gaiabox di gaiabox
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Per ogni tipo di particella vi è un'antiparticella, cioè un corpuscolo di massa identica e di uguale vita media, ma avente altre proprietà intrinseche, fra cui la carica elettrica, di segno opposto.

Dal 1932, anno in cui Anderson scoprì il positrone, la lista delle antiparticelle si è ingrandita di pari passo con la lista delle particelle. Nel 1955 Emilio Segrè e Owen Chamberlain scoprirono l'antiprotone, producendolo per mezzo dell'acceleratore del Lawrence Radiation Laboratory di Berkeley, in California. L'anno successivo, nello stesso laboratorio, fu individuato l'antineutrone. Tranne alcune particelle neutre, come il fotone, la cui antiparticella coincide con la particella, tutte le altre sono distinte dalle loro antiparticelle. Come la vita media dell'elettrone e del protone, quella dell'antielettrone e dell'antiprotone è infinita, ma solo nel vuoto. A contatto con la materia, al contrario, l'esistenza di queste antiparticelle è piuttosto effimera, e la sua durata dipende dalla concentrazione, rispettivamente, degli elettroni e dei protoni. Quando infatti un'antiparticella attraversa la materia, essa si annichila in coppia con la corrispondente particella, liberando fotoni ad alta energia. La quantità di energia che si sviluppa in ognuna di queste interazioni è la somma degli equivalenti delle masse dei due corpuscoli: nell'annichilazione di un positrone e un elettrone è uguale, quindi, a 2 • (0,511 MeV) 1,02 MeV.

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