lao
lao - Genius - 4220 Punti
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Salve a tutti,
sto' disperatamente cercando qualcosa di consistente sulla pittura metafisica e il suo esponente De Chirico, dato che in rete di arte non si trova molto materiale...Grazie
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120307 Punti
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Pittura metafisica: cenni storici

La pittura metafisica è una delle principali tendenze artistiche italiane della prima metà del '900.
Non si può definire un "movimento" vero e proprio, ma piuttosto una "corrente". Infatti, non si fonda su un manifesto o a un documento programmatico. Non assume la fisionomia di un gruppo. Non è nemmeno possibile fissare una data precisa d'esordio.

La pittura metafisica prende inizio grosso modo tra il 1912 e il 1914. In quegli anni non ha ancora un'identità precisa. Corrisponde, infatti, a una tappa particolare nell'evoluzione stilistica del lavoro di Giorgio de Chirico.
Per alcuni anni de Chirico conduce la propria ricerca sostanzialmente isolato. Finché, a partire dal 1916, altri grandi artisti italiani, ispirandosi alle opere di de Chirico, elaborano un proprio linguaggio personale.
Il primo a seguire l'esempio di de Chirico è Carlo Carrà, che nel 1917 lo incontra all'ospedale militare di Ferrara. Quindi, è la volta di Giorgio Morandi, che attorno al 1918 vede pubblicate alcune opere di de Chirico e Carrà. Tra il 1918 e il 1925, si accostano alla pittura metafisica anche Filippo De Pisis, Mario Sironi, Massimo Campigli, Felice Casorati e altri autori minori. È allora che la pittura metafisica assume i caratteri di "corrente" vera e propria. A conferirle un inquadramento sul piano teorico è Alberto Savinio, fratello di de Chirico, e anche lui pittore nonché poeta.

Pittura metafisica: caratteristiche principali

Il termine "pittura metafisica" indica il rapporto particolare di questo tipo di pittura nei confronti della realtà.
Rispetto ad altre correnti, la pittura metafisica si caratterizza per l'ordine e la chiarezza compositiva. I quadri raffigurano oggetti e forme riconoscibili, collocati in spazi ben definiti dal punto di vista architettonico. Ma i vari elementi appaiono combinati in maniera assurda, apparentemente senza nessi tra loro. Verrebbe da paragonarli a palcoscenici, su cui sono allestite rappresentazioni ambigue e paradossali.
Da questo uso della realtà per porsi al di fuori di essa deriva, quindi, la sua denominazione.

Gli oggetti presenti nei quadri metafisici possono essere: manichini, torsi di sculture, metronomi, giocattoli, bottiglie, scatole, sfere, strumenti d'artista (squadre, compassi, cornici), ecc.
Le loro aratteristiche principali sono:

fisionomia stilizzata e schematica,
contorni netti, dovute a sottili linee nere,
superfici lisce, semplificate, con chiaroscuro elementare,
ombre perlopiù monocrome.
Gli spazi che fanno da sfondo agli oggetti presentano tipologie che si differenziano a seconda dell'autore.
Quasi tutti i quadri metafisici di Carrà, Morandi, De Pisis, e alcuni di de Chirico, raffigurano interni di stanze. Sono molte, però, le eccezioni, costituite soprattutto da Giorgio de Chirico e dal fratello Alberto Savinio. E un discorso a parte va fatto anche nel caso di Giorgio Morandi.
Nelle tele di de Chirico ricorrono spesso spazi aperti, simili a piazze, terrazze, scorci di arcate. Particolarmente famose sono le cosiddette "piazze d'Italia": visioni di spazi aperti sull'orizzonte, delimitati da edifici ad arcate, torri e architetture più o meno note, con sculture antiche collocate in primo piano.
Le tele di Giorgio Morandi del 1918-19 sono, invece, nature morte metafisiche, in cui gli oggetti appaiono disposti su tavoli.
Caratteristiche principali degli spazi che fanno da sfondo sono:

chiarezza e nitore della composizione,
schematicità e semplificazione delle strutture architettoniche,
presenza di prospettive forzate e linee di fuga improbabili,
impiego di tinte calde e terrose (verde, bruno, terra di siena, rosso, bianco).

Pittura metafisica: le idee e la poetica

Alla base della pittura metafisica si riconosce sostanzialmente un atteggiamento intellettuale. La pittura metafisica nasce dall'intento dell'artista di creare un mondo che non esiste nella realtà. Un mondo capace di esaltare la bellezza intrinseca degli oggetti e della materia.
Un aspetto fondamentale è il suo carattere ambiguo e paradossale. L'artista riproduce oggetti ed elementi del mondo reale, accostandoli e combinandoli tra loro in maniera assurda. In questo modo gli oggetti si spogliano dei loro significati abituali, l'opera perde il suo legame con la realtà e si colloca al di fuori di essa.
Altro aspetto importante è il senso di mistero e inquietudine che pervade la scena. Il collocarsi dell'opera al di fuori del tempo e dello spazio fisico suscita un senso di spaesamento, di enigma. Per Giorgio de Chirico, in particolare, l'uomo e il mondo stessi sono un enigma. Compito dell'artista è tradurre in immagini il lato enigmatico dell'esistenza. Meno cariche di questa tensione "enigmatica" sono le opere di Morandi e De Pisis.
In ogni caso, nella pittura metafisica bisogna riconoscere una componente ironica e nettamente ambigua. È proprio questa componente particolare a catturare l'interesse dei surrealisti, che vedono nella pittura metafisica di de Chirico una delle radici del Surrealismo.

Giorgio de Chirico

Giorgio de Chirico (10 luglio 1888 - 20 novembre 1978) è stato un pittore italiano nato a Volos, in Grecia, che fondò il movimento artistico della "scuola metafisica". Dopo gli studi artistici avvenuti a Atene, de Chirico nel 1906 si trasferì in Germania, e a Monaco di Baviera entrò nell'Accademia delle belle arti, dove ebbe la possibilità di leggere le opere dei filosofi Friedrich Nietzsche e Arthur Schopenhauer. Dopo lo studio delle opere di Arnold Böcklin e Max Klinger, nel 1909 egli decise di tornare in Italia.

La migliore produzione pittorica di de Chirico è avvenuta tra il 1909 e il 1919, ovvero il suo periodo metafisico: i quadri di questo periodo sono memorabili per le pose e per gli atteggiamenti evocati dalle nitide immagini. All'inizio di questo periodo, i suoi soggetti erano cittadini tranquilli ispirati dalla luce del giorno luminosa delle città mediterranee, ma ha rivolto gradualmente la sua attenzione agli studi sui magazzini ingombranti, a volte abitati dai commessi.

Mentre era ricoverato all'ospedale militare di Ferrara nel 1915, de Chirico conobbe il pittore futurista Carlo Carrà, con cui iniziò il percorso che lo portò a definire i canoni della pittura metafisica: a partire dal 1920 tali teorizzazioni furono divulgate dalle pagine della rivista "Pittura metafisica". Le opere realizzate dal 1915 al 1925 sono caratterizzate dalla ricorrenza di architetture essenziali, proposte in prospettive non realistiche, immerse in un clima magico e misterioso, e dall'assenza di figure umane. Questa pittura sarà ispiratrice di architetture reali realizzate nelle Città di fondazione di epoca fascista, dove il Razionalismo Italiano, accanto a strutture razionaliste lavorerà anche su forme, spazi e particolari architettonici metafisici.(Portolago, Sabaudia ect.).

Nei vari Interni metafisici dipinti in quegli anni oggetti totalmente incongrui rispetto al contesto (ad esempio una barca a remi in un salotto) vengono rappresentati con una minuzia ossessiva, una definizione tanto precisa da sortire un effetto contrario a quello del realismo. Compare in questo periodo anche il tema archeologico, un omaggio alla classicità reinventata però in modo inquietante: ne sono noti esempi Ettore e Andromaca (1917) e Ville romane. La figura del manichino, simbolo dell'uomo-automa contemporaneo (Il grande metafisico, 1917), gli fu invece ispirata dall'"uomo senza volto", personaggio di un dramma del fratello Alberto Savinio, pittore e scrittore.

Giorgio De Chirico e Sandro PertiniIn seguito, de Chirico collaborò alla rivista Valori plastici, che teorizzava una rivisitazione completa dell'arte italiana, e partecipò all'esposizione di Berlino del 1921. Ebbe un periodo di contatto con il surrealismo, con cui espose a Parigi nel 1925: le sue opere successive si segnalano per il virtuosismo tecnico e rappresentano un tributo e un ringraziamento al periodo barocco.

Nel 1949-1950, de Chirico aderì al progetto della importante collezione Verzocchi (attualmente conservata presso la Pinacoteca civica di Forlì), inviando, oltre ad un autoritratto, l'opera "Forgia di Vulcano".

De Chirico fu anche incisore e scenografo. La datazione e l'attribuzione di alcuni suoi dipinti è assai ardua, perché l'artista stesso produsse nel secondo dopoguerra repliche dei suoi capolavori del periodo metafisico.


Giorgio De Chirico (1888-1978) nacque in Grecia da genitori italiani. Nel 1906 si trasferì a studiare in Germania a Monaco, dove venne a contatto con la cultura tedesca più viva del momento. Si interessò alla filosofia di Nietzsche, Schopenhauer e Weininger e fu molto colpito dalla pittura simbolista e decadente di Arnold Böcklin e Max Klinger. Nel 1910 si trasferì a Parigi dove divenne amico dei poeti Valery e Apollinaire, ma rimase estraneo al cubismo che, in quegli anni grazie a Picasso, rappresentava la grossa novità artistica parigina.
Egli rimase comunque sempre estraneo alle avanguardie, nei quali manifestò spesso atteggiamenti polemici. In quegli anni dipinse molti dei suoi quadri più celebri che vanno sotto il nome di «Piazze d’Italia». Si tratta di immagini di quinte architettoniche che definiscono spazi vuoti e silenziosi. Vi è la presenza di qualche statua e in lontananza si vedono treni che passano. L’atmosfera magica di queste immagini le fa sembrare visioni oniriche.
Nel 1916, all’ospedale militare di Ferrara, De Chirico incontrò Carrà, ed insieme elaborarono la teoria della pittura metafisica. Il termine metafisica nasce come allusione ad una realtà diversa che va oltre ciò che vediamo allorché gli oggetti o gli spazi, che conosciamo dalla nostra esperienza, sembrano rivelare un nuovo aspetto che ci sorprende. E così le cose che conosciamo prendono l’aspetto di enigmi, di misteri, di segreti inspiegabili.
In questo periodo, oltre agli spazi architettonici, entrano nei soggetti dechirichiani anche i manichini. Questa forma umana, pur non essendo umana, si presta egregiamente a quell’assenza di vita che caratterizza la pittura metafisica. Anzi, per certi versi la esalta, data la visibile contraddizione tra ciò che sembra umano ma non lo è.
Dal 1918 al 1922 partecipa attivamente alla vita di «Valori Plastici», mentre nel 1924 torna a Parigi dove frequenta il gruppo dei Surrealisti. Benché i surrealisti riconoscono in De Chirico un loro precursore, il pittore italiano non accettò mai di integrarsi nella loro poetica o nel loro stile. A lui era estranea soprattutto quella accentuazione della dimensione onirica, fatta di automatismi inconsci.
In seguito la sua pittura si rivolse sempre più ad una classicità di tipo archeologico, dove il ricorso alle mitologie venne sempre interpretata in chiave metafisica, che rimase comunque il suo principale amore. E alla pittura metafisica fece costantemente ritorno anche negli anni successivi, fino a quando morì a Roma nel 1978, all’età di novanta anni
rapper
rapper - Genius - 19267 Punti
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ecco a te un piccolo riassunto della pittura metafisica:

Metafisica (pittura) Tendenza artistica del Novecento italiano, affermatasi nel 1910 nella produzione pittorica di Giorgio de Chirico, in particolare con i dipinti L'enigma di un pomeriggio d'autunno (ubicazione ignota) e L'enigma dell'oracolo (collezione privata, Berlino). La pittura metafisica si qualificava in primo luogo per l'effetto di spaesamento e sorpresa generato nello spettatore, dovuto alle immagini irreali e alle atmosfere fantastiche delle composizioni. Caratteristica dei quadri di De Chirico è l'ambientazione: uno spazio nitidissimo, semplificato ma non deformato, reso attraverso chiaroscuri molto accentuati, è organizzato attorno a oggetti e presenze solitarie, perlopiù inanimate. Anche se sullo sfondo si vede un treno in movimento (La piazza d'Italia, 1915, collezione privata, Roma), se due personaggi danno l'impressione di parlare tra loro (Nostalgia dell'infinito, Museum of Modern Art, New York), se una ragazzina corre con un cerchio (Mistero e malinconia di una strada, 1914, collezione privata, New Canaan), la vita sembra lontana dagli scenari di questi dipinti, che intendono appunto evocare qualcosa che sta "al di là" della "fisica" quotidiana. Convergono nello stile particolarissimo del "maestro degli enigmi", come venne soprannominato De Chirico, una vasta conoscenza dell'arte classica, studi approfonditi su Giotto e Tiziano, l'influenza delle esperienze luministiche di Claude Lorrain, della pittura simbolista e di quella romantica di Max Klinger e Arnold Böcklin; oltre alle suggestioni letterarie di Friedrich Nietzsche e Giovanni Papini, che De Chirico conobbe a Firenze. La metafisica non fu mai un movimento, ma soltanto un'esperienza pittorica e intellettuale che per un breve tempo (dal 1917 circa al 1921) riunì accanto a De Chirico il fratello Alberto Savinio, Carlo Carrà e Giorgio Morandi. Fu quello il periodo delle Muse inquietanti e dei manichini di Ettore e Andromaca (entrambi nella raccolta Gianni Mattioli, Milano) di De Chirico, che parallelamente teorizzava come, per diventare immortale, un'opera d'arte deve sempre superare i limiti dell'umano senza preoccuparsi né del buon senso né della logica. L'immagine dei manichini fu ispirata probabilmente da Savinio, che nel 1914, nel poema Les Chants de la Mi-Mort pubblicato sulla rivista "Les Soirées de Paris" di Guillaume Apollinaire, scriveva di uomini senza voce, senza occhi, senza volto; fantasmi cui Savinio stesso tentò del resto di dare forma visiva nella tela Senza titolo (collezione privata).
Ma il sodalizio fra i quattro artisti non durò molto. Carrà, che proveniva dal futurismo, conduceva una ricerca sugli oggetti che lo riportasse a una dimensione più vicina alla quotidianità, a una percezione intima della realtà; risalgono a quegli anni La musa metafisica (1917, Pinacoteca di Brera, Milano) e L'ovale delle apparizioni (1918, collezione privata). Morandi proseguì nel suo percorso artistico orientato a una rimeditazione della lezione dei primitivi, in particolare di Giotto, centrata sul colore e sulla composizione. De Chirico e Savinio cercarono invece piuttosto di approfondire le suggestioni filosofiche implicite nell'arte metafisica. La rottura avvenne nel 1919, dopo la pubblicazione del libro di Carrà La pittura metafisica, in cui De Chirico non fu neppure citato. In seguito l'esperienza metafisica venne in parte raccolta e sviluppata, in Italia, da Filippo de Pisis, Mario Sironi, Felice Casorati; in Francia, da Max Ernst e dai surrealisti; in Germania, da George Grosz e dal gruppo della Nuova Oggettività.

_cerca_ :hi
lao
lao - Genius - 4220 Punti
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Grazie infinite a tutte e due(anche per la strepitosa velocità...:D
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120307 Punti
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Ehehe prego ;)!!!
rapper
rapper - Genius - 19267 Punti
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:D:D:D SuperGaara mi batti sempre in velocita!!! Prego lao!!! :hi
lao
lao - Genius - 4220 Punti
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Scusate se vi chiedo ma mi potreste dire dove trovate il materiale per quanto riguarda storia dell'arte???perchè avrei qualche altra richiesta...
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120307 Punti
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Cerca in internet ciò che ti serve su qualsiasi motore di ricerca, come libero, virgilio o google...trovi sempre qualcosa...;)

Rapper...è solo che sono più esperto di te...:lol
rapper
rapper - Genius - 19267 Punti
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io cerco sulla mia enciclopedia sul pc, su wikipedia se ti serve una ricerca più approfondita, su google oppure su skuola.net. Dici che ti serve? :hi
lao
lao - Genius - 4220 Punti
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Allora mi servirebbero:
1. Mies van de rome:villa tugendhat;sagram building
2.le corbusier: ville savoye; unitè d'habitation
3.wright: casa sulla cascata; solomon r.guggenhem museuo

Ti rigrazio tanto...
rapper
rapper - Genius - 19267 Punti
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ecco per la villa tugendhat:
http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Tugendhat

ecco per il sagram building:
http://it.wikipedia.org/wiki/Seagram_Building

ecco per la ville savoye:
http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Savoye

ecco per l' unitè d'habitation:
http://it.wikipedia.org/wiki/Unit%C3%A9_d'Habitation_di_Marseille

ecco per la casa sulla cascata:
http://it.wikipedia.org/wiki/La_casa_sulla_cascata

ecco per il solomon r.guggenhem museuo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Guggenheim_Museum_di_New_York

Spero che ti vadano bene. :hi
lao
lao - Genius - 4220 Punti
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E dopo di questo non posso fare altro che farti una statua...:dontgetit:dontgetit
rapper
rapper - Genius - 19267 Punti
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:D:D:D:D Grazie!!!
SuperGaara
SuperGaara - Mito - 120307 Punti
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Ehheeh se serve altro basta chiedere...siamo tutti a disposizione ;)!
Geminus
Geminus - Erectus - 50 Punti
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Salve ! Mi fa piacere sapere che c'è ancora qualcuno , soprattutto fra i ragazzi , che si interessa di pittura metafisica ! Io forse ho qualcosa che può senz'altro interessarti : " vai a dare un'occhiata su google alla voce : La Metafisica Ritrovata - se ti interessa saperne di più sarò lieto di raccontarti la mia avventura nella metafisica !
Sul sito ci sono gli indirizzi per i contatti , ciao !
Luciano Vannoni
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