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Presupposti sulla relatività

Fine 1800: si riteneva di avere scoperto tutte le leggi della fisica grazie a Newton e Maxwell. Interpretazione del mondo macroscopico era data dalle equazioni di Maxwell. Si riteneva, sbagliando, che teorie di Newton e Maxwell potessero interpretare anche mondo microscopico. Due nuove strade: fisica quantistica e fisica della relatività.

Principio di relatività classico: Tutti i sistemi di riferimento che si muovono con velocità costante (moto rettilineo uniforme) rispetto ad un sistema di riferimento inerziale, sono anch’essi inerziali.

Idea: quando Maxwell parla di onde elettromagnetiche, ritiene che vi sia una simultaneità tra azione e reazione. Cioè manca il concetto di campo, si pensa che l’azione abbia come conseguenza immediata una reazione.

Esempio: quando collego il circuito, ho la creazione immediata di onde che si propagano istantaneamente per tutto il circuito  si pensa che l’onda si propaghi nello spazio grazie all’etere.

Problema: nasce quando si cerca di applicare le trasformazioni galileiane alla luce. PS: una trasformazione galileiana ci permette di passare da un sistema di riferimento ad un altro.

Se l’etere esiste ed è ferma, immutabile, e la Terra si muove in essa, deve esistere una sorta di vento di etere che investa la Terra. L’esperimento che vuole rilevare questo vento è quello di Michelson e Morley.

Il tentativo di spiegare perché le trasformazioni galileiane non erano vere = trovare un sistema di riferimento privilegiato in cui sono valide le trasformazioni galileiane. Questo sistema è l’etere. Sistema di riferimento inerziale privilegiato in base al quale si possono studiare tutti gli altri. Il sistema di riferimento terrestre è incluso in quello dell’etere.

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