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La divulgazione della filosofia di Newton

Interessanti dal punto di vista filosofico, tra le opere di questo periodo, sono gli Elementi della filosofia di Newton (1738) e la Metafisica di Newton (1740). La prima di queste opere costituisce il massimo sforzo di divulgazione scientifica compiuto da Voltaire, nell'intento di rendere Newton comprensibile «a chiunque». Paragonata a quella ancora salottiera e galante della Conversazione sulla pluralità dei mondi di Fontenelle (1688) o al Newtonianismo per le dame (1737) del Agarotti, la divulgazione di Voltaire appare caratterizzata da un chiaro intento di battaglia polemica e di "illuminazione culturale", la cui si considera che in quel momento Newton era sconosciuto fuori d'Inghilterra e che l'ambiente filosofico e scientifico francese era dominato da un cartesianesimo sovente irrigidito dalla scolastica.

Empirismo e Deismo

La metafisica di Newton e il Trattato di Metafisica offrono invece gli elementi della personale metafisica voltairiana. E' una metafisica non dogmatica, non sistemica, anzi fortemente polemica verso i costruttori di sistemi filosofici, tuttavia nutrita di alcune idee fondamentali che Voltaire non abbandonerà mai. Viene affermata, da un lato, l'origine empirica di tutte le nostre conoscenze e la polemica contro la sostanzialità dell'anima; mentre dall'altro si ribadisce la convinzione, mutuata da Newton e Clarke, circa l'esistenza di un Sommo artefice del meccanismo del mondo e, all'interno del mondo stesso, di un preciso ordine teologico. Proprio la presenza di questo ordine, che rimanda al disegno di un autore divino, induce Voltaire a «considerare la proposizione "c'è un Dio" come la più verosimile che agli uomini sia dato pensare. Si tratta di una verosimiglianza che non può thai trasformarsi in certezza, ma che alimenta un deismo inteso come «l'adorazione pura di un essere supremo, libera da ogni superstizione», A questo deismo egli rimarrà sempre fedele, accentuandolo anzi nella polemica che, negli ultimi anni della sua vita, lo opporrà all'ateismo della seconda generazione dei philosophes.

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