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Iacopo Zabarella

Zabarella discute sul metodo e ritiene di individuare:
1) metodo della composizione o della sintesi, se composizione corrisponde a sintesi si identifica il metodo della matematicaÞ partendo da elementi universali a comporre, verità particolari.
2) Metodo dell'analisi o della soluzione parte da una verità particolare per finire ad una universale.
Zabarella afferma che per costruire una scienza adeguata della natura bisognerebbe far interagire i due momenti; partire dal momento della risoluzione e cercare di ricondurli ai principi universali.
Dai principi universali dobbiamo cercare di ricomporre i fenomeni particolari, se i principi universali, deducono quelli particolari, vuol dire che i principi universali sono corretti.
Regressus nome dato all'intersezione tra analisi e composizione.

Nicolò Cusano

Cusano era un neo platonico.
Neo platonismo antico: la natura è lontananza da Dio
Neo platonismo rinascimentale: pone l'accento sul fatto che la natura è divina
Cusano mette in discussione la cosmologia di Aristotele, egli afferma che Dio è "Complicatio Rerum" perché Comprende tutto.
La natura è l'esplicazione di Dio ed essendo Dio infinito anche la natura è infinita in quanto è strettamente connessa a Dio.
Cusano contesta anche la dicotomia del mondo.
Egli scrive il "de docta ignoranza" (1438-1440)
Cusano si occupa del mondo durante il suo periodo:
1) per l'uomo conoscere serve a ridurre il non noto al noto
2) per fare questo avviene una forma di comparazione cioè un confronto tra il noto ed il non noto
3) per operare un confronto serve una commensurabilità e per questo Dio sfugge a noi in quanto non è commensurabile con niente quindi Dio è infinito.

Giordano Bruno

Giordano Bruno fu arso vivo nel 1600 a Roma nel Campo dei Fiori, egli è annoverabile nel naturalismo rinascimentale (corrente che privilegia la natura).
L'intento dei naturalisti rinascimentali è quello di studiare la natura per spiegare i principi trovati all'interno di essa.
1) Telesio polemizza il fatto che la filosofia è fatta in modo libresco i filosofi gareggiano con Dio nel creare dei mondi, Dio crea mondi reali, mentre, i filosofi creano mondi immaginari, Telesio afferma che DE RERUM NATURA IUXTA PROPRIA PRINCIPIA.
2) Galileo polemizza i filosofi
3) Leon battista Alberti
4) Leonardo da Vinci
Bruno diventa un domenicano ma non si limita ai peripatetici ma legge anche Cusano e Copernico.
Bruno afferma che il mondo è infinito e per lui esiste una pluralità di mondi; egli scrive:
1) DE LA CAUSA PRINCIPIO ET UNO
2) DE FINITO UNIVERSO ET MONDI
3) CENA DE LE CENERI
4) DEGLI EROICI FURORI

DE LA CAUSA PRINCIPIO ET UNO 1584 Inghilterra:
Secondo Bruno è corretto usare il termine causa quando il soggetto che causa rimane esterno all'effetto prodotto (causalità transitiva). Si parla di principio quando c'è un rapporto tra agente e igito; mentre prima la causa era esterna adesso la causa rimane interna all'effetto prodotto (causalità immanente). Secondo Bruno causa e principio sono i termini adatti che individuano il rapporto tra Dio e il mondo.
Dio è sia MENS SUPER OMNIA (causalità transitiva) e sia MENS INSITA OMNIBUS, infatti, Bruno afferma che noi possiamo arrivare a Dio studiando le vestigia degli uomini, in questo caso tanto viene rivalutata la natura che ne viene divinizzata.

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