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Potenziale di estrazione

Se si prende un oggetto e lo lanciamo verso l’alto, questo arriva ad un certa altezza e poi torna indietro. Se viene sparato, va più in alto, ma comunque torna indietro.
Gli elettroni si comportano come la palla: quando c’è una differenza di potenziale elettrica tra gli estremi di un filo metallico, gli elettroni si muovono in modo ordinato nel filo metallico; anche quando non c’è ∆V gli elettroni si muovono in modo caotico nel loro reticolo metallico; tuttavia, rimangono legati al loro nucleo, non sfuggono al filo metallico, poiché nonostante possiedano Energia cinetica, questa non è tale da vincere l’energia potenziale elettrica.
Se voglio estrarre dal filo metallico degli elettroni, devo fornire un energia un’energia tale da vincere l’energia potenziale (energia di posizione).
E' possibile fornire questa energia fornendo calore al filo metallico, o sottoponendolo ad una fonte luminosa; perciò si parla di effetto termoionico e di effetto fotoelettrico.

Per ogni metallo occorre fornire una diversa quantità di energia, che dipende dalla natura chimica dello stesso (dal tipo di legami, ovvero, dalla struttura molecolare). Ogni metallo possiede un proprio potenziale di estrazione, che dipende dal materiale, dalla temperatura, ed è visto come il quoziente tra l’energia necessaria ad estrarre l’elettrone dal suo reticolo metallico, e l’elettrone considerato come carica.
〖∆V〗_estrazione=L_estrazione/e

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