Viking
Viking - Genius - 5352 Punti
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Ciao a tutti ragazzi/e... dopo settimane di assenza eccomi di nuovo tra voi...
ho letto 2 libri di psicologia.. anzi 1 e mezzo.. perchè uno devo ancora finirlo..
ma siccome uno non l'ho capito vorrei chiedervi a voi... e se potreste recensirmi anche l'altro non c'è problema.
I libri sono:
- Tre strade per la scuola di Ernst Junger
- La vita digitale di Vittorino Andreoli

Vi ringrazio!! A presto, Viking :viki
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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qui trovi la recensione del primo:
[url=http://209.85.135.104/search?q=cache:jbo3tC7B9a4J:www.ariannaeditrice.it/articolo.php%3Fid_articolo%3D13325+Tre+strade+per+la+scuola+di+Ernst+Junger&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it]clicca[/url]

qui la recensione del secondo libro:
[url=http://209.85.135.104/search?q=cache:ad_uhzOGDywJ:www.odilialiuzzi.com/VolObliquoArtePoesia/index.php%3Foption%3Dcom_content%26task%3Dview%26id%3D155%26Itemid%3D2+La+vita+digitale+di+Vittorino+Andreoli&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it]clicca[/url]
[url=http://209.85.135.104/search?q=cache:IUDNvbpIixsJ:www.raramente.net/nuke/html/modules.php%3Fname%3DNews%26file%3Dprint%26sid%3D105+La+vita+digitale+Vittorino+Andreoli&hl=it&ct=clnk&cd=45&gl=it]clicca[/url]
Viking
Viking - Genius - 5352 Punti
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Quelle recensioni sono riportate esattamente all'inizio di entrambi i libri... perciò se trovaste recensioni migliori mi fareste un gran favore!!
Comunque Francy1982 grazie per l'aiuto!;)
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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purtroppo io nn ho letto i libri e almeno sul web io nno sono riuscita a trovare altro speriamo altri utenti ti possano aiutare!!! :lol
Viking
Viking - Genius - 5352 Punti
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Me lo auguro!! Grazie ancora!:yes
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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e di che...per così poco!!!! :lol
PuLcInA^^
PuLcInA^^ - Mito - 14351 Punti
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Io purtroppo non li ho letti ma ho trovato qualcosina:

QUESTO E' IL PRIMO

Per il giovane Wolfram il lato più attraente della scuola è la strada che percorre per arrivarci. La strada infatti diventa il microcosmo entro il quale, con sensibilità più da poeta che da studente scanzonato, Wolfram rintraccia ed esplora il «grande», l’«infinito». È il parco ad attrarlo, sono i pesci che nuotano nel lago, le piante che ne orlano le rive a catturare la sua attenzione. Ma non è solo la natura a distogliere Wolfram dalle odiate e temute ore scolastiche: sono anche le emozionanti avventure dei mondi fittizi che scova nei libri, divorati di notte. I suoi eroi – Robinson Crusoe, Winnetou, Old Shatterhand, Achille, ma anche Socrate – escono dalle pagine scritte per accompagnarlo nel percorso verso la scuola, lungo il quale Wolfram ben volentieri si perde in fantasticherie.
Un romanzo breve in cui Ernst Jünger, giunto alla soglia dei novant’anni, si misurò con il proprio lontano passato di bambino, quando cominciava ad avvertire già forte il carattere di lotta dell’esistenza; in quel ragazzo inquieto e sognante Jünger sa far vibrare le corde di una mai domata ribellione, di una necessità di resistenza a quell’autorità incapace di cogliere l’essenza individuale di ciascuno.

Giunto alla soglia dei novant'anni, Jünger si misurò con il proprio lontano passato di bambino: lo fece in questo breve ma teso romanzo, intrecciando i tre percorsi fisici che lo conducevano a scuola con i ricordi di quell'epoca che non lo avevano mai lasciato. Ne scaturì una rievocazione ancora intensa di un difficile rapporto con le istituzioni, quella scolastica in primo luogo, incapaci di comprendere e valorizzare quell'adolescente inquieto e sognante, dalle tendenze ribelli e aggressive. E ancora adesso, passato un secolo da quell'infanzia rievocata, sentiamo nelle pagine dello scrittore tedesco vibrare le corde di una necessità di resistere alle istituzioni e alle autorità incapaci di cogliere l'essenza individuale di ciascuno e pronte soltanto ad ammettere e approvare la supina adesione a valori morti e completamente muti.

QUESTO E' IL SECONDO

L'assunto iniziale è che il comportamento dell'uomo è la sintesi tra la propria biologia e l'ambiente in cui si trova a operare, essendo cambiato l'ambiente che si modifica più velocemente del gene, è cambiato anche l'uomo perché il cervello è plastico e si struttura in base all'esperienza. Quello straordinario organo che è il cervello ha spazi che possono essere continuamente riorganizzati, semplificando lo stesso cervello in un ambiente cambia molto, perché riceve stimoli diversi, in ambienti diversi, ma questo accade anche all'interno della stessa società, eppure basta vedere la realtà, basti pensare alla differenza che ancora c'è tra Occidente e Oriente, da qui all'interno di ogni Stato, città e nel microcosmo che è la famiglia.
Ciò CHE CAMBIA NON è LA GENETICA MA L'AMBIENTE, le modificazioni possono essere di due tipi: lente, quindi ordinarie o acute, definite anche rivoluzionarie, proprio per queste ultime modificazioni possono coesistere esistenze diversissime a seguito di cambiamenti improvvisi.

La prima tappa nel processo di umanizzazione è stata quella legata all'uso del bastone che serviva per raggiungere oggetti troppi alti rispetto alla dimensione corporea, questo è stato il primo esempio di protesi, cioè correzione del limite anatomico umano. La tappa successiva è stata quella della ruota, quindi poter trasportare oggetti superando un altro limite corporeo che è quello della forza legato alla struttura fisica.
Procedendo con gli anni, o meglio secoli si è assistito alla nascita di una nuova storia che si è strettamente legata alla storia umana ed è quella della tecnologia fino a raggiungere una digital life, ma prima si è assistito a un'altra tappa quella dell'orologio che consentiva di portare sempre con sé il tempo e dominarlo proprio perché lo si ha sempre sotto controllo, a cui è seguita l'invenzione che oggi diamo per scontata ed è la penna che come dicevo a noi, oggi, appare un oggetto appeso al nostro corpo, ma pensiamo a cosa sarebbe la nostra vita senza la capacità di scrivere e segnarci le cose.
E poi è arrivata l'automobile, da qui l'uomo ha stabilito un rapporto continuo con l'auto facendola diventare una nuova pelle fatta di metallo e, nonostante i costi, non riusciremmo a rinunciarvi, nonostante i costi anche ambientali e come scrive Andreoli "l'Apocalisse coglierà l'uomo mentre è in auto, suona il clacson in preda alla disperazione o mentre ascolta le notizie all'autoradio, mentre il Giudizio Finale arriverà in auto sperando di avere il tempo di andare a lavarla, perché è un gesto di purificazione come lavare se stessi".
Poi è arrivato il cellulare … che da strumento è diventato un'appendice attaccato a ciascuno come un oggetto individuale che non permette solo di comunicare via voce, ma funziona anche da terminale per altre innovazioni tecnologiche che una volta erano separate … proviamo a pensare quanti strumenti unisce il cellulare: difficilmente guardiamo l'ora dall'orologio, ma apriamo il cellulare; analogamente guardiamo l'organizzer invece dell'agenda; ci segniamo le cose e rapidamente comunichiamo con gli altri via sms, mail, ma fotografiamo, stampiamo, ascoltiamo musica, guardiamo la tv, navighiamo … con un cellulare facciamo tutto, possiamo organizzare un viaggio, lavorare, diventare parte attiva di un videogioco, organizzarci, e persino innamorarci e lasciarci … IL CELLULARE DIVENTA UN MONDO INTERO.
Il telefonino ci ha cambiati come essere umani, anche biologicamente perché la nostra vita attuale è influenzata dalla nostra capacità di muovere le dita, possiamo essere paragonati a dei pianisti moderni. Nell'uomo vecchio il cervello aveva una data estensione delle aree relative ai polpastrelli, mentre oggi la digitalizzazione sta conquistando una rappresentazione cerebrale maggiore che permetterà di usare le dita in modo più preciso, così l'uomo moderno abbandona olfatto e gusto a vantaggio di tatto, vista e udito. Si può verificare facilmente questa capacità tattile nella pratica sessuale, una volta si palpava il seno con l'intera mano oggi si fa saltellare la punta delle dita come fosse una tastiera e considerando quante ore un uomo, mediamente, trascorre con il cellulare lo si può definire anche un oggetto di piacere che supplice ogni carenza.

Eppure oltre che una necessità organizzativa il cellulare è diventato un segno di appartenenza perché l'uomo ha bisogno di legami, dato che col passare del tempo la vita delle persone si riempie di morti e vive di morti, mentre l'uomo è un animale sociale cha ha bisogno di legami e di un'autonomia all'interno del gruppo e paradossalmente il cellulare permette questo, ma quando il mondo ci fa paura basta schiacciare un bottone e cancellare.

Andreoli prosegue nello spiegare al telefonino chi è l'uomo e viceversa perché pur convivendo non si conoscono, ma si usano a vicenda, uno conosce le debolezze dell'altro, ma il cellulare è come la menzogna che aiuta a vivere … chi di noi non ha mai mentito per telefono, proprio perché il telefonino può farci sentire più importanti, mandando un mms da un posto dove un nostro amico non è venuto, ma permette anche di farci vedere diversi da come siamo.
Eppure anche il telefonino ha delle debolezze: la batteria. Quando la batteria termina è come se ci sfuggisse una relazione e quante volte proviamo a riaccenderlo, come se volessimo rianimarlo, ma dimentichiamo che è un oggetto.
L'altro limite è il campo, a volte peggio del termine della batteria, perché se senza batteria non ci siamo più quindi abbiamo consapevolezza di questo, quando il "campo salta" non abbiamo certezze un secondo ci sei e l'altro secondo sparisci, non riesci a far sentire la tua voce eppure parli è come nel peggiore degli incubi notturni dove sembra che nessuno possa vederci.
E poi c'è il limite intimo del cellulare: il Pin e Puk che conosci ma che spesso perdi e non hai tanti tentativi, per una volta non dipende da te, ma da poche cifre che puoi confondere, ma solo quelle cifre ti consentono di entrare nel tuo mondo … eh si il cellulare è il nostro mondo.
Poi c'è la perdita/smarrimento del telefonino … è come perdere una parte di noi, allora si prova a telefonarsi da soli. Ci chiamiamo nella speranza di sentire il nostro squillo, come se ricercassimo una parte di noi e solo noi possiamo riconoscerlo perché abbiamo messo quella suoneria per riconoscerci .. ma a volte non sentiamo quello squillo e l'abbiamo perso e si sfiora la pazzia.
Poi c'è la mancanza di credito o il non aver pagato la bolletta, quando arriva il messaggino del nostro gestore telefonico che dice "il credito è terminato" tutti noi stiamo a guardare il telefonino inebetiti, rileggendo quel messaggio e in noi scorre il sangue del "fallimento" del povero ci colui che non può ricaricare, facendo diventare il termine del credito un evento traumatico.

Ebbene si … ci credete che quei pochi centimetri racchiudono un mondo … noi oggi siamo lì dentro e chiunque di noi dica che non è così sbaglia, basta avere dei parenti-amici lontani o avere un lavoro che non possiamo non dare ragione all'autore che espone talmente chiaramente e a scanso di equivoci che fa diventare la sua analisi perfetta.
Naturalmente non tralascia il discorso sugli sms e su altre tecnologia come pc, tv, palmari … e appendici cioè mail, virus, intercettazioni, ma alla fine si può ricondurre tutto al telefonino, quel oggetto che segna la nostra epoca e che ora sembra insostituibile e chissà i nostri figli che cosa avranno che sostituirà ciò che per noi ora è il mondo.
Pur essendo un saggio di uno psichiatra così famoso il lessico è scorrevole, gli esempi divertenti e può essere letto da chiunque, ma soprattutto poi ragionarci e chiederci "senza cosa farei?" e poi provare … perché provare è diverso.

Nello scrivere ricordo che all'università prima di affrontare ogni scienziato ci veniva spiegato il suo punto di vista, quindi devo tornare indietro sulla premessa e aggiungere qualche nota su Vittorino Andreoli, sebbene possa sembrare poco attinente con l'opera che vi ho appena descritto. Veronese, classe 1940, neurologo, psichiatra di fama mondiale da grande importanza al ruolo dell'ambiente nella strutturazione della follia argomento a cui rivolge la sua attenzione medica.
Ha pubblicato tra gli altri: La terza via della Psichiatria (Mondadori, 1980); La norma e la scelta (Mondadori, 1984); Un secolo di follia (Rizzoli, 1991); Il matto inventato (Rizzoli, 1992); La violenza (Rizzoli, 1993); Yono Cho (Rizzoli, 1994), Giovani (Rizzoli, 1995); Camice matto (Rizzoli, 1995); Voglia di ammazzare (Rizzoli, 1996); E la luna darà ancora luce (Rizzoli, 1997); E vivremo per sempre liberi dall'ansia (Rizzoli, 1997); e anche La vita digitale è edito da Rizzoli nel febbraio di quest'anno.

Quest'ultimo è + un opinione che una recenzione ma se ti ci metti puoi trarne un riassunto ciao:hi
Viking
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Grazie!:D
PuLcInA^^
PuLcInA^^ - Mito - 14351 Punti
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di nulla! ciao :hi

io kiudo
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