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Rappresentazione delle trasformazioni termodinamiche

Osserviamo infine che si possono rappresentare mediante diagrammi solo le trasformazioni quasi statiche perché ogni punto del diagramma, che possiamo costruire per rappresentare graficamente l'andamento della trasformazione nel corso del tempo, deve rappresentare uno stato di equilibrio.
Nei diagrammi si possono rappresentare le trasformazioni irreversibili con linee tratteggiate per evidenziare la non conoscenza dei processi intermedi tra il punto di partenza e quello di arrivo, mentre per le trasformazioni reversibili è possibile utilizzare il metodo inverso per la rappresentazione : solitamente, infatti, si possono assimilare le trasformazioni quasi statiche che sono successioni di punti con una linea continua.
In questa sede, ovvero quella della dottrina più semplice per quanto riguarda la fisica delle trasformazioni termodinamiche, non si tratteranno le rappresentazioni di trasformazioni che non siano quasi statiche, perchè compito difficile e non assimilabile se non con concetti di matematica avanzata. Ma la termodinamica reale, quella che riguarda le reazioni chimiche, le macchine termiche o i processi biologici, salvo in casi molto particolari, è una termodinamica del non equilibrio. Dunque le leggi termodinamiche ci parlano di alcuni vincoli generali circa il modo in cui va il mondo, ma a questi vincoli, nell’analizzare i processi reali se ne aggiungeranno di ulteriori connessi al fatto di operare in condizione di non equilibrio : insomma è la conferma che non si può operare che non idealmente quando trattiamo di trasformazioni termodinamiche.

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