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Le fonti e il carattere del sistema

Lo spinozismo nasce probabilmente da un nucleo di fondo che, nutrendosi di diverse fonti, le supera in un’intuizione geniale del mondo. Spinoza realizza una fusione tra la tradizionale visione metafisico-teologica del mondo e gli esiti della nuova scienza. Il punto d'unione è il concetto di Dio come ordine geometrico del mondo.
Egli elabora un pensiero universale e avviene un rigetto della concezione cristiana di Dio, del mondo e dell’uomo.

La filosofia come catarsi esistenziale ed intellettuale

Nel trattato sull’emendazione dell’intelletto, Spinoza intende la filosofia come via verso la salvezza esistenziale. Lo spinozismo si alimenta della ricerca di un bene vero, dopo la delusione nei confronti dei comuni valori della vita.
Spinoza fa capire che i beni agognati dagli uomini sono vani, perché:

- non appagano l’animo;
- Sono transeunti ed esteriori;
- Generano inquietudini e inconvenienti.
Spinoza non vuole colpire i beni comuni in quanto tali, ma in quanto scambiati per il sommo bene e perché quindi sono impedimenti al raggiungimento di esso.
Il bene deve soddisfare appieno l’animo e, come per Agostino, secondo Spinoza l’amore per la cosa eterna e infinita riempie l’animo di pura letizia. L’infinito e l’eterno si identificano con il cosmo (panteismo) e la gioia suprema come l’ unione della mente con la natura.

La metafisica

Il metodo geometrico - Il capolavoro di Spinoza è una sorta di enciclopedia delle scienze filosofiche che si concentra soprattutto sull’etica. Il metodo è di tipo geometrico e il filosofo si serve di dimostrazioni, teoremi, assiomi, definizioni, corollari, perché:
- è influenzato dalla moda matematizzante dell’epoca;
- Vede nella geometria una garanzia di precisione e sinteticità espositiva;
- E' convinto che il reale costituisca una struttura di tipo geometrico.

Il concetto di sostanza - E’ il concetto fondamentale per Spinoza. Nel Medioevo per sostanza si intendeva l’unione tra forma e sinolo (l’individuo in cui essa è incarnata). Cartesio aveva riferito la sostanza a Dio, ma non fu fedele a sé stesso, dato che aggiunse sostanze seconde: la res cogitans e la res extensa. Spinoza vuole sviluppare la nozione di sostanza. La sostanza rappresenta una realtà autosufficiente e la sua nozione rappresenta un concetto che per essere pensato non ha bisogno di altri concetti.

Le proprietà della sostanza e l’identificazione di Dio con la natura - La sostanza è:
- increata, perché per esistere non ha bisogno di altro;
- Eterna, perché non riceve da altro l’esistenza;
- Infinita, perché la sua essenza non ha limiti;
- Unica.
Spinoza dimostra solo che non esistono sostanze dello stesso attributo, ma non che non possano esistere sostanze di attributi diversi. La sostanza non può essere che Dio o l’Assoluto. Pensare a Dio significa pensare ad una realtà che non può non esistere (prova a priori). Inoltre le cose o esistono per virtù propria o per mezzo di un ente necessario che è la causa degli esseri contingenti (prova a posteriori). Dio e il mondo sono uniti e formano la natura. Tutto ciò che è, è in Dio e senza Dio niente può essere concepito.

Attributi e modi - Per esemplificare i rapporti tra Dio e il modo, Spinoza usa i concetti di attributo e modo. Gli attributi sono le qualità essenziali della sostanza. In virtù dell’equazione sostanza = natura, questa risulta costituita da un’infinità di dimensioni, poiché la sostanza è infinita.
Degli infiniti volti della natura noi ne conosciamo solo due: l’estensione e il pensiero. I modi di cui parla Spinoza sono i modi d'essere, concretizzazioni degli attributi. Essi non hanno sostanzialità, ma derivano dalla Sostanza e dai suoi attributi.
Esistono modi finiti e infiniti: quelli infiniti sono proprietà strutturali di qualche attributo ( ad esempio dall’ infinita estensione seguono il movimento e la quiete), mentre quelli infiniti sono gli esseri particolari (“questo corpo” o “quella cosa”). Perché, a un certo punto, l’infinito spinoziano si finitizza? Schelling scrive che su questo punto Spinoza non dà spiegazioni e non può darle. La sostanza può essere pensata come un oceano sconfinato, gli attributi come l’estensione acquatica, i modi infiniti come il movimento incessante del mare, i moti finiti come le onde. La sostanza di Spinoza è la Natura infinita ed eterna, che si manifesta in un’infinità di dimensioni (attributi) e che si concretizza in un’infinità di maniere d’essere (modi).

Quando Spinoza distingue Natura naturante (Dio e attributi) e Natura naturata (modi), non fa che ribadire panteisticamente che la Natura è madre e figlia di sé stessa, Dio agisce senza condizionamento esterno ed è per questo libero.

I due problemi fondamentali dello spinozismo -
Che cos’è la sostanza di Spinoza?
E’ vago dire che Sostanza = Natura. Per Spinoza la Natura è un ordine da cui seguono i modi e non come una forza procreante. I termini usati da Spinoza vengono intesi diversamente rispetto al passato. Egli intende la sostanza e Dio come l’ordine complessivo dell’essere e la struttura geometrica del cosmo. La sostanza quindi è una formula immutabile da cui scaturisce il tutto.
Che rapporti esistono tra la sostanza e i suoi modi?
Spinoza scartò la dottrina della creazione e dell’emanazione. La Sostanza non è l’unità dalla quale scaturiscono le cose e neanche la natura infinita che genera infiniti mondi, ma un ordine cosmico da cui le cose seguono in modo necessario, come dalla definizione del triangolo segue che la somma dei suoi angoli interni è 180°.

I generi della conoscenza
L’elevazione mentale di un uomo deriva solo dalla contemplazione del Dio-Natura e Spinoza ritiene che il progresso conoscitivo procede parallelamente al progresso morale. Spinoza distingue tre generi di conoscenze:
- la percezione sensibile o immaginazione che si identificano con la conoscenza prescientifica del mondo. L’errore di questo genere consiste nel modo confuso di rappresentare le cose (cogitans privatio). Da ciò deriva la schiavitù dalle passioni, situazione nella quale l’uomo si lascia dominare dalle emozioni;
- La visione razionale del mondo che scaturisce dalla ragione e si fonda sulle idee comuni. Da ciò deriva una vita secondo virtù.
- La conoscenza intuitiva, suprema forma di cognizione. E’ la visione delle cose nel loro scaturire da Dio. La mente si innalza al di sopra delle limitazioni del finito. Ai sensi e all’immaginazione il mondo appare molteplice, contingente e temporale, per l’intelletto è qualcosa di unitario, necessario ed eterno. Spinoza distingue la considerazione dell’ universo dal punto di vista del tempo (sub specie temporis) e dell’eternità (sub specie aeternitatis). L’amore intellettuale di Dio è la letizia che si riceve dalla conoscenza di quell’ordine necessario che è la stessa sostanza di Dio. La beatitudine secondo Spinoza è perseguire l’utile in modo razionale e vivere la vita nel miglior modo possibile.

Lo Stato, la religione, la libertà

La dottrina dello Stato si basa sul realismo politica. Dalla natura ogni essere ha tanto di diritti quanto è la sua forza d'esistenza e d'azione.

Il diritto degli uomini viene però annullato dall’ostilità degli uomini. E’ necessario un comune accordo per la loro felicità. Con l’accordo gli uomini diventano più forti e si forma un governo che porta al sorgere di un diritto comune, per opera di cui nascono le valutazioni di giustizia e ingiustizia. Nello Stato civile tutti temono le stesse cose, ma la ragione accomuna tutti nella sottomissione alle leggi.

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