Il Calorimetro

Dall'esperimento di Joule conosciamo il valore del calore specifico dell'acqua. Partendo da questo dato, il calore specifico di un'altra sostanza può essere misurato mediante un calorimetro, che è un contenitore leggero (cioè con massa piccola, in modo che non assorba molto calore) e ben isolato termicamente (in modo da isolare il suo interno dagli scambi di calore con l'ambiente esterno).
Per esempio, prendiamo una barretta di ferro scaldata, immergiamola nel calorimetro in una certa quantità di acqua più fredda e chiudiamo il coperchio del calorimetro per ridurre le dispersioni di calore. Dopo poco tempo l'acqua e il ferro si trovano alla temperatura di equilibrio. Per ricavare il calore specifico del ferro, bisogna misurare:
- la massa dell'acqua;
- la temperatura iniziale dell'acqua;

- la massa del ferro;
- la temperatura iniziale del ferro;
- la temperatura finale dell'acqua e della barretta di ferro.
Con questi dati siamo in grado di calcolare la quantità di calore assorbita dall'acqua, che si è scaldata dalla temperatura iniziale alla temperatura finale.
La quantità di calore, ceduta dal ferro nel raffreddarsi dalla temperatura iniziale a quella finale, dipende dal suo calore specifico. Il calorimetro non permette scambi di calore con l'esterno. Pertanto il calore ceduto dal ferro deve essere assorbito dall'acqua. Ciò significa che la somma delle due quantità è uguale a zero.

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