vincenzo940
vincenzo940 - Ominide - 43 Punti
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indica la relazione tra finanziamenti è investimenti chi mi sa rispondere a questa domanda?
enrico___1
enrico___1 - Genius - 3717 Punti
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Appunto di skuola.net
Aleksej
Aleksej - Mito - 20002 Punti
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CORRELAZIONI TRA INVESTIMENTI E FONTI DI FINANZIAMENTO.

La varia combinazione delle fonti di finanziamento, che vede la contemporanea presenza di capitale proprio e prestiti di terzi, determina la struttura finanziaria dell’impresa.
La composizione qualitativa e quantitativa delle fonti di finanziamento va convenientemente adattata all’entità e ai caratteri dei fabbisogni: deve cioè esistere una correlazione tra la durata dei finanziamenti e la durata degli investimenti. In pratica, data una certa situazione patrimoniale, si deve verificare:
- che il capitale proprio e le passività consolidate, che sono capitali “permanenti”, siano complessivamente di importo superiore a quello dell’attivo immobilizzato: in tal caso una parte dei suddetti capitali finanzia anche l’attivo circolante;
- che i finanziamenti di terzi a breve termine non siano di importo superiore a quello dell’attivo circolante.

La correlazione, quindi, non è fra il singolo finanziamento e il singolo investimento, bensì fra la struttura degli impieghi e quella delle fonti.

L’analisi delle relazioni tra le classi di investimenti e classi di finanziamenti si attua mediante alcuni indicatori o “margini” che consentono di formulare un giudizio attendibile sull’equilibrio finanziario dell’azienda. Tali indicatori sono:

• il margine di struttura primario o secondario
• il patrimonio circolante netto
• il margine di tesoreria

Il margine di struttura primario indica la misura in cui i mezzi propri finanziano l’attivo immobilizzato ed è quindi dato dalla differenza tra il capitale proprio e il valore delle immobilizzazioni nette.
a. Un margine di struttura primario positivo significa che il capitale proprio finanzia interamente l’attivo immobilizzato e in parte anche l’attivo circolante.
b. Un margine di struttura primario negativo segnala che i mezzi propri non sono sufficienti a coprire gli impieghi fissi e che quindi la restante parte viene finanziata mediante l’indebitamento.

Il margine di struttura secondario segnala in quale misura le fonti permanenti finanziano gli impieghi durevoli ed è pertanto dato dalla differenza fra il capitale permanente (capitale proprio + passività consolidate) e l’attivo immobilizzato.
a. Un margine di struttura secondario positivo indica che il capitale permanente finanzia interamente l’attivo immobilizzato e in parte anche l’attivo circolante
b. Un margine di struttura secondario negativo segnala uno squilibrio strutturale fra impieghi e fonti, in quanto le immobilizzazioni risultano finanziate anche con il concorso delle passività correnti.

Il patrimonio circolante netto segnala la capacità dell’impresa a fronteggiare gli impegni a breve termine facendo assegnamento sulle liquidità e sulle disponibilità di magazzino. Esso è dato dalla differenza fra l’ammontare dell’attivo circolante e quello delle passività correnti.
a. Se la differenza è positiva significa che le attività a breve, dalle quali nel corso del periodo successivo si attendono flussi monetari in entrata,superano le passività correnti,che nel corso dello stesso periodo generano flussi in uscita.
b. Un risultato negativo indica una situazione strutturalmente anomala, in quanto i debiti a breve superano l’attivo circolante e finanziano gli investimenti in attività immobilizzate.

Il margine di tesoreria indica in quale misura le liquidità riescono a coprire i debiti di prossima scadenza. Esso è dato dalla differenza tra il totale delle liquidità immediate e differite e le passività a breve o correnti.
a. Il margine di tesoreria è positivo se le disponibilità liquide esistenti e i crediti a breve superano i debiti di prossima scadenza. Esso segnala una situazione di equilibrio finanziario di breve periodo e quindi la capacità dell’azienda di fronteggiare i rimborsi dei debiti a breve senza ricorrere al disinvestimento del magazzino.
b. Il margine di tesoreria è negativo se le liquidità immediate e quelle di prossimo realizzo non coprono completamente gli impegni finanziari a breve scadenza.
mitraglietta
mitraglietta - Mito - 62599 Punti
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Questo è un mio appunto (spero sia questo che ti serve) ;)

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Gli indici sono dei dati che vengono costruiti per ottenere informazioni preziose sulla struttura patrimoniale finanziaria o reddituale dell'azienda.

Possono racchiudersi tre tipi di indici: patrimoniale, di liquidità, e di redditività.

Negli indici patrimoniale troviamo: di struttura, autonomia finanziaria, e copertura.

Indici patrimoniale:
Struttura:
1) rigidità degli investimenti: l'incidenza delle immobilizzazioni sul totale degli investimenti (tot immobilizzazioni/ tot investimenti * 100)
2) elasticità degli investimenti è complementare al primo indice e riguarda
le attività correnti/ il totale delle attività
3) rigidità delle fonti di capitale: rappresenta il grado di copertura finanziaria di attività con capitale proprio e debiti a lungo termine. Più alto è questo valore, minore è il rischio dell'azienda di non far fronte a debiti a breve termine. (cap. netto + debito a medio lungo termine /totale debiti)
4) Elasticità delle fonti di capitale: complentare al 3° indice indica il maggiore rischio dell'azienda di non poter far fronte a impegni a breve termine.
(passività correnti / tot passività *100).

Autonomia finanziaria:
Fanno riferimento alle passività dello stato patrimoniale e in particolare al capitale netto. Cioè indica il peso del capitale netto sul totale delle fonti di finanziamento. Valore ottimale 1, che significa assenza di fonti esterne.
Capitale netto/ tot passività

Copertura:
1) Grado di copertura delle immobilizzazioni: indica il grado di copertura delle immobilizzazioni con fonti consolidate. se il valore è maggiore a 1, significa che le fonti di finanziamento consolidate sono maggiori alle attività immobilizzate.
capit. netto + debiti a m-l termine / immobilizzazioni nette

2) Grado di copertura immobilizzazioni: indica il grado di copertura delle immobilizzazioni nette con il capitale proprio. se il valore è prossimo o superiore a 1, tanto più è solida la situazione finanziaria dell'impresa.
(capit. netto / immobilizzazioni nette)

3) copertura delle attività: indica il grado di copertura dell'azienda con mezzi propri.
(Capit netto / attività * 100)

Indici di liquidità
1) indici di liquidità generale: il rapporto indica il grado di copertura delle passività a breve termine con le attività correnti. valora ottimale superiore a 1. (attivo circolante / debiti a breve termine )

2) indici di liquidità primaria: il grado di copertura delle passività con liquidità immediata,, valore minore di 1 situazione negativa, valore uguale a 1 neutro, valore maggiore a 1 indicano la capacità dell'azienda di fronteggiare molto bene gli impegni a breve termine.
(attivo circolante - scorte di magazzino / passività correnti)

Indici di redditività:
Servono a misurare la capacità dell'azienda di produrre reddito nel tempo. Si riferiscono al conto economico del bilancio d'esercizio.

1) ROE: return on equity
(reddito netto d'esercizio /capitale netto *100)
Indice che misura la redditività del capitale netto. si determina nel rapporto tra reddito netto e capitale netto.

2) ROI: return on investiment: Indice che misura la reidditività degli investimenti globali dell'impresa a prescindere dalle fonti di finanziamento e dato dal rapporto tra profitto e capitale investito. (reddito operativo / capitale investito *100)

3) GOP: gross operating profit: viene indicato l'utile lordo che ne deriva dallo svolgimento dell'attività dell'impresa, considerando solo i costi di produzione a esclusione degli ammortamenti e dai ricavi della vendita dei servizi prodotti ad esclusione di ricavi di natura finanziaria. Il gop si calcola con (valore della produzione - costi di produzione al netto degli ammortamenti).

Esempio: valore produzione 100. costo produzione 700. ammortamento 100.
[1000 - (700-100)] = 400. Il GOP è pari al 40% che è un buon risultato.

Degli indici non abbiamo fatto il ROD (return on debths).

Può andar bene? :hi

Questo è un altro tema

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Tema di economia
II candidato dopo aver illustrato il finanziamento dell'impresa ristorativa con riferimento sia alle fonti esterne che alle fonti interne e all'incidenza della politica finanziaria sui risultati economici, si soffermi in particolare sulle problematiche che caratterizzano la gestione finanziaria in relazione ai contesti di seguito indicati: - struttura alberghiera con ristorante e centro di produzione pasti.

Comincerò individuando le caratteristiche dell'impresa ristorativa rilevanti ai fini della politica finanziaria dell'azienda. Rilevanti sotto il profilo delle uscite sono: a) l'alta incidenza delle immobilizzazioni, specialmente in fase di costituzione; b) gli elevati costi del personale; c) l'elevata incidenza dei costi fissi sui costi locali. Le seguenti peculiarità sono significative sotto il profilo delle entrate: a) a causa dell'alta incidenza delle immobilizzazioni il tempo di disinvestimento del capitale investito in costi pluriennali e lungo perciò il rientro sotto forma liquida e graduale e lento nel tempo (aspetto negativo); b) le entrate dovute alla vendita dei servizi ristorativi avvengono contestua1mente rispetto all'erogazione del servizio (aspetto positivo). Inoltre altre caratteristiche che incidono sull' equilibrio finanziario sono: la stagionalità di certa domanda turistica (aree balneari, aree montane) oppure la destagionalizzazione; l'elasticità in genere della domanda turistica e ristorativa data dall'influenza che esercitano numerosi fattori sulla richiesta di servizi ristorativi (mode, fattori economici, culturali, sociali, climatici). Se ne deduce che per un imprenditore del settore può non risultare sempre così agevole raggiungere e mantenere l'equilibrio finanziario cioè la situazione in cui la gestione provoca con regolarità entrate monetarie in grado di coprire le uscite di breve periodo. Detto in altri termini la gestione potrebbe non sempre favorire la capacità autonoma dell' azienda di pagare i suoi debiti correnti. Quando così non fosse l'azienda può rivolgersi alle fonti esterne di finanziamento più idonee. Si parla di idoneità perchè occorre adottare un criterio nelle scelte delle fonti esterne di finanziamento per il quale a investimenti in beni del capitale fisso dovrà corrispondere la ricerca di fonti esterne di finanziamento di medio lungo periodo quali ad esempio i prestiti a 3-5 anni oppure il mutuo o il mutuo ipotecario per l'acquisto di immobili. Parallelamente l'imprenditore sceglierà forme di finanziamento a breve nel caso di acquisto di beni a breve ciclo di utilizzo/realizzo quali le derrate alimentari o vini e bevande. L'imprenditore nel ricorrere alle fonti esterne di finanziamento dovrà attentamente valutare i costi connessi a tali esposizioni debitorie. Ogni finanziamento di regola comporta per il finanziato il pagamento di quote di oneri finanziari che daranno origine a costi che finiranno per ridurre - a volte in modo significativo - la redditività aziendale. Ne consegue che un'adeguata, ponderata politica finanziaria ha riflessi positivi non solo sull'equilibrio finanziario ma anche sull'equilibrio economico. Un'altra importante condizione da rispettare per evitare squilibri finanziari è un'adeguata capitalizzazione dell'azienda ossia una prevalenza significativa del capitale proprio sui capitale di terzi. Si ricorda che il capitale proprio è un capitale gratuito per l'imprenditore e che non ha scadenza e conseguentemente può essere utilizzato per finanziare qualsiasi investimento sia esso a breve, medio o lungo tempo di rea1izzo. Per tornare alle caratteristiche specifiche degli investimenti in ambito ristorativo, e in particolare alla prevalenza dei costi pluriennali, di interesse potrà risultare per l'azienda ristorativa il ricorso al leasing sia operativo che finanziario (anche nella forma del leasing immobiliare) cosi come il ricorso al lease back. II leasing è un contratto che consente all'utilizzatore di locare un bene strumentale o immobiliare (a volte costruito esattamente sulla base delle esigenze dell'utilizzatore stesso), pagando periodici canoni di locazione anticipati alla società di leasing. Tali canoni comprendono oltre a quote di valore del bene locato, interessi e IVA al 20%. II vantaggio finanziario del leasing, rispetto all'acquisto in proprietà, consiste nel fatto che l'imprenditore in tal modo non contribuisce ad immobilizzare gli investimenti bensì a elasticizzarli e favorisce il parallelismo fra uscite (canoni) e entrate (ricavi di vendita dei beni e servizi), avvantaggiando la formazione della liquidità aziendale. II lease back inoltre può essere un buono strumento per l'impresa per dotarsi di massicce quantità di denaro liquido utili per investimenti in progetti impegnativi (quali ad es. ampliamenti, importanti ristrutturazioni), senza intaccare le linee di credito bancarie. Un'altra forma di finanziamento di breve termine a cui l'impresa ristorativa ricorrerà e l'apertura di credito in c/c (fido bancario) ma in ciò non si differenzierà dalle altre imprese di altri settori o comparti. Va menzionata ancora (prima di affrontare la seconda patte della traccia, il contratto di factoring che come si sa consiste nello smobilizzo di crediti commerciali non necessariamente cambializzati, non ancora scaduti, dietro pagamento di uno sconto, di commissioni e di rimborso spese varie. II più o meno diffuso ricorso a1 factoring dipende dal tipo di impresa che si analizza e in particolare è condizionato dalla presenza o meno di crediti commerciali nell' attivo circolante. L'azienda ristorativa in particolare si caratterizza per la presenza di crediti limitati e perciò scarso sarà il ricorso al factoring come forma di finanziamento a breve termine. Più frequente sarà invece la posizione dell' azienda ristorativa che richiede dilazioni di pagamento ai fornitori di derrate (60-90-120 giorni). Con riferimento alla seconda parte della traccia e contestualizzando il problema “gestione finanziaria” all'albergo con ristorante sottolineerei i seguenti aspetti: a) presenza, fra gli investimenti, di immobilizzazioni dal valore molto consistente che pesano sul fabbisogno finanziario specie in fase di costituzione; b) alti i costi per il personale spesso di livello qualificato. Si tratta per lo più di costi fissi. Inoltre va considerato che quanto più sale lo standard qualitativo dell'albergo quanto più crescono le spese per il personale dell'area ricevimento, sala cucina e alloggio senza significative possibilità di automatizzare certi servizi resi dal personale; c) ingenti gli altri costi generali, comuni e prevalentemente fissi; d) elevata la rigidità dell'offerta del servizio alloggio. In caso di presenze insufficienti, la produzione (ossia il posto­ letto) non può essere immagazzinata per essere magari successivamente venduta e perciò se non viene venduta in giornata l'azienda registrerà rilevanti uscite connesse alla messa a punto del servizio a fronte di entrate insufficienti mentre in caso di presenze eccessive rispetto ai posti letto disponibili, la struttura sarà costretta a rifiutarle rinunciando in tal modo a quote di entrate. Da questo punto di vista il ristorante presenta un' offerta più flessibile grazie alla possibilità di proporre turni di servizio (flessibilità che favorisce il flusso delle entrate). II ristorante d'albergo potrà essere aperto ai passanti oppure riservato alla clientela dell'albergo. In quest'ultimo caso, il servizio sarà più facilmente programmabile ma una carenza di domanda alberghiera si rifletterebbe negativamente anche sulle entrate della struttura ristorativa. Viceversa l'apertura ai passanti potrebbe compensare eventuali stalli di domanda alberghiera e favorire il raggiungimento dell'equilibrio finanziario anche in eventuali periodi morti grazie a proposte di banchetti, di cene conviviali; di feste con affitto sala a gruppi più o meno numerosi. Il centro di produzione pasti è una struttura di ristorazione industriale. In quanto tale non e aperta al pubblico e rivolge la propria offerta ristorativa a istituzioni quali scuole, asili, ospedali e comunità varie. Un centro di produzione pasti può arrivare a produrre 5000-10000 pasti al giorno sulla base di contratti stabiliti con i vari enti richiedenti il servizio per lo più annualmente. Ne deriva la presenza di una clientela stabile, (con conseguente certezza dell'entrata finanziaria legata all'erogazione del servizio), una clientela dalle preferenze ben definite e la conseguente possibilità della standardizzazione del menù. Sono elementi the favoriscono processi di ottimizzazione nell'uso delle risorse sia sotto forma di materie prime che di impianti che di risorse umane con relativo più contenuto esborso monetario sia dal punto di vista delle materie prime utilizzate sia dal punto di vista dei costi del personale impiegato. A questo proposito il personale impiegato sarà addetto a fasi di lavoro ripetitive, nello stile della catena di montaggio e perciò si tratterà di lavoratori scarsamente qualificati e inoltre buona parte del lavoro sarà svolto dalle macchine con effetti significativi sulla numerosità degli addetti e sugli esborsi dovuti al pagamento degli stipendi dei dipendenti. Lo stesso servizio di distribuzione avvalendosi di contenitori che mantengono caldi i cibi per un lungo periodo di tempo potrà essere svolto da relativamente pochi addetti. E' evidente la differenza con il caso dell'albergo con ristorante per il quale; si è visto, è meno agevole il raggiungimento dell’equilibrio finanziario. Importante potrà essere in fase di costituzione di un centro di produzione il fabbisogno finanziario per l’acquisto di attrezzature e impianti e nel corso della gestione per l'innovazione tecnologica. Rimane comunque più ampia l'incidenza dei costi pluriennali nel caso dell'albergo con ristorante anche solo per il valore dell'eventuale edificio; se di proprietà, degli arredi, del tovagliato. Vale per entrambe le strutture l'effetto finanziariamente riequilibrante del leasing. Consistente, a differenza dell'albergo con ristorante, la rilevanza dei crediti. I pagamenti avvengono periodicamente, in via posticipata rispetto all'erogazione del servizio. Interessante, per colmare l’eventuale fabbisogno finanziario, nel caso del centro di produzione pasti il ricorso al factoring.
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