Genius 3813 punti

Spinoza

Dio- Sostanza

Spinoza per spiegare l’universo usa la categoria della sostanza, alla quale egli da tutti gli attributi di Dio. Per cui possiamo dire che per il filosofo Dio, la sostanza e la natura coincidono.
Dio, come la sostanza è dotato di infiniti attributi o qualità essenziali (onnipotenza, eternità)
• L’uomo non può conoscere tutti gli attributi divini, ma ne può conoscere solo due: l’estensione e il pensiero. L’estensione fa riferimento alla materia, il pensiero alla coscienza.
• Questi elementi si manifestano al nostro intelletto attraverso dei modi concreti, che per la materia sono i corpi e per la coscienza le idee.

• Entrambi elementi si trovano all’interno dell’universo che ha la caratteristica di essere geometrico (l’uomo può capirlo attraverso le scienze), monistico (in esso troviamo Dio, l’uomo e la natura), panteistico (in ogni parte cogliamo la presenza di Dio, dell’uomo e della natura) e deterministico (tutto ciò che avviene deve necessariamente avvenire secondo le leggi della natura). Nella natura nulla avviene a caso, ma tutto ha una determinazione programmata. La casualità cede il posto alla causalità: è la necessità e non il caso a regolare il mondo e l’uomo. Anche la nostra stessa vita non siamo noi a deciderla, ma è già stata determinata. Spinoza è la negazione del libero arbitrio, della possibilità da parte di ogni essere umano di poter decidere il proprio avvenire.
• Ma non c’è nessuna differenza tra Dio e gli attributi? Egli ammette una distinzione di carattere logico e non concreto: parla di natura naturans e natura naturata. Dio è natura naturans, cioè colui che causa se stesso, tutto il resto cioè natura causata.

Deus sive natura

Spinoza intende la sostanza come autonoma, necessaria e unitaria.
• È “causa sui”, ossia la propria esistenza di deve solo a se stessa, non avendo bisogno di altro per esistere. Né una realtà autosufficiente, si regge da sé sia dal punto di vista dell’essere sia dal punto di vista del pensiero.

• La sostanza è increata, eterna, infinita, unica e indivisibile: è Dio. Increata perché se fosse stata creata non sarebbe più causa di se stessa. Eterna se no si dovrebbe ammettere il paradosso che è l’ente necessario è limitato nel tempo. Infinita perché non limitata da niente, essa contiene tutto. Unica e indivisibile perché non si possono dare due sostanze infinite.
• La sostanza, non potendo ammettere al di fuori di se nient’altro, è il Tutto, ossia Dio e il mondo non sono due sostanze separate, ma un’unica realtà.
• Allora la natura è Dio o Dio è la natura (visione panteistica), quindi razionale e comprensibile.

L’ordine necessario della natura

• Nell’universo spinoziano non c’è posto per i miracoli. Egli afferma che questa credenza nasce dall’ignoranza del volgo che non sapendo spiegare alcuni fenomeni naturali ricorre alla potenza divina. L’impossibilità dei miracoli è dimostrata dal fatto che nell’universo tutto accade secondo le leggi della necessità.
• Combatte ogni forma di superstizione, in quanto essa nasce dall’ignoranza e mette paura agli uomini.
• Non crede neppure al caso o al destino.

In poche parole, nel sistema di Spinoza non c’è niente che non possa essere spiegato, misurato o quantificato.

La conoscenza intuitiva del mondo

Per Spinoza vi sono tre ordini di conoscenza:
• Il primo stadio è la percezione sensibile: ciò che la mente percepisce in modo confuso, si tratta del regno dei pregiudizi e della superstizione.
• Il secondo stadio è la conoscenza scientifica: una conoscenza razionale oltre che superficiale, che capta solo le idee chiare e distinte.
• Il terzo stadio è l’amore intellettuale di Dio: la suprema verità del mondo colta dall’intelletto umano, che conosce “sub specie aeternitatis”, cioè dal punto di vista dell’eternità. È il massimo grado di beatitudine a cui l’uomo può aspirare e che gli permette di cogliere l’ordine geometrico dell’universo, che è necessario e razionale.

Registrati via email