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Baruc Spinoza

Teoria politica
La politica è un’arte complessa, perché drammaticamente complessa, contraddittoria e lacerante è la realtà con cui si misura: quella delle passioni, che vanno viste anche come fenomeno sociale. In questo senso Spinoza riprende il realismo politico di Machiavelli. Il pensiero di Spinoza è animato da una forte esigenza di libertà, secondo il filosofo il potere assoluto diventa facilmente tirannia, nega i diritti e la libertà e porta al disordine. Invece per lui la libertà è il fine dello Stato. Spinoza condivide la concezione hobbesiana dello stato di natura e la teoria del contratto come passaggio allo stato civile;
Lo stato di natura è uno spazio sociale in cui le passioni godono d’assoluta libertà; Il principio supremo è la potenza della natura, in pratica “il diritto naturale di ciascun individuo che si estende quanto la sua potenza”.

- il diritto naturale si basa sulla potenza e sull’ordine necessario della natura.
Ritiene che gli uomini non debbano rinunciare ai loro diritti, e, dunque, alla libertà, soprattutto alla libertà di pensiero, che per lui è fondamentale.
Occorre riconoscere agli individui il diritto di pensare e di esprimere liberamente le proprie opinioni.
Lo stato è un’unione d’individui, tale da determinare un incremento della loro potenza, non l’asservimento ad un sovrano.
Sottraendo allo stato la potenza collettiva, questo accade nello stato assoluto, questo viene indebolito.

La religione riguarda la sfera dell’interiorità, è una questione di rettitudine d’animo e perciò ciascuno ha “pieno diritto e somma autorità” di giudicarla liberamente. Inoltre nei cristiani c’è una contraddizione:
Dovrebbero essere seguaci di una religione di amore e pace, ma sono in preda al furore ed ad un odio reciproco.

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