Spinoza, Baruch: "Tractatus theologico-politicus"

Dall'assunto generale del diritto come espressione della forza - "ognuno ha tanto di diritto quanto ha di forza" -, si tratti del diritto naturale o di quello positivo, deriva l'impossibilità per la società di rinunciare completamente al diritto naturale. Vi sono alcuni diritti naturali a tal punto costitutivi della natura umana che rinunciare ad essi è impossibile senza rinunciare alla stessa umanità: tra questi, il diritto alla libertà di pensiero e di parola. Dimostrare che la salvaguardia di tali diritti è condizione dell'ordine e della pace dello stato è uno dei fini principali del "Tractatus theologico-politicus" di Baruch Spinoza, oltre a quello di mostrare, attraverso l'elaborazione di un metodo razionale di interpretazione della Sacra Scrittura, che la verità rivelata non è affatto difforme dalla verità che l'intelletto naturale può conquistate con le sole sue forze. Spinoza dedica le sue ultime energie a una rinnovata meditazione intorno alla politica. Il "Tractatus politicus" (1677), con un metodo d'indagine realistico che considera li uomini "come sono" e non "come devono essere"; analizza i 3 principali regimi di governo che la storia ha prodotto: la monarchia, l'aristocrazia e la democrazia. Nessuno di questi è, astrattamente e per sé, migliore degli altri, ma conveniente a ciascun paese in diversi momenti storici. Tuttavia, la preferenza di Spinoza va al regime democratico, perché esprime meglio la natura dello stato come potere collettivo ed è più vicino alla condizione naturale degli uomini.

Registrati via email