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Spinoza

Teoria della conoscenza
Il pensiero spinoziano poggia sull’idea del carattere unitario della realtà, quindi al superamento del dualismo cartesiano. Dio e l’universo, la natura e l’uomo, il pensiero e l’estensione sono ricondotti ad un’unica sostanza, o Dio.
La Ragione per Spinoza è una conoscenza scientifica che risale dagli effetti alle cause e che permette di stabilire le idee chiare e distinte, la loro connessione reciproca e necessaria.
Il sistema spinoziano è caratterizzato dal monismo e dall’immanentismo della sostanza. La sostanza, Dio, è causa di sé e del mondo, Oltre ad essere eterna, increata e infinita la sostanza spinoziana è unica e immanente.
Il processo conoscitivo si sviluppa in tre livelli:
1. ESPERIENZA (percezioni sensibili e immaginazione): - è basata sul sentito dire e le testimonianze sono incontrollate;

- è una recezione disordinata e casuale di dati empirici confusi e oscuri;
- dà una visione parziale e frammentaria della realtà;
- è incapace di cogliere i nessi tra le idee o l’ordine necessario della natura, perciò ha una visione limitata.
2. conoscenza scientifica (ragione): - consente la comprensione delle idee chiare e distinte e delle leggi universali, in pratica la connessione reciproca e necessaria fra le idee;
- stabilisce le “nozioni comuni”, le “cose fisse ed eterne”;
- è la comprensione dei nessi causali e graduale ricostruzione dell’ordine razionale e necessario della realtà, risalendo dagli effetti alle cause.
3. SCIENZA INTUITIVA (intuizione intellettuale): - dà definizioni rigorose;
- descrive i collegamenti tra le cause e gli effetti;
- è una visione delle cose “sub specie eternitatis” (dal punto di vista dell’assoluta necessità, vale a dire della filosofia);
- consente un legame razionale tra le idee e le cose, ma anche il modo con cui esse si generano;
- è il livello più alto della conoscenza, che è di tipo genetico.
AMORE INTELLETTUALE DI DIO
Per Spinoza si ha una conoscenza inadeguata quando ci si affida all’esperienza. Si ha, invece, una coscienza adeguata quando si possono dare definizioni che permettono di descrivere come gli effetti si generino da una causa. Questo tipo di definizioni vengono date dalla conoscenza scientifica e dalla scienza intuitiva. Per Spinoza la scienza non è un patrimonio esclusivo di pochi. Il sistema spinoziano poggia le sue basi sulla sostanza: “ciò che esiste di per se stesso e per se stesso viene compreso”. Essa è causa e fondamento del mondo, è autoproduttiva e produttiva ed è necessaria, eterna, immanente e indivisibile. La sostanza infatti, le realtà particolari sono solo forme diverse della stessa sostanza. È DIO, ciò da cui tutto dipende e trae origine. Dio è produttore di se e del mondo ed è la natura stessa. Spinoza distingue una Natura naturans da una Natura naturata. Distingue, in altre parole, la Natura come fonte e principio originario delle cose, dalla Natura come universo. Le due nature sono una sola, concepita de due diversi punti di vista: ciò che è prodotto da Dio e Dio si esprime in ciò che ha prodotto.
Ha infiniti attributi (ciò che l’intelletto percepisce della sostanza stessa), ma noi ne conosciamo solo due:
- il pensiero, che è l’ordine delle idee, in esso un’idea della mente è causa di effetti su un’altra idea della mente.
- l’estensione che è un movimento INTERNO ALLA MATERIA STESSA., è l’ordine delle cose; in esso un corpo è causa di effetti su un altro corpo.
- PENSIERO ed ESTENSIONE sono aspetti diversi della stessa sostanza divina.
Ha INFINITI MODI: - modificazioni degli attributi della sostanza divina;
- manifestazioni di Dio;
Ciò che non è altro, ma solo mediante altro può essere concepito.
Fra cui ci cono ESSERI ESTESI (corpi) ed ESSERI PENSANTI (menti) che sono modificazioni di pensiero ed estensione.
Spinoza spiega che Dio è la causa transitiva, agisce sulle cose pur restando distinto e separato da esse.
Dio è causa immanente, la potenza generatrice che resta all’interno di ciò che ha generato.
Dio attraverso i suoi “decreti”, i suoi atti di volontà, dà le leggi universali della natura. In Dio si ha perfetta coincidenza di libertà e necessità.
Il mondo è il prodotto necessario della sua natura. È una realtà libera, perché agisce per la sola necessità della sua natura, e che fuori di se, non ha nulla che possa costringerla ad agire in un certo modo. Nella concezione spinoziana, c’è una visione della natura priva di gerarchie, nella quale viene meno la pretesa egemonica dell’uomo sugli altri esseri.

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