebrei, dopo che era stato provveduto al taglio dei capelli femminili, venivano uccisi mediante il gas … in quel epoca arrivavano un numero così esorbitante di convogli che quasi non ce la facevano a gasare e bruciare i cadaveri nei forni crematori posti dietro le camere a gas, bisognava in parte distruggere i cadaveri con i lanciafiamme … Le persone malaticce del convoglio erano rimaste, in parte, a giacere tutta la notte sulla rampa e sui binari.

Nessuno se ne curava, e quando, il mattino dopo, andarono per portarli via, erano già quasi tutti morti. Lo scarico del nostro convoglio avvenne esattamente nello stesso modo".




Se dovessi dare un titolo a questo racconto, scriverei: "l’ultimo viaggio" perché sono certo che tutte le persone che salivano su quei treni erano consapevoli che non avrebbero più fatto ritorno a casa.

Queste due pagine sono una parte della deposizione resa al processo di Friedrich Bosshammer, il responsabile delle deportazioni dall’Italia, da una delle guardie che accompagnavano il convoglio in Germania. Il testimone racconta che dopo sedici ore fecero la prima sosta, a Monaco, perché la gente potesse fare i propri bisogni. Poi, appena arrivati ad Auscwitz-Birkenau, i deportati vennero divisi: da una parte gli uomini e le donne con piena capacità lavorativa, dall’altra vecchi e bambini.

Questi ultimi venivano portati immediatamente nelle camere a gas.

Ma arrivavano talmente tanti ebrei che non si riusciva a bruciarli e cremarli nei forni posti dietro le camere a gas, quindi bisognava distruggere i corpi in altro modo.

Purtroppo fecero questa fine Eva Della Seta e Giorgio, Mario e Alba Levi. In queste pagine si capisce realmente la ferocia della persecuzione nazista.

Trovo ingiusto tutto questo e ringrazio di non essere vissuto in quei tempi perché, anche per i non ebrei, è stato il periodo più brutto della loro vita.
Agra92
Agra92 - Genius - 6704 Punti
Rispondi Cita Salva
posso dire ke t amo?? (simbolicamente parlando.....) grazie!!!! :thx:thx:thx:thx:thx:thx:thx ero cn le spalle al mure xkè dmn parto!!!!!!:thx:thx:thx:thx:thx:thx:thx:thx:thx:thx:thx:thx:thx:thx:thx:thx:thx
pukketta
pukketta - Mito - 72506 Punti
Rispondi Cita Salva
grazie grazie.....
TI AMO ANKE IO!!!..vabbe vabbe...a parte gli skerzi...è stato un piacere aiutarti!!
BUON VIAGGIO!!!ciauz
mitraglietta
mitraglietta - Mito - 62594 Punti
Rispondi Cita Salva
mitika cm sempre pukketta sempre pronta ad aiutare quelle persone in difficoltà!!!!!
Questo topic è bloccato, non sono ammesse altre risposte.
Come guadagno Punti nel Forum? Leggi la guida completa
In evidenza
Classifica Mensile
Vincitori di agosto
Vincitori di agosto

Come partecipare? | Classifica Community

Registrati via email