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Filosofia Inglese: Hobbes e Locke

La tradizione filosofica inglese muove da presupposti differenti rispetto a quella continentale. Infatti, se il cristianesimo è legato a una matrice razionalistica e metafisica, i filosofi d’oltre manica, rifacendosi alla tradizione che va da Ruggero Bacone a Francesco Bacone, elaborano il concetto di ragione su base empiristica, incontreremo così il razionalismo inglese di Hobbes (come alternativa al cartesianesimo) e di Newton (che si contrappone al razionalismo di Leibniz ).
Alla fine di tutto questo nasce l’empirismo inglese, i cui esponenti più importanti sono Locke, Berkeley e Hume, questi pensatori ritenevano che la ragione è limitata dall’esperienza, la quale viene chiamata ad assumere un ruolo molto importante che sarebbe quello di essere la fonte di ogni conoscenza. In questo modo, le tesi elaborate dall’intelletto risultano valide solo se passano al vaglio del controllo empirico, l’empirismo tende a respingere ogni forma di spiegazione metafisica, è si sofferma sull’analisi dell’uomo e del mondo (non possiamo conoscere ciò che non è stato prodotto dall’uomo) . In altre parole, se il razionalismo cartesiano, di Spinoza e Leibniz comporta una forma di ottimismo rispetto alle possibilità conoscitive dell’intelletto umano, l’empirismo e una filosofia che ne definisce i confini.


Hobbes
Hobbes è il filosofo dell’assolutismo regio, per lui tutta è materia. La filosofia di Hobbes che ha carattere materialista e nominalistica si contrappone a quella di Cartesio che è a carattere metafisica e spiritualistica ( in quanto il metodo di Cartesio per funzionare ha sempre bisogno dell’esistenza di Dio).
Hobbes nasce a Westport in Inghilterra il 5 aprile 1588 e fece i suoi studi a Oxford; ma la sua formazione fu dovuto soprattutto ai frequenti contatti con l’ambiente culturale europeo che egli stabilì durante i viaggi e le permanenze sul continente. Soggiornò per molto tempo a Parigi dove probabilmente frequentò gli ambienti libertini francesi e il filosofo Gassendi, fu amico di Galileo e del padre Mercenne attraverso il quale fece giungere Cartesio le sue obiezioni alle meditazioni cartesiane.
La sua opera principale è considerata il Leviatano, che fu pubblicato nel 1651. Occupò gli ultimi anni della sua vita in polemiche di varia natura, tra le quali quella con il vescovo Bramhall contro il quale difese la corporeità di Dio. Morì a Londra il 4 dicembre del 1679 a ben 91 anni.
Lo scopo della sua filosofia è quello di creare una comunità pacifica e ordinata oggetto era fattibile solo tramite un governo assolutistico egli rifiuta ogni vecchia credenza specialmente quelle aristoteliche e quelle scolastiche, la sua filosofia è umanamente razionale in quanto prende ispirazione dal mondo della natura.

Locke
Locke è nato il 29 agosto del 1632 a Wrington, se la sua giovinezza nel periodo della storia inglese nel quale cadde la prima rivoluzione e la decapitazione di Carlo I studio all’università di Oxford, il cui cancelliere John Owen era sostenitore di una politica di tolleranza verso le differenti religioni. Nel 1658 conseguito il grado di maestro delle arti e fu chiamato a insegnare nella stessa università di Oxford. Cominciò allora il periodo più importante della sua formazione spirituale la maggiore influenza esercitata su di lui dalle opere di Cartesio, mai gli studiò pure Gassendi e Hobbes. Nel 1666 cominciò a occuparsi di studi naturali e a studiare medicina, sebbene non prendesse ma il titolo di dottore, fu poi chiamato dagli amici il dottor Locke. Si occupava anche di problemi economici e politici e nella politica militare entro verso i 35 anni. Nel 1672 Lord Ashley fu creato Lord cancelliere e Locke partecipò attivamente alla vita politica, nonostante la sua salute cagionevole. Nel 1675 Locke si ritirò in Francia dove visse circa o anni, dedicandosi alla preparazione del saggio. Tornò a Londra verso la fine del 1679 per essere di nuovo vicino al Lord che nel frattempo era ritornata al potere. Ma questi, incolpato di alto tradimento, fu costretto a fuggire in Olanda dove morì poco dopo nel 1682. Nonostante il suo contegno prudente, il filosofo cade in sospetto e nel 1683 dovette recarsi in volontario esilio in Olanda dove rimase per più di cinque anni. Qui prese parte attiva ai preparativi della spedizione di Guglielmo d’Orange che venga effettuata nel novembre del 1688.

questo fu il periodo più intenso per la sua attività letteraria, la sua opera più importante è il saggio sull’intelletto umano che ebbe subito un successo grandissimo. Gli ultimi anni della sua vita Locke li trascorse in un castello a 20 km da Londra ad Essex; qui si spense, tra le braccia di Lady Masham, il 28 ottobre del 1704. Non certo numero di appunti e di abbozzi che il filosofo aveva lasciato inediti sono stati pubblicati in seguito alla sua morte.

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