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Carica Elettrica

Molte volte c’è capitato di percepire una piccola scossa toccando qualcosa. E’ un fastidio che dura meno di un secondo, ma sono poche le volte che ci domandiamo circa la natura di questa “scossa”. Bene, già lo stesso Talete di Mileto si era posto il problema ed ha superato il suo esame a pieni voti. Aveva notato che un frammento di ambra appena strofinato su un panno aveva la capacità di attirare piume o paglia. Proprio da qui deriva la parola “elettricità”. Questa, infatti, deriva dal greco “elektron” che vuol dire proprio “ambra”. Questo tipo di fenomeno è definito elettrizzazione per strofinio. Oggi sappiamo che molti materiali possono essere elettrizzati per strofinio e questi, dopo essere stati elettrizzati, hanno la capacità di attirare altri materiali. La proprietà che dona a due corpi la capacità di attrarsi o respingersi è chiamata carica elettrica. In particolare due corpi si attraggono solo e soltanto se possiedono cariche elettriche opposte; pertanto affinché due corpi si attraggano uno deve possedere carica positiva e l’altro negativa.

Nel SI (Sistema internazionale) l’unità di misura della carica elettrica si chiama coulomb, simbolo C.
La carica elettrica e il principale corollario, secondo il quale due corpi si attraggono solo se hanno cariche opposte, sono stati utili anche nella scoperta delle particelle subatomiche, e quindi alla successiva nascita del modello atomico di Joseph John Thomson (il quale deve anche la sua fama per la scoperta dell’elettrone e degli isotopi). Il suo modello è anche definito “a panettone”.

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