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Quando Spinoza distingue tra la Natura naturante e la Natura maturata non fa che ribadire panteisticamente che la Natura è madre e figlia di se medesima, in quanto è un'attività produttrice il cui prodotto non esiste fuori di essa, secondo lo schema di ciò che Spinoza chiama causalità transitiva, bensì in se stessa, secondo lo schema di ciò che Spinoza definisce causalità immanente.
Secondo Spinoza, nel Dio-Natura coincidono libertà e necessità. Dio, infatti, è libero perchè agisce senza alcun condizionamento esterno, ma è necessitato perché agisce necessariamente in virtù delle leggi immanenti del suo essere.
Secondo Spinoza, la liberazione etica delle passioni e l'intelligente e moderato godere della vita non è ancora il gradino ultimo dell'elevazione mentale ed esistenziale dell'uomo, che si raggiunge soltanto con la contemplazione del Dio- Natura.
La conoscenza di primo genere è la percezione sensibile o l'immaginazione, tramite cui la mente coglie la realtà in modo slegato o parziale, mediante idee oscure e confuse che essa si limita a subire senza comprendere, come se fossero conseguenze senza premesse.

-La cognizione di primo genere si identifica quindi con la conoscenza prescientifica del mondo, la quale, anziché connettere casualmente tra loro le varie realtà, collocandole nell'ordine dovuto, si limita a percepirle isolatamente, oppure ad unire con nomi comuni.

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