tiziana94
tiziana94 - Ominide - 38 Punti
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ciao ragazzi! Mi serverebbe il vostro aiuto.. Devo fare un commento sulla figura dell'intellettuale del rinascimento. Mi potreste aiutare?? grazie mille in anticipo!!!
kiakia_97
kiakia_97 - Genius - 2017 Punti
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guarda qui:

http://www.homolaicus.com/storia/moderna/umanesimo_rinascimento/cortegiano.htm


spero di averti aiutata :hi :hi
peduz91
peduz91 - Genius - 2513 Punti
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Ciao tiziana,

nel rinascimento l'intellettuale ha diverse figure a cui fare capo, ad esempio Petrarca (nella prima parte del rinascimento) che era un poeta e non si dedica molto alla politica. Lui è un letterato che preferisce, talvolta, scrivere in latino le sue poesie e i suoi testi perchè crede che ci sia un èlite di persone a cui deve essere destinata la sua produzione.
Lui si rifà in parte a Dante e lo sfida, cerca di mettersi alla pari con lui e ci si mette contro, proponendo testi dello stesso tipo che scriveva lui, sonetti etc etc.
La metafora e la personificazione sono le figure retoriche che predilige.

Un altro è Boccaccio il quale, invece, preferisce scrivere un novellario, il Decameron, il quale è una novità quasi (di novelle ce n'erano state in precedenza). Il fatto di catalogarle e di collegarle ad un filo logico è una novità; a lui si ispireranno moltissimi ad esempio l'inglese Chaucer, il cosiddetto Boccaccio inglese, il quale appunto vuole scrivere una raccolta di novelle a sua volta ma non riuscirà a terminarlo(sarebbe stato differente dal decameron e molto piu interessante).

Poi abbiamo Machiavelli, il quale era un uomo di corte, che si è nutrito di classici latini come Livio e scrive la madnragola per dare una sua idea dei costumi contemporanei e il principe che invece descrive la politica dell'epoca e ne da una sua interpretazione nonchè un suo giudizio. E' al contrario di Petrarca un letterato politicizzato il che equivale a dire un ritorno al passato da una aprte (Dante) e dall'altra a un rinnovamento dell'odea del poeta e letterato che ora deve fare parte dello stato per aiutarlo, per essere parte di una società.

Poi c'è Ariosto che si cimenta nel romanzo cavalleresco e lui è un grandissimo poeta e grandissimo uomo di corte era infatti un ambasciatore delle corti. Lui rappresenta in pieno l'idea della divisione interiore del poeta cioè lui voleva sia essere al centro dell'attenzione e insieme voleva essere laciato solo a meditare, questo nel grande delle corti significava che talvolta si rifugiava a meditare e scrivere da solo ma poi rtornava nelle corti perchè voleva essere apprezzato e comunque non poteva vivere da solo. Questo è un contrasto che nella letteratura successiva (ma anche precedente) sarà presentissimo. Da lui copierà chiunque in primis Tasso che cercherà di emularlo e scoprira di non essere proprio all'altezza epoi tutti gli altri. Aggiungo che nessuno al mondo fin ora è riuscito a fare un commento su tutto l'Orlando furioso intero, l'hanno diviso in parti e ne hanno analizzato parte per parte fino a farlo ciascuno un pezzo, non c'è un commento unitario.

Tasso poi è uno molto discusso gia dalla sua epoca(fu imprigionato) uomo di immensa cultura conosceva Dante a menadito, è stato un pilastro della letteratura italiana e non solo della letteratura infatti lui (forse involontariamente) è un pioniere del romanzo psicologico e dell'analisi psicologica, infatti nella gerusalemme liberata, fa descrizioni dei personaggi e li caratterizza di un'anima, la sua descrizione è il principio dell'analisi psicologica appunto perchè vede i personaggi da tutti i punti di vista.

Come vedi l'intellettuale del romanticismo attraversa varie fasi, non si puo dare una fdefinizione unitaria ne tantomeno si puo pensare di estrapolare un poco da ciascuno di questi autori non solo perchè immensi e sicuramente più complessi di quanto abbia detto io, ma anche perchè questi no nsono tutti. Nel rinascimento l'intellettuale era anche un pittore, un matematico, uno scienziato (che nel medioevo quasi non esisteva se non a Oxford dove c'era l'università delle scienze sperimentali), e quindi ci sono moltissimi altri punti di vista.

Posso citarti Leonardo da Vinci, Leonardo, Raffaello, Tiziano, Lotto, e poi a ritroso Donatello Botticelli, ma soprattutto Brunelleschi il primo vero archietto il quale insieme a Donatello e Masaccio può essere considerato il fondatore dell'arte rinascimentale. Loro tre definiscono le regole dopo la creazione delle quali nessuno è più rimasto lo stesso. Definiscono lo spazio, la luce, le ombre, la tridimensionalità, la prospettiva. Inoltre sono di vedute molto piu ampie ad esempio Brunelleschi inventa il modo di lavoro dell'architetto contemporaneo ovvero: lui faceva il progetto e i calcoli relativi ad esso e poi non sempre era presente ai lavori in quanto scriveva i suoi progetti "nero su bianco", emntre i precedenti archietti erano sempre presenti al lavoro perchè calcolavano le cose man mano che i lavori avanzavano.

Per trovare un altro modo per intendere l'intellettuale rinascimentale dobbiamo analizzare la funzione del matematico , ad esempio Galielo Galilei, Newton o prima ancora Leonardo da Vinci.

Per riassumere il rinascimento è la rinascita della società della ragione umana della consapevolezza che l'uomo ha di essere vivo e al centro del mondo. Ha la consapevolezza dello spazio intorno a se ha la voglia di conoscere di nuovo di costruire il mondo in base alle scoperte scientifiche-letterarie-artistiche.


Spero di essere stato chiaro, se hai bisogno di ulteriori nozioni chiedi pure(posso aver dimenticato qualcosa).

Fonti:
Cultura personale

Spero di esserti stato d'aiuto.
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