Ominide 50 punti

Baruch Spinoza - Trattato sull’emendazione dell’intelletto

Uomo di grande cultura e formato all’insegna della filosofia classica, in lui sono rintracciabili fonti neoplatoniche, naturalistiche oltre ad un’adeguata formazione teologica, e un’approfondita conoscenza di Cartesio (suo contemporaneo). Nonostante non abbia conseguito titoli accademici, elabora un proprio pensiero costruito su un’impalcatura culturale consistente. Si tratta di un pensiero nuovo e originale, non semplice giustapposizione del sapere acquisito ma, vera e propria elaborazione personale che, inaugura un pensiero nuovo detto “Spinozismo”. Elemento senz’altro determinante per il filosofo, fu la rivoluzione scientifica, di cui conosce gli esiti e che lo influenzò nello sviluppo della sua teoria metafisica. Il suo pensiero è autonomo, grazie alle sue capacità di osservazione e spirito critico della cultura dominante di stampo teologico, assumendo un atteggiamento di distacco radicale. E’ un personaggio alternativo e concordemente il suo pensiero è definito come la tradizione filosofica della società borghese dell’Olanda del XVII secolo (all’epoca era il paese più emancipato). La borghesia aveva acquisito nel tempo ricchezza e autonomia di azione che, gli avevano garantito una stabile indipendenza e autosufficienza; Spinoza, interpretò tale parte della società solida dal punto di vista socio-economico e meno dipendente dalla tradizione precedente.


Trattato sull’emendazione dell’Intelletto

L’opera intitolata “Trattato sull’emendazione dell’intelletto” rappresenta la sua opera giovanile, in cui esplicita l’oggetto e il senso della sua ricerca, proponendo una sorta di metodo. Appare un lavoro corrispondente al discorso sul metodo di Cartesio ma, Spinoza rivela una nuova concezione di filosofia quasi catartica, più vicina alla tradizione filosofico - religiosa che alle preoccupazioni metodologiche e gnoseologiche cartesiane. Nello scritto, illustra il metodo con cui procedere, proponendo una ricerca libera di tipo esistenziale (il senso della vita umana). Il filosofo, quindi, dovrebbe fornire risposte e indicare il modello di vita da perseguire → il filosofo saggio deve indicare il giusto comportamento, l’etica, al fine di dare una risposta al senso dell’esistenza. E’ chiaro quindi, il richiamo della tradizione ellenistica per l’influenza della filosofia sapienziale. Secondo Spinoza, infatti, la filosofia ricerca la verità ma, tali verità devono essere e rappresentare il senso della vita. Perciò, analizza e individua le cause di bene riconosciute universalmente dagli uomini e le biasima; lo spinozismo dunque, nasce essenzialmente da una delusione nei confronti dei comuni valori della vita.

Registrati via email