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Spinoza

Vita e Opere

Baruch Spinoza nacque ad Amsterdam il 24 novembre 1632 da una famiglia ebraica. Nel corso della sua giovinezza si trasferì all’ Aia, in Olanda.
Scrisse:
1) Il breve trattato
2) Princìpi di filosofia cartesiana. Pensieri metafisici, dove egli spiega le sue differenze con Cartesio
3) Trattato teologico-politico, dove vuole esprimere la libertà religiosa e di pensiero. Il libro fu subito condannato sia dalla chiesa cattolica che da quella protestante.
4) Etica dimostrata secondo l’ordine geometrico
5) Trattato politico
6) Trattato sull’emendazione dell’intelletto.
Spinoza morì a soli 44 anni nel 1677.

Fonti e caratteri del sistema

Spinoza vuole fondere Dio con la natura. Le fonti a cui si rifà sono: la teologia giudaico-cristiana, la filosofia neoplatonico-naturalistica del rinascimento, il razionalismo cartesiano. Tuttavia è impossibile separare le fonti tra loro perché ha un’intuizione originale del mondo che rimane sostanzialmente unitaria.

La caratteristica di base del pensiero di Spinoza è la sintesi che egli realizza tra la tradizionale visione metafisico-teologica del mondo e gli esiti della nuova scienza. L’idea che rende possibile questa originale fusione è proprio il concetto di Dio come ordine geometrico del mondo. Un’altra caratteristica essenziale è il suo rapporto con la civiltà cristiana/europea. Spinoza infatti è il primo che elabora un pensiero universale che sintetizza varie culture/religioni, sia estinte che correnti e ha l’esplicito rigetto della concezione biblica di Dio. Spinoza si trovava bene nella civiltà olandese perché aveva una libertà sia di pensiero sia religiosa.

La filosofia come processo di liberazione e purificazione esistenziale e intellettuale

Nel 1661 Spinoza completa il suo sesto e ultimo libro (Trattato sull’ emendazione dell’intelletto), che è stato considerato una sorta di discorso sul metodo. Lui considera la filosofia come la via verso la salvezza esistenziale. Lo spinozismo nasce da una delusione di fondo nei confronti dei comuni valori della vita e si alimenta della ricerca di un bene vero.
Con una rapida analisi dei beni universalmente desiderati dagli uomini, Spinoza fa comprendere chiaramente come essi siano vani perché: non appagano veramente l’animo e i suoi bisogni profondi; sono esteriori; generano per lo più inquietudini e inconvenienti vari.

Eppure, nonostante questa natura ingannevole, essi hanno la forza di incatenare la mente, oscurandone le facoltà e ostacolando la ricerca di valori superiori. Tuttavia Spinoza non intende colpire i beni comuni in quanto tali ma solo in quanto scambiati per il sommo bene e di conseguenza, in quanto impedimenti al raggiungimento di esso. Ciò non implica un rifiuto totale dei valori comuni ma soltanto una loro relativizzazione in vista di qualcosa di più alto. L’unico bene è meta temporale e meta-finito. Egli afferma che l’amore per la cosa eterna ed infinita riempie l’animo di pura gioia e lo rende immune da ogni tristezza. Per Spinoza, l’infinito e l’eterno si identificano:o con il cosmo (panteismo) e la gioia suprema con l’unione della mente con la natura.

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