noipo
noipo - Erectus - 80 Punti
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raga mi aiutate a inventare una storia di amicizia?
non mi viene in mente niente
grazie
sedia90
sedia90 - Genius - 9848 Punti
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prova a scrivere la storia di un ragazzino che cambia scuola e in classe fa amicizia cn una compagna dic alsse e diventano inseparabili.
è la prima cosa che mi è venuta in mente

PROVA A LEGGERE QUESTO
Siamo nell’anno 2006, viviamo in un’epoca che tende sempre più spesso a depersonalizzare l’uomo.
Le grandi ideologie sono passate tra guerre e forti cambiamenti, i valori e la società odierna sono radicalmente diversi da quelli di cinquanta anni fa’; un piccolissimo lasso di tempo questo, nella storia del mondo,ma capace di creare u n vuoto ideologico e spirituale notevole.
Tutto sembra così diverso, e ciò che e’ nuovo adesso magari non lo e’ più domani.
A volte ci si chiede se c’e’ qualcosa per cui vale la pena lottare e vivere, qualcosa capace di dare un senso all’esistenza e di creare una linea di contatto con il nostro passato remoto e con quello che sarà il nostro futuro.
La storia si dice sia maestra di vita.
A scuola nei nostri libri, nella letteratura, nella poesia tanti uomini, grandi e piccoli, giovani e vecchi hanno cercato di trovare questa cosa, questo forte sentimento che ci accomuna e ci lega.
Nell’oceano del tempo sicuramente forte ne esce il valore dell’amicizia.
Fin dai tempi antichi la letteratura ci testimonia la magia di questo legame.
L’uomo e’ per definizione un animale sociale.
Noi nasciamo col desiderio intrinseco di vivere con i nostri simili e con loro instaurare delle relazioni.
Ne deriva che il sentimento dell’amicizia e’ quasi praticamente insito nel nostro dna e da esso non possiamo staccarci.
Già Cicerone ci diceva che si poteva essere testimoni delle bellezze del mondo, ma che questo non serviva a nulla se non si poteva condividerle con qualcuno, e che e’ nella nostra natura il bisogno di sostenerci a vicenda, sostegno tanto più dolce quanto e’ più caro l’amico.
Ed e’ qui il punto.
L’amico fa’ la differenza rispetto ad una persona normale in quanto e’ in grado di dare molto più appagamento alle relazioni con i nostri simili.
Tutto ha più valore se nel momento in cui instauriamo un contatto di qualsiasi tipo con una persona il feedback ci proviene da un individuo a cui abbiamo assegnato un valore più alto nella scala gerarchica delle nostre relazioni.
Il Manzoni, nella sua opera ”I promessi sposi”, ci dice che Renzo, parlando con un amico ritrovato di esperienze brutte come la guerra e la peste, provava solievo, sottolineando il fatto che la persona con cui si relazionava era un amico.
L’amicizia quindi come fattore terapeutico.
Essa e’ in grado di farci vedere le cose in maniera diversa, di farci affrontare le difficoltà e le avversità in maniera più efficace e serena, pur senza una spiegazione apparente, ma per il semplice fatto che un amico crea in noi una sensazione di benessere che riesce a contrastarne una opposta di disagio.
Le stesse parole dette da una persona di cui ci fidiamo e che riteniamo in grado di capirci hanno per noi un significato molto più forte generalmente, che quelle dette da una persona a cui non assegnamo queste caratteristiche.

SPERO D ESSERTI STATA UTILE :hi
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