lollo4ever
lollo4ever - Sapiens Sapiens - 1211 Punti
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Buonasera raga!! Allora.. dovrei fare per i prossimi giorni uno schema con le caratteristiche della persona fisica e quella giuridica. Per la persona giuridica nessun problema, ho trovato gli appunti qua e sono molto completi.. mentre quelli sulla persona fisica non mi sono utili.. qualcuno mi può dare una mano???

Infine dovrei rispondere ad una domanda: La distinzione tra la persona fisica e quella giuridica è coerente con gli articoli della costituzione?

Grazie!!
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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Secondo l'ordinamento italiano, sono persone fisiche gli individui umani che con la loro nascita diventano soggetti rilevanti ai fini del diritto, in quanto secondo l'articolo 1 del codice civile divengono titolari di diritti e doveri, cioè acquisiscono la capacità giuridica.

Con il raggiungimento della maggiore età, 18 anni per l'ordinamento italiano, la persona fisica acquisisce la capacità di agire, cioè la possibilità di porre in essere atti rilevanti ai fini giuridici.

Al momento della morte dell'individuo si estingue anche la sua personalità giuridica.

Da Wikipedia

Guarda qua

Persona fisica e persona giuridica Nel linguaggio giuridico come in quello comune, diritti, doveri e rapporti giuridici possono essere riferiti non solo alle persone fisiche ma anche a quelle giuridiche, cioè a enti che, sul piano giuridico, vengono equiparati quasi integralmente alle persone fisiche. Perché ciò avvenga è però necessario che all'ente venga attribuito il riconoscimento da parte dello stato; solo in seguito a tale riconoscimento si può parlare di ente titolare di una vera e propria personalità giuridica. Di fatto però al giorno d'oggi c'è la tendenza al moltiplicarsi di organismi che, pur non richiedendo o non ottenendo il riconoscimento da parte dello stato, operano attivamente nella società e in ambito economico; si tratta, ad esempio, delle associazioni e delle fondazioni che sono persone giuridiche di fatto.

Elemento fondamentale e caratterizzante della persona giuridica è la sua autonomia patrimoniale. Il patrimonio dell'ente è autonomo e indipendente dai patrimoni privati di tutti coloro che ne fanno parte: da ciò discende che i creditori dell'ente o della società non possono rivalersi sui patrimoni personali dei soci o degli associati. Lo stesso discorso non può essere fatto per le persone giuridiche di fatto – che sono quelle che non hanno richiesto oppure non hanno ottenuto il riconoscimento da parte dello stato – in quanto queste hanno un'autonomia patrimoniale imperfetta, vale a dire che per le obbligazioni assunte dalla società rispondono personalmente e solidalmente coloro che hanno agito in nome e per conto della stessa.
Da Encarta

La persona fisica per l'ordinamento giuridico è qualsiasi essere umano. La persona fisica è un soggetto di diritto: è dotato di capacità giuridica, è titolare di diritti e doveri.
lollo4ever
lollo4ever - Sapiens Sapiens - 1211 Punti
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Grazie mille.. ma non ho capito dove si trova la risposta alla domanda.. La distinzione tra la persona fisica e quella giuridica è coerente con gli articoli della costituzione?
IPPLALA
IPPLALA - Mito - 101142 Punti
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Ma infatti devi estrapolarla te basandoti su quello che t'ho scritto
sedia90
sedia90 - Genius - 9848 Punti
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non vi è dubbio da un lato che, in linea di principio e come può desumersi dalle indicazioni normative a proposito della destrutturazione dell’organizzazione corporativa e del riconoscimento della responsabilità penale della persona giuridica, non sia necessario – per reprimere gli abusi – negare il principio dell’alterità e, dall’altro, che il rimedio vada ricercato piuttosto nella disciplina degli atti in frode alla legge, anche se il ricorso a tale disciplina ha necessità di essere ancorato ad una serie di dati oggettivi, con attento vaglio degli interessi in giuoco.

Ciò perché – come si è detto – non tutte le ipotesi di uso “indiretto” della persona giuridica sono necessariamente illecite. Anzi può dirsi, almeno in via generale, che soltanto laddove l’abuso si concreta nell’assoluto disprezzo e comunque nella violazione “delle regole fondamentali” che governano il modello di persona giuridica utilizzato, lì emerga l’intento elusivo e la conseguente frode alla legge. Soltanto quando il disprezzo svuota di ogni contenuto la forma giuridica, ciò comporta che cessi la tutela dell’organizzazione collettiva, perché l’interesse da questa perseguito è non più interesse comune a tutti i componenti della collettività ovvero l’interesse istituzionale della persona giuridica, ma interesse individuale dei singoli associati, dei suoi fondatori od anche di terzi.

Il che è dire, in termini diversi, quanto già sostenuto dai primi fautori della revisione del concetto di persona giuridica: risolvendosi l’alterità della persona giuridica nell’interesse dei soggetti che la compongono, è a questi interessi che bisogna far capo al fine di decidere della loro meritevolezza, per poter poi concludere se essi – quando in conflitto con quelli di terzi (dai creditori all’amministrazione finanziaria fino ai lavoratori dipendenti) – debbano ancora godere della disciplina speciale approntata dalla legge e di cui i singoli sono destinatari uti universi. Questa prospettiva – ed è la seconda conseguenza – consente di cogliere l’altro aspetto connesso al superamento dell’alterità, rappresentato dalla necessità di tutelare i soci dagli abusi dei terzi, ogni qual volta si pretenda di invocare l’alterità in loro pregiudizio.

Ne discende che è possibile ritenere che la frode alla legge non debba essere l’unica via per reprimere gli abusi; che accanto ad essa debba innanzi tutto collocarsi «l’istituto millenario della exceptio doli», sempre utilizzabile allorché vi sia la volontà di nuocere o di eludere una norma imperativa; che, ancora, attenta riflessione debba essere posta per il ricorso agli strumenti “tradizionali” previsti dall’ordinamento a tutela della garanzia patrimoniale, anche soprattutto perché molti degli abusi della persona giuridica appaiano essere piuttosto che abusi (presunti), effettive violazioni di ben altri principi (vendita in frode ai creditori, sottrazione della garanzia ai creditori, mancato – perché preordinato – esercizio dei propri diritti ed eventualità consimili). Quindi non negazione dell’alterità o suo superamento, ma adattamento della disciplina della (nozione di) universitas, come soggetto terzo rispetto ai suoi appartenenti, alle concrete esigenze meritevoli di tutela, nella continuità di un insegnamento giuridico risalente fino alla glossa accursiana ove può leggersi, già proposto con l’incisività propria della lingua latina, il criterio garante dell’adeguamento della persona giuridica alle mutate esigenze dei tempi ed agli usi “impropri” della stessa: «universitas nihil est nisi singuli homines qui ibi sunt».


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