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Spinoza Baruch

Uomo di grande cultura e formato all’insegna della filosofia classica, in lui sono rintracciabili fonti neoplatoniche, naturalistiche oltre ad un’approfondita formazione teologica, oltre ad essere attento conoscitore di Cartesio (suo contemporaneo). Nonostante non abbia conseguito titoli accademici, elabora un proprio pensiero forte di una cultura approfondita. Si tratta di un pensiero nuovo e originale, non semplice giustapposizione del proprio sapere ma, vera e propria elaborazione personale che, inaugura un pensiero nuovo detto “Spinozismo”. Elemento senz’altro determinante per il filosofo, fu la rivoluzione scientifica, di cui conosce gli esiti e che, lo influenzeranno nello sviluppo della sua teoria metafisica. Il suo pensiero è autonomo, grazie alle sue capacità di osservatore e ipercritico della cultura dominante di stampo teologico, assumendo un atteggiamento di distacco radicale. E’ un personaggio alternativo e concordemente il suo pensiero è definito come la tradizione filosofica della società borghese dell’Olanda del XVII secolo (all’epoca l’Olanda era il paese più emancipato). La borghesia aveva acquisito nel tempo autonomia di azione e ricchezza che, gli avevano garantito una stabile indipendenza e autosufficienza; Spinoza, interpretò tale parte della società forte dal punto di vista socio-economico e meno dipendente dalla tradizione precedente.

Trattato sull'emendazione dell'intelletto

L’opera intitolata “trattato sull’emendazione dell’intelletto” rappresenta la sua opera giovanile, in cui esplicita l’oggetto e il senso della sua ricerca, proponendo una sorta di metodo (è un lavoro corrispondente al discorso sul metodo di Cartesio). Nello scritto, illustra il metodo con cui procedere, proponendo una ricerca libera di tipo esistenziale (il senso della vita umana). Il filosofo, quindi, dovrebbe fornire risposte e indicare il modello di vita da perseguire il filosofo saggio deve indicare il giusto comportamento, l’etica, al fine di dare una risposta al senso dell’esistenza. E’ chiaro quindi, il richiamo della tradizione ellenistica per l’influenza della filosofia sapienziale. Secondo Spinoza, infatti, la filosofia ricerca la verità ma, tali verità devono essere e rappresentare il senso della vita. Perciò, analizza ciò che è bene per l’uomo e individua le tre cause di bene riconosciute dagli uomini, naturalmente esprimendo una propria critica. L’uomo ricerca:
La ricchezza: oltre ad essere effimera, mette in condizione di pericolo l’uomo che, vive malamente pur di perseguirla;
Il prestigio sociale: la ricerca di una posizione rilevante nella società, asserve l’uomo al potere che, in questo modo è privato della sua autonomia e della sua dignità; la libidine: cioè il sesso. E’ fugace ed è solo un’illusione che potrebbe causare un senso di depressione e delusione;
Si tratta quindi di pseudo beni che, altro non sono che falsi. Spinoza non è un asceta ma, richiama la grande trattazione filosofica per cui l’uomo deve perseguire il Bene Eterno. Tale bene altro non può essere che il Bene cosmico.

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