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L'umanesimo è un movimento legato alla filologia, un meccanismo di ripristino dei testi antichi per liberarli dalle contaminazioni in quanto il medioevo aveva tradotto le opere in funzione delle sue dottrine.
In questo periodo si ritorna all'utilizzo del latino.
In filosofia si parla di umanesimo rinascimentale.
Mentre nel medioevo per l’uomo la vita era solo un transito, nel rinascimento l'uomo inizia ad avere fiducia nelle proprie capacità anche graz

ie all'esperienza legata ai viaggi.
Nascono gli stati nazionali in Inghilterra e Francia, e viene meno il legame tra impero e papato.
L’invenzione della stampa favorisce la circolazione della letteratura perché in poco tempo permette di stampare molti libri.

Dal punto di vista filosofico:
- Si ritorna al neoplatonismo.
- La ragione è considerata un dono di Dio.
- Non viene rinnegato il rapporto con Dio: l’uomo è il fine della creazione ed è libero di decidere ciò che vuole essere.

Etica

L’uomo deve realizzare la sua natura, deve massimizzare le sue qualità.

Pico della Mirandola

Riprende tutte le filosofie precedenti, che secondo lui dicono le stesse verità ma con parole diverse.
Elabora 900 tesi che consegna al papa a Roma ma non vengono accolte di buon grado,per paura delle eresie. Infatti viene ritenuto eretico ed è costretto a scappare.
Nell’opera De ominis dignitate usa la seguente metafora: quando Dio iniziò a creare gli esseri vivente, diede un bene a ogni animale. Nel momento in cui doveva creare l’uomo non aveva più beni a disposizione e allora disse “puoi essere quello che vuoi”.

Jean Bodin

È il teorico dell’assolutismo monarchico.
Visse durante il periodo di corruzione in Francia con Enrico III.
Egli rifletteva sulla necessità di riformare lo stato e di aumentare il suo potere.
Scrisse i sei libri della repubblica in cui espose la tesi del potere assoluto del sovrano.
Secondo lui il fine dello Stato è quello di sviluppare le virtù intellettuali .
Pensava che la monarchia fosse la forma di governo migliore perché nello Stato poteva esserci un solo titolare della sovranità.
Si deve a Jean Bodin la definizione del concetto di sovranità intesa come il potere assoluto e perpetuo che è proprio dello stato, e quindi non è limitato dalle leggi civili.

I limiti sono la legge di Dio e le leggi della natura.
Egli negava l’autonomia dei magistrati, che secondo lui dovevano limitarsi ad obbedire.
Egli non negava però la validità di tante istituzioni presenti nel regno di Francia come gli stati del popolo.
Essi erano importanti perché facevano in modo che il paese non cadesse nella tirannia.
Queste istituzioni sono fondate sulla natura associativa dell’uomo e hanno piena legittimità ma solo lo stato col potere sovrano può comandare tutti.
Bodin aveva una concezione assolutistica del potere in cui il governatore non è vincolato dalle comunità del paese.

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