dony_imperator
dony_imperator - Erectus - 50 Punti
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raga è tr urgente mi sono perso la tesina di fisica sull alimentazione e domani ho l'esame orale di 3 media!!!!non so km fare non lho mai letta nn so neanke di ke parla mi potreste aiutare scrivendomi una pikkola tesina vi pregoooooooooooooooo...sono disperato
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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Premessa della tesi sull'alimentazione

Ogni essere vivente è portato istintivamente a cercare il cibo per alimentarsi. E' questo un bisogno imprescindibile, intuito nella sua essenzialità già in epoca prescientifica, nel I secolo a. C. dal poeta latino Lucrezio, il quale scriveva "….. l'animale prende il cibo per sostenere i suoi organi indeboliti e per rianimare le sue forze, di modo che l'alimento, distribuito nelle sue membra e nelle sue vene, vada a placare il desiderio di mangiare". In modo semplice e chiaro Lucrezio spiegava così alcuni ruoli e meccanismi dell'alimentazione. Da allora il tema "alimentazione" è stato trattato infinite volte da diversi punti di vista, da quello storico a quello politico, da quello sociale a quello economico, da quello culturale a quello scientifico.
Oggi tuttavia, nelle moderne società industrializzate ed acculturate, ma non solo in queste, il senso dell'alimentazione è avvertito sotto forme diverse, più complesse ed articolate. Il rapporto con il cibo infatti, non è vissuto come un mero atto dettato dall'istinto, e nemmeno come adattamento alle risorse alimentari del proprio ambiente, o semplice osservanza d’antiche abitudini e tradizioni. Questi aspetti, che determinavano il modo di alimentarsi nelle società rurali, retrograde e preindustriali, hanno ancora un valore, sia pure fortemente ridimensionato, ma risultano in ogni caso condizionato e modificato da vari altri fattori. Lo sviluppo delle tecnologie di produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti, unitamente alle nuove e sempre più importanti conoscenze scientifiche sulla nutrizione, hanno fatto nascere e continuano a far maturare nella gente, la coscienza e conoscenza dei legami, spesso imprescindibili, esistenti fra un'alimentazione adeguata e la salute. I concetti di base di una qualsiasi informazione o educazione alimentare sono sempre gli stessi, in altre parole: conoscenza delle necessità nutrizionali individuali in relazione al sesso, all'età, all'attività svolta, allo stato fisico, alle condizioni climatiche ecc., e conoscenza della capacità degli alimenti di soddisfare tali necessità. Noi "siamo ciò che mangiamo", nel senso che bisogna essere a conoscenza del ruolo che svolgono i vari nutrienti ( proteine, grassi, carboidrati, vitamine ecc.) nell'organismo, e quale è la loro combinazione migliore per quantità e qualità. D'altra parte, noi compriamo e mangiamo non nutrienti bensì alimenti, e nessuno di questi ultimi, naturali o trasformati contiene, nella giusta misura, tutti i nutrienti necessari. L'evoluzione biologica e culturale, le tradizioni e le condizioni ambientali, hanno comunque portato singoli individui ed intere popolazioni, a scegliere sulla base dell'esperienza e della pratica, ai fini della nutrizione, i diversi prodotti; dalla raccolta e coltivazione di vegetali, dalla caccia e dalla pesca, dall'allevamento di animali da carne e da latte. Oggi l'alimentazione tende sempre più a diventare un atto cosciente e razionale, che deve fare parte integrante del nostro modus vivendi. Pertanto, nel terzo millennio ed alla luce di quanto detto, non si può che concepire l'alimentazione come questione da trattare in "ambito educativo “.

Digestione
Tutti gli esseri viventi si moltiplicano, accrescono e riparano le continue usure dei propri costituenti strutturali e funzionali. Oltre a produrre e mantenere le proprie strutture, tutte le cellule viventi debbono anche eseguire particolari funzioni indispensabili alle proprie necessità vitali o alla economia gestionale dell'organismo. In un certo senso gli esseri viventi possono essere considerati delle macchine, che oltre ad eseguire determinate funzioni, posseggono la capacità di moltiplicarsi, autogenerarsi, e di riparare i danni prodotti dalla loro usura. Per soddisfare queste molteplici necessità, ogni essere vivente ha bisogno di prelevare dal mondo esterno una certa quantità di materiali da usare, sia per fabbricare le proprie strutture, sia per produrre l'energia necessaria a far funzionare la macchina vivente. Questa operazione di prelievo di materiale dal mondo esterno, viene definita in senso lato con il termine di alimentazione.

Mediante l'alimentazione ci si procura: proteine, grassi, glucidi, sali minerali, vitamine ed acqua. Tutto questo materiale viene introdotto nel canale alimentare, dove viene scisso nei componenti più semplici di ogni classe di composti. Questo processo prende il nome di digestione.

La digestione viene compiuta da una serie di enzimi prodotti dalle pareti del tubo gastrointestinale, o dalle ghiandole annesse all'apparato digerente ( salivari, fegato, pancreas ). “Prima digestio fit in ore”. La prima digestione si faccia in bocca, dicevano i Latini. Infatti, attraverso la masticazione il cibo si mescola alla saliva che inizia a predigerire le grosse molecole di zuccheri, stimola la secrezione dei succhi gastrici, pancreatici e biliari, migliorando l’intero processo. Tra l’altro migliora anche la sensibilità ai sapori. Lo scopo della digestione è quello di ottenere, dal materiale complesso ed eterogeneo di origine alimentare, i costituenti semplici fondamentali delle varie classi di composti in forma solubile, che sono introdotti nell'organismo attraverso la parete intestinale. La digestione è infatti seguita dall'assorbimento del materiale digerito.

L'assorbimento è un fenomeno attivo, cioè le varie sostanze non passano attraverso la parete intestinale per semplice diffusione, ma vengono prelevate attivamente e selettivamente dalle cellule della mucosa intestinale. Il compito della mucosa intestinale è duplice: da un lato preleva il materiale digerito presente nel lume intestinale, dall'altro trasferisce questo materiale nel torrente circolatorio sia sanguigno, sia linfatico. Una volta passato in circolo il materiale proveniente dall'alimentazione viene distribuito a tutte le cellule dell'organismo.
Le cellule di tutti i tessuti possono usare questo materiale per i loro immediati bisogni vitali, oppure possono immagazzinarlo in attesa di utilizzarlo al momento opportuno. L'utilizzazione da parte delle cellule e dei tessuti dei vari materiali che provengono dall'alimentazione, si compie con procedimenti complessi che prendono il nome generico di metabolismo.
Il materiale alimentare introdotto negli organismi animali, subisce quindi le seguenti operazioni:

1.Digestione ( nel tratto gastrointestinale ).
2.Assorbimento ( a livello della mucosa intestinale ).
3.Trasporto ( a tutte le cellule a mezzo della circolazione ).
4.Metabolismo ( da parte delle cellule di tutti i tessuti ).

L'alimentazione nella società
I modi di alimentarsi delle famiglie e degli individui nel nostro paese, in altre parole le combinazioni di piatti e menù, è talmente vario da regione a regione, che una descrizione esauriente richiederebbe varie pagine colme di dati, cifre e grafici. Tale problema è particolarmente accentuato nel nostro paese, dove l'esistenza di numerosissime realtà e tradizioni locali, dovute a svariati fattori, in primis le numerose e varie colonizzazioni ed influssi avute nel corso dei secoli, dai nord europei ai turchi ed ai nord africani, hanno fatto sì che il modo di alimentarsi sia tra i più vari che si possano trovare al mondo. Pertanto, la descrizione delle abitudini alimentari non può che far riferimento a dati statistici relativi a qualità e quantità rilevate nelle varie parti del paese.
Se si risale indietro nel tempo, fino alla metà del secolo scorso, quando cioè si compiva l'unità nazionale, il quadro generale dei consumi nella nostra popolazione, anche attraverso i pochi dati a disposizione, offre l'immagine di una mensa molto povera, ed il più delle volte, in vaste zone e per talune classi sociali, al di sotto dei livelli minimi di sussistenza. A tale proposito, nella “inchiesta agraria” diretta da Stefano Iacini, e resa nota nel 1883, si legge testualmente "l'alimentazione di gran parte degli italiani è scarsa e di infima qualità, anzi peggiore di quella che sarebbe da desiderarsi che fosse". Tuttavia, col trascorrere dei decenni e con il miglioramento delle condizioni economiche del Paese, anche la situazione alimentare generale si evolve in senso positivo, giungendo così agli inizi di questo secolo, ad una razione di consumo che, anche se non può considerarsi adeguata, specie dal punto di vista qualitativo, rappresenta un notevole progresso rispetto al secolo precedente. Si tratta sempre di una razione molto povera di alimenti di origine animale, ma che non dà più quel quadro di "fame diffusa" per larghi strati della popolazione. Migliorano soprattutto le condizioni alimentari delle popolazioni urbane e della classe operaia inserita nell'industria, mentre rimane grave e carente lo stato di alimentazione della classe contadina meridionale.
Il vero balzo in avanti si verifica all'inizio degli anni cinquanta, quando, superato il periodo bellico, la crescita industriale ed economica del Paese porta un sensibile incremento del reddito pro-capite, e con esso quel salto di qualità che si è evoluto ed affinato nel corso degli anni, fino ad i nostri giorni.
Negli anni cinquanta ogni italiano consumava mediamente non oltre 600 Kg di alimenti e bevande pro-capite annui. Tale consumo raggiunge e supera negli anni scorsi i 900 Kg . Gli aumenti più rilevanti riguardano soprattutto i consumi di prodotti di origine animale: molto marcato quello delle carni, di misura inferiore, ma sempre notevole, quello di latte, formaggi, uova e grassi animali; modesto invece, il consumo di pesce. Per quanto attiene l'andamento dei consumi di prodotti di origine vegetale, il fenomeno è più articolato. I generi alimentari il cui consumo risulta più aumentato, sono i prodotti ortofrutticoli, i grassi da condimento, lo zucchero. E' cresciuto il consumo di frumento, mentre è diminuito quello dei cosiddetti cereali minori (mais, segale, orzo e riso) e dei legumi secchi. Stazionario può considerarsi il consumo di patate. Anche nel consumo della frutta vi è un andamento differenziato: gli italiani hanno consumato negli ultimi decenni una quantità crescente di mele, pere, pesche, fichi ecc.. con un incremento crescente negli ultimissimi anni di agrumi in genere, fragole, kiwi e frutta esotica di importazione. Lo sviluppo del settore lattiero-caseario ha reso possibile un sensibile incremento del consumo dei relativi prodotti.
Che la cucina italiana sia differente da regione a regione è un fatto noto. Ciò che forse è meno noto è la rilevante differenza di consumi, sia per quanto riguarda gli aspetti quantitativi, sia per il tipo di alimenti consumati. Si può concludere affermando, che in nessun altro paese vi è una differenza così marcata tra regioni diverse di uno stesso Stato, ed è questo un aspetto di grande importanza quando si voglia valutare il livello alimentare, o quando si vogliano fornire indicazioni di orientamento ed educazione nutrizionale. Altro aspetto di cui si ritiene opportuno solo accennare, che influenza sia il tipo di alimenti consumati, sia la quantità, sono quelli legati a fattori abitudinari, alle tradizioni, al reddito individuale, al livello culturale, all'ambito famigliare ecc..

Proteine
Negli organismi in via d'accrescimento si verifica una continua sintesi di materiale cellulare vivente. Negli organismi sia in corso che a termine di accrescimento, tutte le cellule sono soggette ad una continua usura che viene controbilanciata da una sintesi concomitante ( ricambio cellulare ). Inoltre in tutti gli organismi si verifica una perdita netta di proteine ( perdita di cheratine cutanee, distruzione di cellule come quelle contenute nel sangue, eliminazione con gli escreti di proteine, di enzimi, ecc. ). Per generare o per ripristinare le proteine comunque perse, è indispensabile introdurre con la dieta una certa quantità di proteine alimentari in quanto, la loro funzione è essenzialmente plastica ovvero, servono prevalentemente a costruire materiale vivente. Non tutti gli aminoacidi che sappiamo essere i costituenti delle proteine, sono indispensabili per la risintesi delle proteine corporee. Infatti, gli aminoacidi sono suddivisi in essenziali e non essenziali. Nella dieta è indispensabile la presenza dei primi mentre i secondi possono essere assenti senza recare alcun danno. La essenzialità o meno di un aminoacido dipende dalla capacità o incapacità dell'organismo di poterlo produrre sinteticamente per proprio conto. Gli aminoacidi essenziali non potendo essere fabbricati dall'organismo, debbono essere prelevati dal mondo esterno. I non essenziali possono essere fabbricati e possono quindi anche mancare nella dieta.
Prima di essere assorbite e distribuite a tutte le cellule, le proteine alimentari debbono essere completamente scisse nei propri aminoacidi costituenti. Ogni animale deve infatti fabbricare le sue proteine a partire dai singoli aminoacidi e non può utilizzare direttamente le proteine alimentari come tali. Pertanto, è indispensabile la completa scissione delle proteine in aminoacidi prima della loro utilizzazione.
La prima digestione delle proteine inizia nello stomaco in quanto, nella saliva non sono contenuti enzimi proteolitici. La digestione nello stomaco avviene ad opera della pepsina, in presenza dell’acido cloridrico presente nello stesso organo. Le proteine così trattate subiscono una seconda e più drastica scissione nell’intestino ad opera della pepsina, chimotripsina e carbossipeptidasi, che continuano e completano l’azione della pepsina, col risultato finale della totale scissione delle proteine in aminoacidi. Aminoacidi che, come detto, passano dall’intestino al circolo sanguigno.

glucidi
I glucidi svolgono una funzione essenzialmente dinamica, sono cioè utilizzati in grande prevalenza come fonte di energia, per cui, la quota da ingerire deve variare in rapporto all'attività esercitata, pertanto, in funzione dell'individuale fabbisogno dell’organismo. La funzione predominante dei glucidi è quella di essere ossidati o comunque demoliti per liberare l’energia in essi contenuta. L’energia liberata sarà quindi utilizzata per tutte le funzioni vitali, sia fisiologiche, sia straordinarie. Il materiale glucidico che utilizza l’uomo a scopo alimentare è rappresentato essenzialmente da polisaccaridi costituenti l'amido e contenuti in modo rilevante nel pane, nella pasta, nelle patate ecc. La digestione dell’amido ha inizio con l’azione dell’amilasi contenuta nella saliva ( ptialina ). L’efficacia di questa digestione dipende dal tempo in cui il materiale alimentare è trattenuto in bocca. Tale digestione è quasi del tutto interrotta nello stomaco, ad opera dei succhi gastrici, per poi riprendere nell’intestino col succo pancreatico. I polisaccaridi ed oligosaccaridi che da tale digestione si liberano, vengono assorbiti dall’intestino solo dopo completa idrolisi. Una volta attraversata la parete intestinale i monosaccaridi passano pressoché totalmente nella circolazione sanguigna per essere da questa, distribuiti a tutte le cellule, con lo scopo di essere utilizzati quale fonte energetica.

lipidi
I lipidi o grassi, come i glucidi, hanno una funzione essenzialmente dinamica. I grassi hanno la peculiare proprietà di rappresentare un materiale particolarmente adatto a funzionare da riserva. L’organismo è infatti in grado di accumulare quantità assai elevate di grassi. L'insolubilità in acqua rende questi composti idonei ad una conservazione per lungo tempo, e ad un loro uso solo quando le riserve di materiale dinamico più solubile in acqua (glucidi), e quindi più facilmente utilizzabile, cominciano a scarseggiare.
La prima digestione dei grassi avviene nel duodeno ad opera del succo pancreatico, coadiuvato dalla bile. La saliva ed il succo gastrico sono infatti sprovvisti di enzimi atti ad idrolizzare i grassi. I sali biliari presenti nella bile, favoriscono notevolmente la digestione dei grassi diminuendo la tensione superficiale. Ciò permette la formazione di una emulsione, facilmente idrolizzabile dalla lipasi pancreatica.
Non tutto il grasso deve essere idrolizzato per poter essere assorbito dalla parete intestinale. Una quota notevole può passare direttamente attraverso la parete intestinale senza subire alcuna scissione.

vitamine
Le vitamine sono composti organici molto diversi tra loro ed accomunati dal fatto di essere assolutamente indispensabili al normale funzionamento dell’organismo. La prima esplicita affermazione che “gli animali hanno bisogno, oltre ai normali nutrienti, di altri fattori”, risale al 1906 e la si deve all’eminente scienziato inglese F. G. Hopkins. Tuttavia, già nel 1753 Lind riferì nel suo celebre trattato sullo “scorbuto”, che tale malattia colpiva le persone costrette a nutrirsi per lungo tempo di cibi secchi e, pertanto, venivano curate con aghi di alcune piante sempreverdi. Alla fine del 1700 la Marina britannica aveva stabilito per legge che dovesse essere somministrato ai marinai, giornalmente, del succo di limone. Una tappa importante nel cammino che porta alla scoperta delle vitamine fu segnata dal medico olandese Eijkam, che nell’osservare e studiare lo scorbuto parlò dell’assenza di “qualcosa” negli alimenti. Questo qualcosa venne isolato nel 1911 dal polacco Casamiro Funk, che la chiamò “amina della vita” poi denominata “vitamina”. Come già detto le vitamine sono indispensabili all’organismo: permettono lo svolgersi di importanti reazioni biochimiche, necessitano quantità minime, possiedono dimensioni ridotte e struttura semplice, non sono prodotte dall’organismo, almeno quello umano, sono sensibili agli effetti del calore, della luce, dell’aria. La carenza spinta di queste sostanze porta a malattie ben definite per ogni singola vitamina, caratterizzate da condizioni patologiche che regrediscono con la somministrazione delle stesse. Si suole suddividere le vitamine in idrosolubili e liposolubili.
Le idrosolubili, sono per l’appunto solubili in acqua, non vengono accumulate nell’organismo e pertanto, devono essere somministrate quotidianamente con la dieta. Fenomeni di tossicità da accumulo difficilmente si verificano in quanto, l’eccesso nel sangue viene prontamente eliminato con le urine. Svolgono un ruolo di catalizzatori nelle vie metaboliche comuni a tutte le cellule. Appartengono a questo gruppo la vitamina C, il gruppo delle B e l’H.
Le liposolubili sono quelle solubili nei grassi e pertanto, possono essere accumulate nell’organismo e quindi costituire una riserva. Non è quindi obbligatorio, anche se consigliabile, introdurle quotidianamente con la dieta. Queste prendono parte a reazioni particolari a livello di strutture specializzate e pertanto, non è possibile l’interscambio tra loro. Appartengono a questo gruppo le vitamine A, D, E, K.

sali minerali
I minerali sono sostanze inorganiche e pertanto, non forniscono energia, ma sopravvivere senza di loro è impossibile perché regolano quasi tutte le attività dell’organismo. Alcuni di essi pur se importanti, sono praticamente invisibili. Basti pensare che tutti i minerali del corpo umano in media pesano circa 3 Kg.. Questi sono concentrati soprattutto nelle ossa e nei denti. Degli oltre 50 elementi, noti nella tabella periodica, 25 sono indispensabili per il buon funzionamento dell’organismo. Sia pure a livelli diversi, essi svolgono una miriade di funzioni metaboliche: senza il calcio, ad esempio, il messaggio nervoso non viaggerebbe veloce da cellula a cellula e soprattutto i muscoli ( cuore compreso ) non potrebbero contrarsi; le ossa ed i denti non avrebbero la compattezza necessaria per la loro struttura portante; se non ci fosse il ferro i tessuti morirebbero per mancanza di ossigeno, in quanto, è questo minerale che forma la molecola che trasporta lo stesso ferro; il cobalto forma il cuore della molecola della vitamina B12; il selenio ha funzione preminentemente antiossidante.
I minerali presenti negli alimenti, attraversano la parete intestinale e si riversano nel torrente circolatorio con estrema facilità. I medesimi vengono utilizzati nella loro forma attiva o ionica.

Metabolismo ed alimentazione
Le modificazioni chimiche a cui vengono sottoposte le varie sostanze di origine alimentare a livello delle cellule e dei tessuti, prende il nome di metabolismo. Tutte le reazioni metaboliche possono essere suddivise in due tipi: quelle che conducono alla formazione di strutture cellulari complesse o alla sintesi di composti nuovi, e quelle che conducono alla scissione o degradazione dei composti di origine alimentare, per liberare l’energia in essi contenuta. Le prime reazioni sono dette di sintesi e richiedono una certa energia per essere compiute, le seconde sono reazioni di degradazione, di scissione o di ossidazione, che si compiono con liberazione di energia. Si usa spesso indicare col termine di anabolismo le reazioni biosintetiche, e col termine di catabolismo quelle di degradazione.

Il fabbisogno energetico
Il fabbisogno energetico rappresenta la quantità di energie che un organismo necessita, sia per le fisiologiche funzioni vitali, sia per compensare il dispendio energetico che deriva dall’attività e dallo stile di vita che il medesimo conduce. Di seguito verranno descritti brevemente alcuni fabbisogni energetici e quindi di nutrienti, riguardanti i più significativi esempi.

Alimentazione ed attività fisica
L’esercizio fisico aumenta la spesa energetica ed accelera il metabolismo corporeo. Ciò porta ad un consumo più rapido ed intenso di nutrienti, in particolare quelli che rappresentano la così detta “fonte energetica”, ovvero: i glucidi che raffigurano la fonte primaria ed i lipidi. Anche le vitamine ed i sali minerali svolgono un ruolo importante in tale occasione. In parallelo, l’attività fisica produce più radicali liberi perché con essa si brucia più ossigeno. L’aumentato fabbisogno di nutrienti è maggiore nei soggetti che svolgono attività fisica a livello amatoriale o di fitness che, in genere, non seguono un programma alimentare corretto che adegui in modo bilanciato la dieta all'aumentato fabbisogno energetico. Un incremento delle calorie assunte, pur senza modificare la formula dei nutrienti ( 55-60% di carboidrati, 25-30% di lipidi, 15-20% di proteine ), deve comunque essere motivato da un effettivo aumento dei consumi, altrimenti si rischia di andare incontro ad uno stato di sovrappeso. Per chi svolge attività fisica, un’eventuale carenza di vitamine del gruppo B, può rendere assai minore la resistenza allo sforzo fisico perché è proprio grazie a queste, che i nutrienti ingeriti vengono sfruttati al meglio dall’organismo, dal punto di vista energetico. L’attività fisica o psicofisica intensa, soprattutto se prolungata, aumenta, d’altra parte, la produzione di radicali liberi. L’organismo ha quindi, un maggiore fabbisogno di difese antiossidanti come la vitamina E, il beta-carotene e la vitamina C. Quest'ultima è doppiamente indispensabile per le innumerevoli funzioni che svolge: favorisce l’utilizzazione energetica delle proteine, è coinvolta nel bilancio idrosalino, accelera la cicatrizzazione delle ferite e la riparazione di danni tessutali o di microtraumi, frequenti in corso di attività motoria, solo per citare alcuni esempi. Infine, da non sottovalutare un sufficiente apporto minerale. Per esempio, aumenta il fabbisogno di calcio che, oltre ad essere un costituente fondamentale della struttura ossea, è coinvolto nella trasmissione degli impulsi nervosi e nella contrazione muscolare, entrambe “sotto pressione” durante l’esercizio fisico. Altro minerale utile è il selenio che, in sinergia con le vitamine ad attività antiossidante, protegge l’organismo dal danno dei radicali liberi.

Beh.........poi ci sono le patologie, le varie alimentazioni a seconda dell'eta..............insomma seleziona solo ciò che serve!
dony_imperator
dony_imperator - Erectus - 50 Punti
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grz 1000
aleio1
aleio1 - Mito - 18949 Punti
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Ma come fai a non sapere di ke parla se l'hai scritta???
Mario
Mario - Genius - 37169 Punti
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Io ho semplicemente detto di selezionare gli argomenti che gli servivano!
Prego;)!cmq dony se ti serve il resto della tesi lo posto!

P.S.Aleio io ho scritto beh diverso da boh!

Questa risposta è stata cambiata da marios46 (22-06-07 12:34, 9 anni 3 mesi 13 giorni )
IPPLALA
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