La disputa filosofica tra fautori della conoscenza sensibile e razionale non è certo un’innovazione. Invero, nonostante il contesto storico e culturale fosse totalmente differente, dapprima, i Sofisti e i Socratici cercavano di far valere le proprie idee: per i primi, la realtà era relativa, e poteva dunque essere esaminata attraverso i sensi. Per Socrate e i suoi seguaci, al contrario, la ragione era l'unico metodo per filosofare.
È dunque vero che molti, prima dello stesso Telesio, abbiano cercato di rispondere a domande incomode e inusitate utilizzando vie che non sempre coincidevano o portavano a una risposta definitiva.
È interessante scoprire, malgrado ciò, come Telesio avesse una nutrita consapevolezza storiografica e concettuale di ciò che fosse accaduto secoli prima di lui: le menti umane non avevano mai smesso di darsi pensiero a proposito dei "misteri" della natura, per l’evidente motivo che avessero utilizzato vie di conoscenza del tutto errate, per l'uomo. Sentieri "di presunzione" e di ragione. Tragitti creati da Dio e che, per questo motivo, percorribili unicamente dallo stesso.

Nell'epoca rinascimentale, cominciava a diffondersi una nuova concezione della natura, finalmente vista come un organismo vivente, regolato da leggi proprie, e queste erano conoscibili all'uomo. Poco più avanti nel tempo, sarà Giordano Bruno a sostenere quest’idea di realtà animata (di cui l'uomo non ne è escluso, ma ne fa parte, poiché egli stesso è natura), pronunziando il pensiero fino a trasformarlo in una visione panteistica della realtà (dal greco "pan" e "theos", letteralmente: tutto è Dio), attribuendole un nuovo valore e una nuova coscienza.
Telesio appare inclemente con i suoi predecessori che hanno avuto la possibilità d’indagare la natura, in quanto soltanto in Dio si riconosce la facoltà di poter utilizzare la ragione. Infatti, coerente con la sua filosofia, Telesio afferma che l'unica conoscenza possibile, per l'uomo, che dispone di limiti, sia quella sensibile, o sensoriale. Eppure, a rivalutare la natura in quest'ottica, prima di lui, era stato Cusano: attraverso un metodo di origine induttiva, la conoscenza naturale è pertanto ammissibile. Telesio, in sintesi, ammette che l'uomo non può competere con Dio e, dunque, può conoscere il creato facendo ricorso, in maniera esclusiva, ai sensi.

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