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Sintesi del pensiero di Vico

Vico riconosce 4 autori come suoi diretti ispiratori: Platone che contempla l’ uomo come deve essere; Tacito che contempla l’ uomo com’è; Bacone che contempla il metodo sperimentale e fa compiere progressi alla scienza del mondo degli uomini; Grozio il quale unendo filosofia e filologia ha dato luogo al diritto universale. Il rilievo critico più importante Vico lo muove al cogito di carteggio. Gli scettici non negano il cogito, negano la possibilità che dal cogito possa costituirsi una scienza. L’errore di fondo di Cartesio consiste nell’aver posto il criterio di verrà nell’idea nell’ idea chiara e distinta. La verità per Vico è nella conversine del vero nel fatto; norma del vero è averlo fatto( verum et ipsum factum reciprocantur sedur conventuntur). La vera conoscenza consiste nel fare le cose e quindi vera conoscenza può averla solo Dio. Egli ha la scienza del mondo mentre l’uomo conosce le caratteristiche esterne delle cose non conosce la natura delle cose. Ne deriva che la scienza vara per gli uomini è la storia, perché è la loro autobiografia, l’ uomo è creatore immediato della storia ma non da solo, infatti ha un compagno in Dio o provvidenza. Dio è il cooperatore dell’ uomo dal momento che ha lasciato in lui il lumen o ragione, grazie al quale l’ uomo ha potuto portarsi dall’oscurità delle barbarie alla luce della moderna civiltà. Per lui il divenire si è svolto attraverso tre tappe:

1)à del senso o degli Dei;
2) eta della fantasia;
3)età della ragione.
Quella del senso è l’età del primitivo, l’età in cui l’uomo era un bestione che sentiva senza avvertire,cioè aveva sensazione senza che esse costituissero un atto di conoscenza. Era un selvaggio senza consapevolezza di avere un avvenire perché non aveva coscienza di se stesso. Tutta la sua conoscenza era conoscenza empirica, frammentaria, sensoriale.Proprio nel momento in cui questo bestione era tutto senso e di facile impressionabilità di fronte ai fenomeni naturali e di fronte certe difficoltà inspiegabili, subì le prime emozioni e nacque in lui il sentimento religioso. Subito dopo con la religione nacque l’arte; l’ uomo ha acquisito una sensibilità nuova per cui di fronte ai fenomeni naturali avverte una certa commozione, cioè “avverte con animo perturbato e commosso”, sente il bisogno di esprimere questo turbamento per dare quiete ad esso. In questo sforzo nasce la lingua che è lo strumento per esprimere i sentimenti. La commozione mette in movimento la fantasia e non la ragione. Con questa affermazione Vico si fa sostenitore dell’autonomia della fantasia dalla ragione.
L’età della ragione è l’età della scienza, della filosofia, dell’organizzazione sociale, dei linguaggi definiti. queste 3 età nel tempo si ripetono, perciò abbiamo in Vico la teoria dei corsi e ricorsi storici.Il medioevo ad esempio per i suoi costumi e per la sua bellicosità non è altro che l’età di Pericle, la decadenza del 600 rappresenta il periodo ellenistico. I corsi e ricorsi storici indicano la ripetizione dell’età e non degli accadimenti che sono differenti, si tratta di ripetizioni di determinate forme storiche.

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