pikkolafarfalla
pikkolafarfalla - Sapiens Sapiens - 800 Punti
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La nostra vita quotidiana è caratterizzata dalla presenza di molti prodotti dell'industria americana: dagli hamburger alla Coca Cola e Pepsi Cola, dal personal computer alle automobili, dai telefilm trasmessi da tutte le reti televisive ai colossal cinematografici, gli Stati Uniti sono il paese più presente sul mercato. Molti sostengono che gli americani hanno cercato di <<Colonizzare>> tutto il mondo con le loro produzioni, mentre altri affermano che è indispensabile poter usufruire dei loro prodotti perchè sono sempre i più innovativi e ricercati, sopratutto dai giovani. Approfondire su entrambi punti di vista
coltina
coltina - Genius - 11957 Punti
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La cultura e il modello americano si sono affermati come vincenti a partire dal secondodopoguerra, quando gli USA usciti finanziariamente più forti rispetto all'Europa martoriata e rasa al suolo, per combattere la possibile penetrazione del modello sovietico negli stati europei occidentali, pianificarono aiuti economici e di beni con il Piano Marshall. Questo intervento portò merci statunitensi nelle città europee in quantità molto elevata e rese gli stati che ricevevano gli aiuti "debitori" e più propensi a non intralciare l'industria USA.
Con il boom economico degli anni 50 e 60 gli elettrodomestici (in buona parte di brevetto americano coem il firgorifero e la lavatrice),i jeans, i collants, le pellicole cinematografiche, la musica blues e rock divennero familiari in tutta Europa e vennero gettate le basi per la società che noi conosciamo oggi.
La massificazione dei consumi, la cosiddetta globalizzazione, oggi è un dato di fatto a cui difficilmente si potrebbe trovare un'alternativa. L'autarchia proposta negli anni 30 è oggi utopica se si pensa che ogni continente ospita multinazionali americane, basi militari statunitensi, consce esercizi commerciali e copia modelli di vita d'oltreoceano.
Dalla brillantina e i jubox degli anni 50 sono passati molti decenni e il processo si è solo intensificato.
Il successo dell'economia liberista americana ha spinto il resto del mondo a pensare (soprattutto dopo la ceduta del modello russo comunista) che quello sia il solo modo per una società felice e positiva, ma bisogna anche vedere il rovescio della medaglia, cioè il sacrificio che le classi più deboli devono patire perchè questo modello economico sia vincente. Non è un mistero che il sistema sanitario (di recente modificato), quello assicurativo e anche quello lavorativo privilegiano le fasce abbienti e lasciano al loro destino quelle più disagiate, come un pegno da pagare al "dio sviluppo".
In Europa il mito degli USA come terra felice persiste grazie alle serie televisive alla Beverly Hills e ai numerosi film colossal, ai numerosi prodotti tecnologici che il mercato propone (dal Machintosh all'Ipod), ma che sia l'unico modo di vivere in modo soddisfatto è solo un inganno del sistema stesso che si auto-loda.
Il senso critico, credo, sarà la sola maniera per vedere che non è il correre appresso alle novità, il dover sempre apparire giovani e brillanti, il dominare con la propria influenza economica i paesi più deboli ad essere il mezzo per un mondo più equilibrato, sereno e soprattutto solidale.
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